Differenze tra le versioni di "Storia della filosofia/Aristotele"

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=== Ontologia e metafisica ===
L'ontologia, in quanto metafisica (secondo la terminologia introdotta da Andronico di Rodi), è la "filosofia prima" aristotelica, che ha come suo primario oggetto di indagine l'essere ''in quanto tale'', e solo in via subordinata l'''ente'' (dal greco ὄντος, genitivo di ὤν, ''essente''). ''"In quanto tale"'' significa a prescindere dai suoi aspetti accidentali, e quindi in maniera scientifica. Solo di ciò che permane come sostrato fisso e immutabile, infatti, si può avere una conoscenza sempre valida e universale, a differenza degli ''enti'' soggetti a generazione e corruzione, ragion per cui «del particolare non si dà scienza».<ref>Aristotele, ''Opere'', ''Opere'', ''Metafisica'' Z 15, 1039b28, Laterza, Bari 1973, ppag. 323225.</ref>
 
Per conoscere gli enti occorrerà dunque fare sempre riferimento all'Essere; Aristotele intende per ''ente'' tutto ciò che esiste, nel senso che deve ad altro la propria sussistenza,<ref>"Esistere" va qui inteso nel senso etimologico, che sarà evidenziato tra gli altri da Heidegger, di «essere da» (da ''ex-sistentia''), a differenza della sostanza che invece «è in sé e non in qualcos'altro» (Aristotele, ''Metafisica'', 1046a, 26).</ref> a differenza dell'Essere che invece ''è'' in sé e per sé: mentre l'Essere è uno, gli enti non sono tutti uguali. Per il filosofo essi hanno vari significati: l'ente è un "''pòllachos legòmenon''" (dal greco πόλλακος λεγόμενον), ossia si può «dire in molti modi». Ente sarà ad esempio un uomo, così come il suo colore della pelle.
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