Differenze tra le versioni di "Guida alle costellazioni/Verso il centro della Via Lattea/Scorpione"

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Fra le '''''nebulose planetarie''''' ve n’è una di grande interesse, la '''NGC 6302''', nota anche come '''Nebulosa Farfalla''' o con la sigla '''C69'''. NGC 6302 si trova in una posizione favorevole per la sua individuazione, dato che giace un grado a nord della linea che congiunge la coppia di stelle μ1 e μ2 Scorpii e la brillante Shaula; è possibile individuare questa nebulosa persino con un binocolo 10x50, sebbene occorrano cieli bui e l'oggetto deve trovarsi alto sull'orizzonte. Un telescopio da 140mm è sufficiente per osservare invece che la sua struttura è allungata in senso est-ovest. Nelle fotografie prese con un telescopio amatoriale si evidenzia con delle irregolarità, al punto che può sembrare un insetto schiacciato (da cui il nome inglese bug) oppure, se la foto mostra molti dettagli ed è ad alta risoluzione, una sagoma a doppio cono che ricorda le ali di una farfalla. La Nebulosa Farfalla possiede una morfologia piuttosto complessa, che può essere approssimata descrivendola come una nebulosa bipolare con due lobi primari, sebbene vi siano delle evidenze della presenza di un secondo paio di lobi derivanti da una precedente fase di perdita di materia da parte della stella progenitrice; osservazioni di questa nebulosa suggeriscono che vi sarebbe pure una struttura esterna ortogonale simile a quella rinvenuta nella Nebulosa Formica (Mz 3). La nebulosa è orientata con un angolo di 12,8° contro lo sfondo rispetto alla nostra linea di vista. Questa contiene anche un grande lobo orientato a nordovest che si estende per oltre 3' all'esterno, in cui si trova la stella centrale: si stima che si sia formato da un evento eruttivo avvenuto circa 1900 anni fa; una parte della nebulosa possiede di forma circolare le cui pareti descrivono esattamente un getto di Hubble, ossia un getto la cui velocità è proporzionale alla distanza dalla sorgente centrale. A una distanza angolare di 1',71 dalla stella centrale, la velocità del flusso di questo lobo è stata stimata essere pari a 263 km/s; al suo periplo estremo la velocità supera invece i 600 km/s. Il bordo occidentale mostra delle caratteristiche che suggeriscono un'avvenuta collisione con dei globuli di gas preesistenti, che hanno modificato la forma del getto stesso su questo lato. La banda di polveri che corre tutt'attorno al centro della nebulosa sembra avere una chimica particolarmente complessa, che mostra delle evidenze della presenza di silicati cristallini multipli e altre caratteristiche che sono state interpretate come il primo rilevamento di carbonati extrasolari; questo rilevamento è tuttavia controverso a causa della difficoltà della formazione dei carbonati in un ambiente non acquoso. Altre caratteristiche sono la presenza di acqua ghiacciata e quarzo. Una delle caratteristiche più interessanti delle polveri della Nebulosa Farfalla è tuttavia la presenza di sostanze ricche di ossigeno e di carbonio: le stelle in genere sono ricche o di ossigeno o di carbonio, mentre il cambio dell'abbondanza dei due elementi avviene nelle tarde fasi dell'evoluzione della stella a causa delle reazioni di fusione nucleare; quando una stella possiede entrambi gli elementi significa che la fase di transito da stella ricca di ossigeno a stella ricca di carbonio è avvenuta in un passato relativamente molto recente.
 
Fra le '''''nebulose diffuse''''', una delle più interessanti si trova nei pressi delle stelle che delineano il “pungiglione” ed è la '''NGC 6334''', soprannominata ''Impronta di gatto'' per via della sua forma. Situata 3° a nordovest di Shaula (λ Scorpii), inizia ad essere visibile sotto ottimi cieli anche con strumenti da 200mm di diametro, dove si rivela debolmente la natura tripartita della nebulosa. Situata alla distanza di 5500 anni luce, è una grande regione di formazione stellare formata da un lungo e spesso filamento centrale con sette addensamenti; delle tre aree circolari da cui deriva il soprannome della nebulosa, il più cospicuo è quello centrale, dominato dalla stella HD 156378, di magnitudine 9,35 e classe spettrale O6.5III. Nelle foto a grande campo si può notare che questo sistema sia connesso ad altre grandi nebulose, come la '''NGC 6357''', soprannominata ''Aragosta'' o anche ''Guerra e Pace'', cui sono associati alcuni piccoli ammassi aperti come Pismis 24, e l’associazione Scorpius OB4.
 
Un altro grande ed eterogeneo complesso nebuloso circonda il gruppo di stelle che rappresentano la testa dello Scorpione, da Graffias fino ad Antares; questo sistema, dominato dalla nube '''IC 4606''', si estende anche al di fuori della costellazione, andandosi a congiungere con un altro sistema di nebulose oscure ben visibili come macchie d'ombra sul chiarore della Via Lattea nella costellazione dell'Ofiuco. IC 4606 in particolare è una grande e tenue nebulosa associata alla brillante stella Antares, una supergigante rossa di classe spettrale M1Iab che dalla Terra appare come una delle stelle più luminose della volta celeste, grazie anche alla sua relativa vicinanza (circa 600 anni luce). La nube si estende in particolare a nordest di Antares ed è evidentemente connessa alla nube LDN 1689, una delle regioni più estese della '''Nube di Rho Ophiuchi'''; sebbene disti da Antares circa un centinaio di anni luce, IC 4606 riceve da questa stella un'intensa radiazione, parte della quale viene riflessa nello spazio conferendo ai suoi gas una luce marcatamente arancione. La parte settentrionale della nube, che costituisce il nucleo più denso di LDN 1689, forma un lungo filamento che si dirige verso est, ben evidente a causa della totale assenza di stelle di fondo anche con piccoli strumenti, sebbene la nube stessa, essendo non illuminata, non sia direttamente osservabile.