Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-6"

ortografia
(Corretto: "subacqueo")
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In definitiva, anche se più veloci, i primi 'Los Angeles' non erano molto diversi dagli 'Sturgeon'. La differenza maggiore era data in effetti dalle prestazioni del nuovo reattore nucleare S6G, dove '6' sta per sesta generazione, che non solo offriva una operatività molto maggiore (con rifornimenti di combustibile nucleare ogni 10-13 anni di servizio) ma anche capace di offrire una potenza doppia. Per il resto non vi sono molte differenze: il grande sonar attivo/passivo a prua era il BQQ-5, a bassa frequenza (e quindi ad alta portata), sonar rimorchiato, tre idrofoni per lato, che sfruttando la lunghezza del battello consentono di misurare la distanza degli echi triangolando, e due altri idrofoni a grande portata, di cui uno è quello rimorchiato (questo sistema, almeno all'epoca dell'introduzione in servizio con i primi 'Los Angeles' era infatti un apparato idrofonico, non un sonar attivo). I tubi di lancio siluri erano in numero e disposizione analoga a quella dei precedenti battelli.
 
Nonostante la loro validità tecnica, i 'Los Angeles' sono stati presto aggiornati. I primi 5 ebbero anche problemi tecnici e costruttivi, dati da un tipico punto debole delle costruzioni di questa categoria, ovvero la tenuta delle saldature, nient'affatto banale da assicurare. A parte questo, dopo le prime 12 navi è stato introdotto l'armamento missilistico basato su Sub-Harpoon e TomawhakTomahawk BGM-109. Aggiornando il progetto base a questo standard, vennero prodotti altri 19 SSN.
 
Dopo il 31imo battello (ovvero dal SSN 751 in poi), vennero apportati dei miglioramenti tali da dare origine ad una vera e propria sottoclasse, con i suoi esponenti noti anche come "688I": questi sono dotati di un nuovo rivestimento anecoico che li rende più silenziosi, incorporano sistemi di combattimento più avanzati, sono capaci di operazioni sotto la banchisa polare, che è un posto ideale per nascondere i sottomarini atomici lanciamissili, posseggono timoni di profondità sulla prua (invece che sulla torretta) e montano un sistema per il rilascio di mine e tubi di lancio verticali (Vertical Launch System, VLS) appositamente studiati per il lancio di Tomahawk. In questo modo è possibile aumentare, con un espediente molto semplice, del 50% l'autonomia di fuoco del battello. La trasformazione, in opera
 
==SSBN==
Non passò molto tempo dall'avvento della propulsione nucleare che si pensò di abbinarvi anche i missili e le armi nucleari. Prima si tentò con gli ordigni da crociera, ma non durò molto: poche armi, assai vulnerabili e da lanciare in emersione non convincevano, anche se probabilmente la maggior parte avrebbe comunque superato le difese sovietiche. I missili POLARIS consentirono un salto di capacità che non diede luogo a nostalgie: lanciabili immersi da alcune migliaia di km, pressoché inintercettabili, avrebbero rimpiazzato sia i missili da crociera basati sui sottomarini, sia quelli basati a terra, nonché gli stessi missili balistici come gli JUPITER e i THOR stazionanti in Europa. Solo molti anni dopo i missili cruise tornarono in auge sui sottomarini americani, ma prima come armi antinave, in ogni caso lanciabili da normali tubi di lancio, poi missili da attacco terrestre come i TOMAWHAKTOMAHAWK, lanciabili a loro volta in versione anche antinave a lungo raggio. Ma questo avrebbe preso tempo e non ebbe modo di influire molto nella Guerra fredda. I 'cruise' attualmente sono presenti solo come armi convenzionali tattiche o anche strategiche, ma solo convenzionali. Il ruolo di deterrenza nucleare è affidato solo agli SSBN 'Ohio'.
[[Immagine:Mariano G. Vallejo 0865836.jpg|350px|left|thumb|Il Vallejo, uno dei ‘Franklin, simili per età agli Allen]]
I primi sottomarini nucleari balistici erano la classe 'George Washington', che sostanzialmente erano basati sugli SSN 'Skipjack' per ottenere rapidamente (dal 1959) una piattaforma capace di portare 16 dei nuovi Polaris. Ne vennero costruiti 5. Ad essi seguirono altri 5 del tipo 'Ethan Allen'.
* Altezza 11 m
* Profondità operativa oltre 300 m
* Propulsione nucleare con un S8G da 60.000 hp, velocità 15 in emersione, 24 o più immerso
* Equipaggio 157 uomini, 15 ufficiali
* Sensori di bordo Sonar a scafo IBM BQQ-6 passivo integrato con Raytheon BQS-13, sonar Ametek BQS-15 ad alta frequenza attivo/passivo, sonar rimorchiabile Western Electric BQR-15 passivo integrato con BQQ-9, sonar Raytheon BQR-19 ad alta frequenza attivo
* Armamento 24 pozzi a gas compresso per Trident II o TomawhakTomahawk+incursori SEAL, e 4 tubi lanciasiluri da 533 mm, per siluri Mk 48 ADCAP
*Scafo singolo in acciaio HY 80 con rivestimento anecoico.
 
Grazie alla portata pressoché globale non fu necessario stazionare le unità in avamposti (forward deployed) come avveniva per le altre unità, che avevano i loro rispettivi porti a Guam, per quanto riguarda la flotta del Pacifico ed a Rota in Spagna per quanto riguarda la flotta atlantica, ma possono bensì operare direttamente da porti situati su suolo statunitense, quale la Kings Bay nello Stato federale della Georgia o dalla Naval Base di Kitsap nello stato di Washington.
 
Nel 2003 4 vennero convertite come navi SSGN armate di missili TomawhakTomahawk al posto dei pozzi verticali dei Trident, eccetto 2 di questi che sono stati convertiti al dispiegamento di mezzi per incursori subacquei (SEAL), iniziando così una nuova vita operativa. In effetti, il programma per la nave arsenale (arsenal ship) non si concluse positivamente: ad un certo punto si cominciò ad ipotizzare che questo grande scafo stealth e armato di missili da crociera in gran quantità avrebbe dovuto essere anche dotato di capacità semi-sommergibile per ridurre la sagoma radar, se non del tutto sommergibile. Ma allora, pensarono all'US Navy, che dire degli 'Ohio'? Se si vuole una piattaforma stealth, capace di 'immergersi' e di portare rilevanti carichi di missili, nessuna 'arsenal ship' avrebbe potuto competere con questi sottomarini, che hanno operato furtivamente per anni trasportando missili nucleari balistici. E così, invece che affrontare le incognite di una nuova classe di navi, ancora tutta da costruire e da definire dettagliatamente, tanto valeva riattare alcuni di questi SSBN: erano ancora giovani, e per giunta eccedenti il numero richiesto con i trattati e gli scenari del dopo-guerra fredda. E così 4 di queste navi vennero riattate. L'unico punto debole è che trasportano 'solo' 154 missili (e 2 minisommergibili), suddivisi in 22 pozzi di lancio, invece che 320 o più previsti per l'Arsenal ship. Ma questo non si è dimostrato affatto un gravissimo inconveniente per il loro efficiente impiego. I pozzi di lancio hanno adesso ognuno 7 missili TomawhakTomahawk, sistemati in tubi di lancio che occupano l'altezza prima presa da ogni singolo Trident C4 o D5.
Queste nuove unità sono quindi le uniche quattro unità SSGN costruite dal 1960 in poi, quando venne consegnata l'ultima unità della classe Halibut e sono pertanto anche le uniche quattro unità SSGN in servizio all'interno della US Navy, visto che tutti i battelli della classe Halibut furono radiati prima della fine degli anni settanta.
 
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