Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Francia-6"

ortografia
(Corretto: "comandante")
(ortografia)
L'armamento era moderno, i simulatori aiutavano, ma non era tutto: la presenza del poligono a 3 km di distanza dalla caserma del 35imo Reggimento di Belfort, era utile per esercitarsi abbondantemente: 27 colpi per cannone da 105 mm oppure, per il fante, 500 colpi di arma leggera. Nel poligono era possibile usare sagome a scomparsa. La sezione logistico-amministrativa era complessa, ma i particolari erano coperti da segreto differentemente da quello che succedeva in Italia. In caso di guerra però l'organizzazione era del tutto diversa da quella di pace, che vede tra l'altro anche 3 ufficiali medici. Ma in caso di guerra sarebbero stati ben 6, più un ufficiale farmacista e pure uno dentista, sufficienti per formare 5 gruppi d'intervento medico di cui una principale e 4 leggere, ovvero una per ciascuna compagnia per gli interventi immediati. Insomma, non si può certo dire che il lato 'umanistico' e di confort per i soldati francesi fosse poco curato.
 
Per l'organizzazione logistica, i francesi non erano ancora arrivati alla movimentazione con pallet standard NATO per creare magazzini campali in maniera rapida e razionale. L'E.I. v'era invece giunto nel 1989; la lavanderia era gestita dai militari del Reggimento, mentre in Italia c'erano già le ditte civili appaltatrici, che hanno ovviamente pro e contro. La leva per i militari francesi era già all'epoca in fase di riduzione a 10 mesi (che si sarebbe dimostrato più costoso e meno valido di quello di 12 mesi), cosa che era piuttosto azzardata data la carenza di militari a ferma prolungata. Un problema piuttosto sorprendente era quello dell'analfabetismo, perché i figli degli immigrati, se erano nati in Francia, erano tenuti a fare il servizio militare L'alimentazione era giornalmente di 3.886 calorie contro le 3270 per i tedeschi e 3633 per gli italiani; ma da notare che in Francia il reggimento aveva un cuoco civile, come si cercò di fare in Italia negli anni '60. L'uniforme di servizio francese, da portare sempre in servizio, aveva una giacca più corta e meno elegante di quella italiana, con i gradi basati sulle strisciestrisce piuttosto che sulle stellette che erano meno visibili; l'uniforme francese ordinaria era invece più elegante, da portare fuori servizio o per le grandi occasioni. Le paghe erano minori di quelle dei soldati di leva italiani semplici, e maggiori per i graduati. Così il Caporal chef ovvero il caporalmaggiore francese aveva 951 franchi (211.000 lire) al mese, ovvero 7.300 lire al giorno contro 5.300 per gli italiani dello stesso grado, il caporale 6.100 lire contro 5.148, soldato semplice di prima classe e seconda 4.400 e 3.533 lire contro 4.800. Il sergente di leva aveva 264.000 lire, il tenente colonnello arrivava a 3.775.000 l, il capitano 2.665.000 lire.
 
Come disciplina la Francia aveva un decreto, il N.75-675 del '75, che era più dettagliato di quello analogo italiano del '78, e proibiva tra l'altro l'introduzione di pubblicazioni 'moralmente nocive' con tanto di una apposita lista, mentre l'obiezione di coscienza era riconosciuta solo in tempo di pace (così da rendere paradossalmente possibile obiettare solo quando non c'era da combattere..). La libertà sindacale e di sciopero era vietata, come del resto anche nelle F.A. italiane.
1 871

contributi