Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Italia: esercito 2"

Corretto: "menzionare"
(ortografia)
(Corretto: "menzionare")
Per il futuro le cose avrebbero preso una svolta con una drastica riduzione quantitativa e al tempo stesso, con un aggiornamento tecnologico notevole. I sistemi d'artiglieria semoventi e trainati da 155 mm operativi, almeno in unità di prima linea, erano già ridotti a 18 MLRS e 312 pezzi da 155/39 mm (tutti con la stessa canna, quella dell'FH-70), 24 mortai rigati da 120 mm e alcune decine di obici da 105/14 mm Mod.56, il tutto pari a circa un terzo del parco disponibile un decennio prima. La successiva fase avrebbe visto la riduzione a 4 reggimenti degli FH-70, 2 per il supporto generale e 2 per le brigate delle Forze di Difesa o FOD. Ma soprattutto, i reggimenti di M109L sarebbero pure diventati 4, ovvero appena la metà del totale presente: anche qui con la stessa ripartizione tra brigate e supporto. A quel punto da 13 reggimenti si sarebbe scesi a otto, con 192 armi complessive. Gli obici da 105 mm sarebbero stati rimpiazzati dai nuovi pezzi ultraleggeri da 155/39 mm, per i reggimenti delle unità alpine e della brigata 'Pozzuolo del Friuli'. Questo programma per l'obice da 155 leggero era voluto dai Marines, che avrebbero avuto l'UFH (Ultralightweight Field Howitzer) sviluppato dalla britannica VSEL e dall'americana Textron. Erano previste le valutazioni proprio per il 1998 da parte dell'USMC, con un'opzione per 190 pezzi e un'esigenza addirittura di 600 armi (più di tutta l'artiglieria moderna italiana). I mortai da 120 mm rigati erano invece in valutazione a Nettuno con il munizionamento controcarri Strix, autoguidato da 120 mm, di produzione svedese. Quest'arma, apparsa anni prima, era stata vista in pubblico già nel 1992 con uno spettacolare test contro carri bersaglio Centurion, e dato l'apparente abbandono del programma tedesco per un analogo proiettile restava l'unico modo per un mortaio pesante d'ingaggiare direttamente un carro armato.
 
Altre risorse sarebbero state devolute per le munizioni d'artiglieria: ma nonostante le intenzioni, pare che ancora nel 1998 non fossero presenti, come non lo erano nel 1995, proiettili del tipo ICM (a submunizioni) e forse nemmeno del tipo con razzo ausiliario per maggiorare la gittata massima. I lanciarazzi MLRS, quelli sì con submunizioni e motore a razzo, non sarebbero stati ordinati nella versione con mine controcarri AT-2 tedesche, mentre nel futuro non sarebbe dispiaciuto disporre del missile ATACMS. Un altro missile interessante era il Poliphem, in Italia Polifemo, di cui s'é già parlato, con una gittata di circa 50 km per colpire obiettivi paganti dietro le linee nemiche, eventualmente da dare ad uno degli ultimi due reggimenti per il supporto generale armati con l'M109L. Ma forse soprattutto era da mensionaremenzionare il PzH2000 tedesco, di cui nel 1999 due esemplari avrebbero dovuto essere consegnati all'E.I. per valutazioni operative. Dal 2003 questo sistema avanzatissimo, dopo avere completato le forniture per l'Esercito tedesco nel primo lotto, sarebbe stato disponibile per i clienti esteri, che potevano essere interessati a questo cingolato per rimpiazzare i 25.000 sistemi d'artiglieria tra cui 6.500 M109 e 4.000 2S1, ancora in circolazione (25% in Europa, 19% Russia e Cina, 25% Asia, 13% Nord America), nonché 1.500 M110 e 800 2S1. Il primo lotto per l'Esercito tedesco era di 185 sistemi, di cui il primo venne consegnato (parlando di produzione di serie) nel luglio 1998, con 18 mesi di anticipo. L'esigenza per l'Heer, onde rimpiazzare gli M109G (non aggiornati in maniera significativa) era prioritaria, ma solo per questa prima partita, mentre l'esigenza complessiva per 595 semoventi sarebbe stata soddisfatta, dal 2003, assieme agli altri clienti internazionali tra cui l'Italia, interessata a rimpiazzare con questo sistema d'arma gli ultimi 3-4 reggimenti di M109L.
 
Quanto alla logistica, i vecchi 'muli da carico' sarebbero rimasti, per il momento almeno, gli M548.
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