Differenze tra le versioni di "Identità e letteratura nell'ebraismo del XX secolo/Un nuovo inizio: la letteratura israeliana"

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Questa storia, come le altre due del volume citato, esamina l'equilibrio tra apparenza e realtà, tra case viste e cose nascoste. La prosa di Oz ai suoi inizi cercava di manifestare la forza dell'invisibile, il pericolo in agguato. Tuttavia, le opere successive sono più crude, e questo volume emotivamente è uno dei più scarni e, in termini di narrazione, il più rappresentativo. Gli eventi esposti sono esplicitamente (nel caso di "Mr Levi") o implicitamente (ne "Il monte del cattivo consiglio", con una narrazione in terza persona in cui il bambino Hillel è la fonte principale delle impressioni) la memoria dell'infanzia da parte dell'adulto. Quel periodo, la Palestina nel 1946-47, lascia un'impronta indelebile, definita non tanto da ciò che era di per se stessa, ma da ciò che implicava per il futuro. La prima storia finisce col nemico in attesa. Anche la seconda storia, "Mr Levi", si pone al limite tra fantasia e attualità, che preoccupa l'autore così tanto. Il Mr Levi della novella è uno che, secondo i genitori che rassicurano il figlioletto (che è il narrante), non esiste. È forse il leader del movimento clandestino le cui tracce devono essere nascoste, o è il prodotto di un'eccitata immaginazione infantile? Il bambino è eccessivamente affascinato dalle proprie proiezione di grandezza, di resistenza alla tortura e di eroismo nella lotta nazionale. C'è un riferimento costante a grandi cose a venire. Un poeta chiamato Nahamkin è ospite frequente della famiglia: "Tutto gli sembrava che alludesse ad un evento importante che doveva accadere." Nelle storie di Oz, poeti, profeti e predicatori danno voce alle paure inespresse e alle speranze degli altri personaggi, cristallizzandole con più grande certezza in modo da farne risaltare vividamente i contorni. L'autore pare che scriva del passato, come fa in senso letterale — ma queste impressioni fluiscono nel presente. In verità, presente e futuro si fondono confusamente.<ref name="Hill"/><ref name="Oz"/>
 
La terza storia si intitola "Longing (Anelando)", ma il narratore (il vecchio Dr Nussbaum che scrive lettere alla Dr.ssa Hermione Oswald in viaggio per l'America) indica che il suo "anelare" non è per il futuro ma per il passato. Infatti, nel suo caso, non c'è futuro perchèperché è ammalato in via terminale. Ma potrebbe aver dato una visione impersonale del futuro di Gerusalemme. Oppure, del futuro del giovane Uri, o anche della stessa Dr.ssa Oswald — se ricevesse le sue lettere, che probabilmente non riceverà. Perché non sa esattemente dove ella si trovi o dove indirizzarle. Forse queste lettere in realtà sono per lui stesso? Una sorta di confessione. Un diario? In conclusione, la trama della storia è incerta e la meno soddisfacente delle tre.<ref name="Hill"/>
 
La narrativa di Oz non solo è sostanziosa ed importante, ma è anche uno dei rari tentativi fatti da un romanziere israeliano di dare una certa forma di visione onnicomprensiva della situazione di Israele. Ma è una situazione vista sia nel suo contesto storico sia nella sua prospettiva ebraica e, anche personalmente, attraverso le vite e le esperienze dei personaggi e dei narratori. L'autore cerca un collegamento tematico e psicologico tra la sfera personale e quella nazionale, dove un'emozione spaccata non solo riflette un quadro più vasto, ma fa anche parte di tale scena. Esiste una sintesi tra il dramma personale ed il dramma della materia trattata, la terra e la sua gente. E riscontriamo quindi non solo una vitalità di protagonisti, ma anche la loro illuminazione.<ref name="Oz"/>
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