Differenze tra le versioni di "Torah per sempre/Difensori della Fede"

 
==Restaurare la saggezza antica: il Rinascimento==
Azariah de' Rossi e Judah Aryeh da Modena non si presentavano come innovatori, ma come restauratori degli insegnamenti antichi che si erano corrotti nel tempo. Parimenti, gli studiosi che avevano dato supporto al Rinascimento raramente mettevano in discussione frontalmente gli insegnamenti della chiesa; molti, forse la maggioranza, erano parrocchiani fedeli. Più spesso, si rappresentavano come restauratori della ''prisca philosophia'', della prima saggezza originale che si era gradualmente oscurata nel corso delle epoche. Idee che oggigiorno, con il senno di poi della storia, consideriamo nuove, venivano presentate come insegnamenti antichi che erano stati oscurati o perduti. Nessuno è in grado di dire quando o in che misura questi studiosi credessero sinceramente di riscoprire l'antica saggezza, o quando stessero usando il pretesto della "riscoperta" per coprire l'avanzamento delle proprie vedute non-conformiste; tra gli ebrei e cristiani era pericoloso, agli inizi dei tempi moderni, farsi riconoscere come innovatori.
 
Nel 1463, [[w:Marsilio Ficino|Marsilio Ficino]], per volere del suo patrono [[w:Cosimo de' Medici|Cosimo de' Medici]], fece una traduzione latina del manoscritto greco del ''[[w:Corpus Hermeticum|Corpus Hermeticum]]'', portato a Firenze da un monaco macedone; il recupero di questi scritti, erroneamente creduti provenienti dall'Antico Egitto ma in realtà prodotti da scrittori greci del secondo e terzo secolo, rafforzò la credenza che la "vera" conoscenza fosse stata in possesso degli antichi e conservata in segreto da pochi prescelti. L'idea che una dottrina sacra, più pura e superiore agli insegnamenti pubblici della chiesa, fosse stata trasmessa selettivamente da iniziati, fu sostenuta dall'interesse crisdtiano per la [[w:Kabbalah|Kabbalah]].
 
Il carattere dello studio rinascimentale fu ben riassunto da Dama [[w:Frances Yates|Frances Yates]]:
{{q|Tutti i grandi movimenti in avanti del Rinascimento derivano il loro vigore, il loro impulso emotivo, dal guardarsi indietro. L'opinione ciclica del tempo come movimento perpetuo da incontaminati secoli d'oro di purezza e verità attraverso età di ferro e di impudenza, dominava ancora e la ricerca della verità era quindi necessariamente una ricerca dell'oro antico, originale, da cui i metalli più volgari del presente e del vicino passato che producevano degenerazioni corrotte.<ref>Yates, ''Giordano Bruno'', 1.</ref>}}
Persino le innovazioni della musica rinascimentale, con la sua polifonia ricca e senza precedenti, venivano presentate da studiosi ebrei e cristiani come un "recupero" della musica di Re Davide<ref>Questo è il tema dell'introduzione di Aryeh da Modena a ''Hashirim asher lishelomoh'' di Salamone Rossi.</ref>— affermazione falsa, poiché nessuno allora o adesso ha la più pallida idea di come fosse la musica di Davide, sebbene possiamo essere certi che, in mancanza di un sistema di notazione, non sarebbe stato possibile escogitare il [[w:Contrappunto|contrappunto]] di [[w:Giovanni Pierluigi da Palestrina|Palestrina]] o anche quello di [[w:Salamone Rossi|Salamone Rossi]].
 
Nel 1614 lo studioso classico francese [[w:Isaac Casaubon|Isaac Casaubon]], allora residente in Inghilterra, datò correttamente il ''corpus hermeticum'', sebbene lo identificasse erroneamente come una contraffazione cristiana.<ref>Casaubon, ''De rebus sacris et ecclesiasticis''; Yates, ''Giordano Bruno'', cap. 21.</ref> Purtuttavia, successivamente nello stesso secolo, il grande Isaac Newton, creatore di una fisica e cosmologia radicalmente nuove, poteva confidare al suo diario: "Allora, quindi, la prima religione era la più razionale di tutte le altre fintanto che le nazioni la corruppero", e si convinse di stare solo recuperando una conoscenza che una volta era stata in possesso dell'umanità.<ref>Citato in White, ''Isaac Newton'', 106, da Yahuda MS 41, foll. 6-7, presso la Biblioteca Nazionale e Universitaria di Gerusalemme.</ref>
 
[[w:John Maynard Keynes|John Maynard Keynes]] scrisse che Newton era "l'ultimo dei maghi, Copernico e Faust messi insieme":<ref>Keynes, "Newton the Man", 27, 34. Keynes forse sottovalutò gli attributi faustiani di Copernico.</ref>
{{q|Perché lo chiamo mago? Perché guardava l'intero universo e tutto quello che conteneva come un enigma, come un segreto che poteva essere interpretato applicando il pensiero puro a certe evidenze, certi indizi mistici che Dio aveva sparso per il mondo onde permettere una sorta di caccia al tesoro per filosofi e confraternite esoteriche. Credeva che questi indizi si potessero trovare in parte nell'esistenza dei cieli e nella costituzione degli elementi (e questo è ciò che dà la falsa impressione che fosse un filosofo naturale sperimentale), ma anche in parte in certe carte e tradizioni trasmesse dalle confraternite in una catena continua risalente alla rivelazione misteriosa originale a Babilonia. Considerava l'universo come un crittogramma generato dall'Onnipotente — proprio come egli stesso aveva criptato la scoperta del calcolo in un criptogramma inviato a Liebnitz. Credeva che, col pensiero puro, mediante la concentrazione mentale, l'enigma sarebbe stato rivelato all'iniziato.</br>
Riuscì a interpretare l'enigma dei cieli. E credette che, con gli stessi poteri della sua immaginazione introspettiva, avrebbe interpretato l'enigma della Divinità, l'enigma di eventi passati e futuri preordinati divinamente, l'enigma degli elementi e della loro composizione da una materia prima indifferenziata, l'enigma della salute e dell'immortalità.<ref>Keynes, "Newton the Man", 29.</ref>}}
Il comportamento di Newton meraviglia il lettore moderno e venne forse già considerato sorpassato nei circoli intellettuali del suo stesso tempo, che è una ragione per cui fu attento a nasconderlo. Tuttavia era un comportamento abbastanza comune nei circoli religiosi tradizionali, rimanendo molto diffuso tra fondamentalisti che credono che tutta la conoscenza sia contenuta nelle Scritture. In verità, questa linea di difesa – che la rivelazione divina tramite la Scrittura sia la fonte di tutta la conoscenza – fu sviluppata già dal secondo secolo p.e.v. da [[w:Aristobulo di Alessandria|Aristobulo]], come abbiamo visto in PARTE II.1; idee simili ricorrono frequentemente nei commentari tradizionali della Bibbia che esamineremo.
 
==Ravvivare il commentario biblico==
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