Differenze tra le versioni di "Ecco l'uomo/Analisi"

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I cristiani del ventunesimo secolo a questo punto devono abbandonare alcune idee. Quando la gente metteva giù gli arnesi per un po' e arrancava su per la collina a sentire questo Gesù che parlava, possiamo essere sicuri che non lo avrebbero sentito dire di essere amorevoli l'un l'altro; o che se si comportavano bene (o avessero studiato il giusto schema teologico) ci sarebbe stato per loro un futuro roseo una volta andati in cielo"; o che Dio aveva deciso infine di darsi da fare per perdonar loro i peccati. Gli ebrei del primo secolo sapevano già di dover essere buoni l'un l'altro. Se proprio si davano pensiero della vita dopo la morte, sapevano già che il loro Dio si sarebbe preso cura di loro e alla fine avrebbe loro dato corpi fisici nel Suo mondo rinnovato. (La frase "Regno dei Cieli", che troviamo nel Vangelo di Matteo, ''non'' significa "un luogo-Regno chiamato «cielo»". È invece un modo riverente di dire "la ''Regalità'' di Dio".) Non c'è traccia alcuna che gli ebrei del primo secolo andassero in giro cupi chiedendosi se i loro peccati potessero mai essere perdonati. Avevano il Tempio ed il sistema sacrificale che servivano allo scopo. Se Gesù avesse veramente detto quello che una moltitudine di cristiani occidentali sembrano pensare egli abbia detto, avrebbe provocato tanta noia e sbadigli...
 
Ciò che Gesù disse in realtà fu così rivoluzionario che fece scuotere tutti. Fu così drammatico che Gesù sembra dovesse poi adottare una deliberata politica di frequentare solo villaggi, spostandosi continuamente, senza mai entrare nell grandi città galilee come [[w:Zippori|Seffori]], appena oltre la collina da Nazareth, o [[w:Tiberiade|Tiberiade]], giù sulle sponde del mar di Galilea, a sud di [[w:Magdala (Israele)|Magdala]]. Perché? Cosa c'era di così diverso?<ref>Per questa sezione, si vedano spec. J.D. Crossan, ''The Historical Jesus: The Life of a Mediterranean Jewish Peasant'', HarperSanFrancisco, 1991; G. Vermes, ''Jesus the Jew'', Collins, 1973; Meier, ''The Aims of Jesus'', SCM, 1979; Borg, ''Conflict, Holiness and Politics in the Teachings of Jesus'', Edwin Mellen Press, 1984, come anche il suo ''Jesus: A New Vision'', Harper & Row, 1987.</ref>
 
=== Duplice rivoluzione ===
 
== I fini di Gesù ==
Possiamo sicuramente dire che Gesù non si aspettava che il mondo finisse. Tale idea bizzarra, che è stata propagandata in giro per le aule dei biblisti neotestamentari nel corso degli ultimi due secoli, deve ora essere messa a riposo definitivamente. Bisogna comprendere Gesù in termini di [[w:apocalisse|apocalittica]] ebraica.
 
 
=== L'arrivo della crisi ===
Tale linguaggio "apocalittico" significava che Israele stava per compiere la grande svolta dei tempi. La lunga notte dell'esilio stava giungendo alla fine; il gran giorno della liberazione stava sorgendo. Israele era come un prigioniero che stava per essere libeato dopo una condanna gigantesca. Tutto, ma proprio tutto, sarebbe stato differente d'ora in poi. Il mondo sarebbe stato differente. Gli uccelli avrebbero cantato un'altra canzone. Ecco come funziona il linguaggio apocalittico.
 
 
=== Gesù e Israele ===
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