Differenze tra le versioni di "Storia della filosofia/Corpus hermeticum e Oracoli caldaici"

m
fix
(nuova)
 
m (fix)
Affini per tematiche al ''Corpus hermeticum'' sono i cosiddetti ''Oracoli caldaici'' (καλδαικὰ λόγια), un'opera in esametri di cui ci sono giunti vari frammenti, e che la tradizione attribuisce a Giuliano il Teurgo oppure al padre Giuliano il Caldeo, vissuti durante la dinastia antonina (II secolo). Anche qui infatti sono presenti gli influssi del medioplatonismo e del neopitagorismo, uniti a una religiosità misterica di ispirazione orientale. Più precisamente, mentre il ''Corpus hermeticum'' si rifaceva ai culti egizi, gli ''Oracoli'' si ricollegano alla sapienza babilonese e all'eliolatria caldaica (cioè il culto del sole e del fuoco).
 
Giuliano dichiara che gli ''Oracoli'' sono le rivelazioni di un dio, anche se non vengono forniti dettagli sulla loro origine: si ipotizza siano state pronunciate da un medium in trance e messe in versi dall'autore. È probabile che le rivelazioni fossero fatte derivare della dea Ecate, che nel tardo antico era considerata la dea della magia. Inoltre, forse si deve proprio a Giuliano il conio della parola "teurgo", per differenziarsi dai ''theologoi'': mentre questi ultimi parlano degli dèi, il teurgo ''agiva'' sugli dèi e usava la magia per fini religiosi, cioè per liberare l'anima dalla materia e raggiungere Dio.<ref>{{cita libro|autore=Eric R. Dodds | titolo=La teurgia | opera=I Greci e l'irrazionale |altro altri=traduzionetrad. it. italiana|editore=Bur | anno=2010 | città=Milano | pp=345-348}}</ref> Vediamo come.
 
Gli ''Oracoli caldaici'' descrivono una gerarchia che pone al vertice il Padre, da intendersi forse come il Primo Intelletto, e le idee platoniche sono il suo pensiero. Il mondo è stato creato da un secondo intelletto, che svolge due funzioni: contenere le idee (gli intellegibili) e introdurre nel mondo la sensazione. Come terza viene l'anima, forse identificabile con Ecate.
È però chiaro che il Dio triadico non si può conoscere con i metodi della filosofia, che si limita a cercarne la definizione. Dio è invece conoscibile mediante un'unione mistica, raggiungibile solo dopo avere svuotato l'anima e l'intelletto dai pensieri legati al mondo sensibile.
 
La teurgia avrà molta influenza sul neoplatonismo: basti pensare che anche Porfirio, allievo di Plotino, si interessò di magia, mentre Giamblico e Proclo scrissero commentari agli ''Oracoli caldaici''.<ref>{{cita libro | autore1=Giovanni Reale | titolo=Storia della filosofia antica | anno=1988 | editore=Vita e Pensiero | città=Milano | volume=4 | pp=444-452 }}</ref><ref>{{cita libro|autore1=John F. Finamore|autore2=Sarah Iles Johnston|titolo=The Chaldean Oracles|opera=The Cambridge History of Philosophy in Late Antiquity|curatore=Lloyd Gerson|editore=Cambridge University Press|città=Cambridge|anno=2010|vol=1|pp=161-161173173}}</ref>
 
== Note ==