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Il Gruppo 63 fu fondato durante un convegno tenuto a Palermo dal 3 all'8 ottobre 1963. Non si trattò di un movimento omogeneo basato su un'estetica condivisa, bensì fu un'occasione per i giovani intellettuali di riunirsi attorno ad alcuni punti: l'abbandono del [[../Neorealismo|Neorealismo]] e della sua concezione di letteratura impegnata, l'attenzione verso la realtà del mondo industriale, la contrarietà alla mercificazione dei prodotti intellettuali, la volontà di sperimentare con il linguaggio per cercare nuovi mezzi di comunicazione per esprimere il proprio approccio critico al reale.<ref>{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=La poesia, la saggistica e la letteratura drammatica del Novecento | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | capitolo= | volume= | p= 101}}</ref> All'interno del gruppo erano però presenti posizioni differenti. Ferroni individua a grandi linee due orientamenti: uno "fenomenologico", aperto a sperimentare nuove possibilità teoriche e creative, e uno "ideologico", vicino al marxismo ma consapevole dei suoi limiti. La sua spinta rivoluzionaria sessantottina contribuì ad ampliare le distanze tra le varie posizioni, portando allo scioglimento del Gruppo 63. Il mensile «Quindici», che era stato fondato nel 1967 e la cui attività era legata all'esperienza del Gruppo, terminò le pubblicazioni nel 1969.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1112-1113}}</ref>
 
Il Gruppo 63 fuè fondatouno dei momenti più alti della neoavanguardia. Il nome deriva dall'anno della sua fondazione, avvenuta durante un convegno tenuto a Palermo dal 3 all'8 ottobre 1963 a opera di alcuni intellettuali che gravitavano attorno alla rivista ''Il Verri''. NonBisogna siperò trattòprecisare diche non è stato un movimento omogeneo basato su un'estetica condivisa,. bensìSi futrattava un'occasionepiuttosto perdi iun giovanigruppo intellettuali diaccomunati riunirsi attorno adda alcuni punti chiave, come: l<nowiki>'</nowiki>'''abbandono del [[../Neorealismo|Neorealismo]]''' e della sua concezione di letteratura impegnata, l'attenzione verso la realtà del '''mondo industriale''', la '''contrarietà alla mercificazione dei prodotti intellettuali''', la volontà di '''sperimentare con il linguaggio''' per cercare nuovi mezzi di comunicazione per esprimere il proprio approccio critico al reale.<ref>{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=La poesia, la saggistica e la letteratura drammatica del Novecento | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | capitolo= | volume= | p= 101}}</ref> All'interno del gruppo erano però presenti posizioni differenti. Ferroni individua a grandi linee due orientamenti: uno "fenomenologico", aperto a sperimentare nuove possibilità teoriche e creative, e uno "ideologico", vicino al marxismo ma consapevole dei suoi limiti. La sua spinta rivoluzionaria sessantottina contribuì ad ampliare le distanze tra le varie posizioni, portando allo scioglimento del Gruppo 63. Il mensile «Quindici», che era stato fondato nel 1967 e la cui attività era legata all'esperienza del Gruppo, terminò le pubblicazioni nel 1969.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1112-1113}}</ref>
Tra i tanti autori, critici e scrittori riconducibili al Gruppo 63 si ricordano Alberto Arbasino, Luciano Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Furio Colombo, Corrado Costa, Fausto Curi, Roberto Di Marco, Umberto Eco, Enrico Filippini, Alfredo Giuliani, Alberto Gozzi.<ref>Fonte dell'inclusione dei nomi citati: {{cita libro | titolo = Il Gruppo 63 quarant'anni dopo: atti del Convegno di Bologna (8-11 maggio 2003) | editore = Pendragon | città=Bologna | anno = 2005}}</ref> Angelo Guglielmi, Germano Lombardi, Giorgio Manganelli, Giulia Niccolai, Elio Pagliarani, Renato Pedio, Michele Perriera, Lamberto Pignotti, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti, Giuliano Scabia, Adriano Spatola, Aldo Tagliaferri, Gian Pio Torricelli e Sebastiano Vassalli. Più ai margini anche Nanni Cagnone, Gianni Celati, Alice Ceresa, Giordano Falzoni, Luigi Gozzi, Francesco Leonetti, Luigi Malerba, Marina Mizzau, Rossana Ombres, Nico Orengo, Amelia Rosselli, Gaetano Testa, Carla Vasio e Cesare Vivaldi.<ref>{{cita libro | curatore=Renato Barilli |curatore2=Angelo Guglielmi | titolo=Gruppo 63. Critica e teoria | anno=2003 | editore=Testo & immagine | città= Torino }}</ref>
 
All'interno del gruppo erano però presenti posizioni differenti. Ferroni individua a grandi linee due orientamenti: uno "fenomenologico", aperto a sperimentare nuove possibilità teoriche e creative, e uno "ideologico", vicino al marxismo ma consapevole dei suoi limiti. La spinta rivoluzionaria sessantottina contribuì ad ampliare le distanze tra le varie posizioni, portando allo scioglimento del Gruppo 63 alla fine degli anni sessanta. Il mensile «Quindici», che era stato fondato nel 1967 e la cui attività era legata all'esperienza del Gruppo, terminò le pubblicazioni nel 1969: questa data può essere presa come momento finale dell'esistenza del Gruppo.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1112-1113}}</ref>
 
== Un gruppo molto variegato ==
TraAl iGruppo tanti63 autorisono riconducibili moltissimi poeti, critici e scrittori. riconducibiliGli alelenchi Gruppopiù 63completi si ricordano Alberto Arbasino, Luciano Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Furio Colombo, Corrado Costa, Fausto Curi, Roberto Di Marco, Umberto Eco, Enrico Filippini, Alfredo Giuliani, Alberto Gozzi.,<ref>Fonte dell'inclusione dei nomi citati: {{cita libro | titolo = Il Gruppo 63 quarant'anni dopo: atti del Convegno di Bologna (8-11 maggio 2003) | editore = Pendragon | città=Bologna | anno = 2005}}</ref> Angelo Guglielmi, Germano Lombardi, Giorgio Manganelli, Giulia Niccolai, Elio Pagliarani, Renato Pedio, Michele Perriera, Lamberto Pignotti, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti, Giuliano Scabia, Adriano Spatola, Aldo Tagliaferri, Gian Pio Torricelli e Sebastiano Vassalli. Più ai margini anche Nanni Cagnone, Gianni Celati, Alice Ceresa, Giordano Falzoni, Luigi Gozzi, Francesco Leonetti, Luigi Malerba, Marina Mizzau, Rossana Ombres, Nico Orengo, Amelia Rosselli, Gaetano Testa, Carla Vasio e Cesare Vivaldi.<ref>{{cita libro | curatore=Renato Barilli |curatore2=Angelo Guglielmi | titolo=Gruppo 63. Critica e teoria | anno=2003 | editore=Testo & immagine | città= Torino }}</ref> In questo modulo, però, ci soffermeremo solo sugli autori più significativi.
 
== Elio Pagliarani ==
Elio Pagliarani (Viserba, 25 maggio 1927 – Roma, 8 marzo 2012) è autore di una poesia che risponde a un'esigenza di «toccare le cose attraverso il linguaggio». Legato alla tradizione della sinistra, ha sempre rifiutato i dogmatismi e le discussioni teoriche sul ruolo dell'intellettuale. In stretto rapporto con la [[../Poesia del dopoguerra#La linea lombarda|linea lombarda]], esordìesordisce negli anni cinquanta con la raccolta ''Cronache e altre poesie'' (1954), a cui seguìsegue ''Inventario privato'' (1959), in cui prevalgono i toni lirici. La sua opera più significativa è però il poemetto narrativo ''La ragazza Carla'', pubblicato inizialmente sul ''Menabò'' nel 1960 e poi in volume con altre poesie nel 1962: Pagliarani, prendendo chiaramente la strada dello sperimentalismo, racconta di una giovane dattilografa, della sua vita nel grigio ambiente industriale milanese e del suo lavoro alienante, ricorrendo a scatti linguistici improvvisi ma calcolati e creando un senso di straniamento. Nella poesia, inoltre, Pagliarani ha cercato commistioni nuove tra i generi, prediligendo la forma della "lettera-recitativo". Questa ricerca di una poesia «recitata» è evidente nelle raccolte ''Lezione di fisica e Fecaloro'' (1968) e ''Rosso corpo lingua oro pope scienza. Doppio trittico di Nandi'' (1977, che contiene anche ''La ballata di Rudy'').<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1125-1126}}</ref>
 
== Edoardo Sanguineti ==
[[File:EdoardoSanguinetiDetail.jpg|thumb|Edoardo Sanguineti nel 2006]]
Edoardo Sanguineti (Genova, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010) è forse il più rappresentativo autore della neoavanguadia. Docente di letteratura italiana all'università di Genova, ha sempre fatto riferimento a un orizzonte teorico ben preciso, che legava le avanguardie del Novecento al marxismo. Fin dagli esordi, negli anni cinquanta e sessanta, ha cercato di scardinare i piani del linguaggio borghese e di sottrarre l'arte al mercato, prendendo allo stesso tempo la strada dell'impegno etico e politico (negli anni settanta militòmiliterà nel Partito Comunista e fusarà più volte deputato). Ha collaborato con le riviste ''Il Verri'', ''Marcatré'', ''Quindici'', e ha partecipato attivamente ai lavori del Gruppo 63.
 
Il suo primo libro, ''Laborintus'' (1956), è un poema composto da versi atonali, un lungo monologo intellettuale in cui confluiscono diversi elementi (oggetti, dati eruditi, citazioni): l'io narrante si fa strada attraverso la ''palus putredinis'' («palude di putridume») e il labirinto della cultura, della psicologia e della storia. In questo labirinto ha un ruolo importante l'erotismo, visto come qualcosa di più autentico ein modo materialeassoluto. A questo tema sono dedicate le poesie di ''Erotopaegnia'' (1956-1959), libro che, insieme a ''Laborintus'' e al ''Purgatorio de l'Inferno'' (1960-1963) confluirà nel volume ''Triperuno''.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1126-1127}}</ref>
 
In seguito, Sanguineti ha lavorato a due romanziopere che sono diventatidiventate tra gli esempi più importanti di '''romanzo d'avanguardia''': ''Capriccio italiano'' (1968) e ''Il giuoco dell'oca'' (1971). All'inizio degli anni settanta è poi tornato alla poesia con la raccolta ''Wirrwarr'' (1971), in cui la struttura ritmica si fa più dimessa e vengono trattati argomenti quotidiani. Tutte le poesie successive sono confluite in ''Segnalibro. Poesie 1951-1981'' (1982).<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1127-1128}}</ref>
 
Lo scopo di Sanguineti è '''distruggere il linguaggio della comunicazione letteraria''', cheil quale è inteso come una espressione mercificata dell'ideologia borghese. La sua produzione mira a mettere a nudo le aberrazioni e le contraddizioni dell'ideologia, ricorrendo anche agli strumenti messi a disposizione dalla psicanalisi. SanguinetiAltro insisteconcetto peròsu anchecui sulinsiste concettoè quello di '''mitopoiesi''': la poesia è intesa anche come creatrice di miti. Il suo sperimentalismo si propone come una forma estrema di realismo, rappresentazione di un mondo sconvolto che pone il lettore di fronte alla perdita delle sue certezze.<ref>{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=La poesia, la saggistica e la letteratura drammatica del Novecento | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | capitolo= | volume= | p= 267}}</ref>
 
== Giorgio Manganelli ==
Giorgio Manganelli nacquenasce a Milano il 15 novembre 1922 e morìmuore a Roma il 28 maggio 1990. Studioso di letteratura inglese e in seguito giornalista per varie testate (''l'Espresso'', ''Corriere della Sera'', ''La Stampa''), si avvicinòavvicina alla neoavanguardia e a al Gruppo 63 per la sua insofferenza verso il realismo e la serietà degli ambienti intellettuali. Nei saggi raccolti nel volume ''La letteratura come menzogna'' (1967) esposeespone il suo punto di vista sulla letteratura, intesa come '''contraddizione permanente''', artificio e alternativa alla realtà. Nelle sue opere narrative a parlare è una voce che si sottrae continuamente, mentre proliferano le finzioni e il rigore razionale si mescola con eccessi barocchi. I generi tradizionali vengono sconvolti, mentre viene fatto ricorso al plurilinguismo, erede dell'esperienza di [[../Carlo Emilio Gadda|Gadda]]. Rispetto allo scrittore lombardo, Manganelli risponde però a un freddo gioco intellettualistico, che punta allo ''humor'' nero e si sofferma sulle implicazioni psicanalitiche. Tra i suoi romanzi si ricordano ''Hilarotragoedia'' (1964), ''Nuovo commento'' (1969), ''Agli dèi ulteriori'' (1972), ''A e B'' (1975), ''Sconcluzione'' (1976), ''Pinocchio: un libro parallelo'' (1977), ''Centuria'' (1979), ''Amore'' (1981), ''Dall'inferno'' (1985).<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | p= 1129}}</ref><ref>{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=La poesia, la saggistica e la letteratura drammatica del Novecento | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | capitolo= | volume= | pp= 262-263}}</ref>
 
== Alberto Arbasino ==
[[File:Giuseppe Pontiggia 03.jpg|thumb|Alberto Arbasino (a destra) con Giuseppe Pontiggia nel 1994, all'assegnazione del Premio Campiello]]
Alberto Arbasino (Voghera, 22 gennaio 1930) è salito alla ribalta negli anni cinquanta come ''enfant prodige'' della neoavanguardia. Nelle sue opere si immerge completamente nella cultura contemporanea, ottenendone combinazioni inesauribili; la sua narrativa predilige in particolare il plurilinguismo e il ''pastiche''.<ref>{{cita All'iniziolibro della| suaGiulio attività| haFerroni svolto| unaProfilo funzionestorico antiideologicadella eletteratura antiprogrammatica.italiana Si| è1992 affermato| nelEinaudi 1959| conTorino ''L'anonimo| lombardo'',pp= ma1129-1130}}</ref> Punto di riferimento per la sua opera più importante è ''Fratelli d'Italia''Gadda, uncon romanzocui vastissimocondivide chela comparveprovenienza unadall'ambiente primaculturale volta nel 1963lombardo, quindiil fu ripubblicato nel 1976 in una versione completamente riscritta e ampliata,gusto per comparireil infinegioco in una terza edizione ulteriormente modificata nel 1993. La complessa trama ruota attorno a un gruppo di giovanilinguistico, dei quali descrive il percorsocontinuo diritorno iniziazionesulle intellettualeproprie sullo sfondo dell'Italia benestanteopere, inper unrivederle caos di oggetti nuovi, incontri, mostre, esperienze sfiorate (lo stesso autore lo definì un «romanzoe millefoglie»)modificarle. L'effettoMa dissacrantementre conGadda cuipropende si accosta alla realtà viene ottenuto attraverso un espediente tipico della neoavanguardia,per la mimesicostruzione dei linguaggiromanzesca, conArbasino laè registrazionepiù delle chiacchiere dei diversi personaggi attorno alla letteratura,orientato all'attività culturaleaffabulazione, alla musica, a tutto ciò che èingloba ''à la page''. Anche nelle sue opere successive ha proseguito con questo gusto per il ''pastiche'': ''Super-Eliogabalo'' (1969), ''Il principe costante'' (1972), ''La Bella di Lodi'' (1972), ''Specchio delle mie brame'' (1974). Oltre a romanzi, Arbasino ha poi scritto anche saggi e volumi diqualsiasi viaggiocosa.<ref>{{cita libro | Giulioautore=Alberto |Asor FerroniRosa | Profilotitolo=Storia storicoeuropea della letteratura italiana | 1992 | editore=Einaudi | città=Torino | ppanno= 1129-1130}}</ref><ref>{{cita libro2009 | autore1vol=Guido3: Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=''La poesia, la saggistica e la letteratura drammaticadella del NovecentoNazione'' | operap=Moduli530 di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | capitolo= | volume= | pp= 258-259}}</ref>
 
Si è affermato nel 1959 con ''L'anonimo lombardo'', ma la sua opera più importante è ''Fratelli d'Italia'', un romanzo vastissimo a cui ha lavorato per lunghi anni e che ha conosciuto diverse edizioni: compare infatti una prima volta nel 1963, quindi viene ripubblicato nel 1976 in una versione completamente riscritta, per comparire infine in una terza definitiva edizione, ulteriormente modificata e ampliata, nel 1993. La complessa trama ruota attorno a un gruppo di giovani, dei quali descrive il percorso di iniziazione intellettuale sullo sfondo dell'Italia borghese e benestante, in un caos di oggetti, incontri, mostre, esperienze (lo stesso autore lo definì un «romanzo millefoglie»). L'effetto dissacrante con cui si accosta alla realtà viene ottenuto attraverso un espediente tipico della neoavanguardia, la mimesi dei linguaggi, con la registrazione delle chiacchiere dei diversi personaggi attorno alla letteratura, all'attività culturale, alla musica, a tutto ciò che è ''à la page''.<ref>{{cita libro | autore1=Guido Baldi | autore2=Silvia Giusso | autore3=Mario Razetti | autore4=Giuseppe Zaccaria | titolo=La poesia, la saggistica e la letteratura drammatica del Novecento | opera=Moduli di letteratura | anno=2002 | editore=Paravia | città=Torino | capitolo= | volume= | pp= 258-259}}</ref>
 
Anche nelle sue opere successive ha proseguito con questo gusto per il ''pastiche'': ''Super-Eliogabalo'' (1969), ''Il principe costante'' (1972), ''La Bella di Lodi'' (1972), ''Specchio delle mie brame'' (1974). Oltre a romanzi, Arbasino ha poi scritto anche saggi e volumi di viaggio.
 
== Alfredo Giuliani ==
 
== Nanni Balestrini ==
La poesia di Nanni Balestrini (Milano, 2 luglio 1935) siha caratterizzaaffiancato peralla lasua negazioneattività di qualsiasiredattore linguaggioeditoriale eun l'accumulointenso diimpegno materialipolitico degradati.nelle Dopofile ladella raccoltasinistra: ''Comenel agisce''1968 (1963),ha un'operacontribuito daglia intentifondare programmaticiPotere Operaio, simentre ènel dedicato1976 aha testisostenuto inil prosaGruppo chedi siAutonomia. basavanoNel sull'accumulo1979 diè pezzistato diincriminato linguaggio-cosa,per cheappartenenza cercaa dibanda manifestarearmata; laha vitaquindi in modo diretto:lasciato l''VogliamoItalia tutto''per (1972)alcuni, ''Lafino violenza illustrata'all'assoluzione (1976),pronunciata ''Glinel invisibili'' (1987)1985.<ref>{{cita libro | Giuliocapitolo=Balestrini, | FerroniNanni | Profilo storicotitolo=Dizionario della letteratura italiana del Novecento | anno=1992 | editore=Einaudi | città=Torino | paltri=diretto da Alberto Asor Rosa 1128-1129}}</ref>
 
La sua poesia si caratterizza per la negazione di qualsiasi linguaggio e per l'accumulo di elementi linguistici eterogenei, ripresi da vari ambiti della lingua corrente. Dopo la raccolta ''Come agisce'' (1963), un'opera dagli intenti programmatici, si è dedicato a testi in prosa che si basavano sull'accumulo elementi linguistici, attraverso il quale tentava di esprimere in modo diretto la realtà: ''Vogliamo tutto'' (1972), ''La violenza illustrata'' (1976), ''Gli invisibili'' (1987).<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | p= 1128-1129}}</ref>
 
== Luigi Malerba ==
Luigi Malerba, pseudonimo con cui si firmava Luigi Bonardi (Pietramogolana, 11 novembre 1927 – Roma, 8 maggio 200882008), è stato autore di opere dalla spiccata predispozione alla sperimentazione, e fu vicinovicine alla neoavanguardia, sebbenedella nonquale neperò condividessenon condivideva lo spirito programmatico. I protagonisti dei suoi romanzi sono '''personaggi folli''' e dall<nowiki>'</nowiki>'''identità malsicura''', che riconoscono se stessi e il mondo attraverso la menzogna. In questo contesto, il comico a cui l'autore ricorre serve a svelare l'assurdità del mondo e del linguaggio, laddove: la molteplicità degli oggetti e dei linguaggi equivale di fatto al vuoto e al silenzio.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | p= 1130}}</ref>
 
Malerba esordìesordisce nel 1963 con ''La scoperta dell'alfabeto'', una serie racconti ambientati nella campagna padana. Nel successivo romanzo ''Il serpente'' (1966), il protagonista racconta storieuna storia che si rivela completamente fintefalsa: è come un serpente che si morde la coda, che ritorna su se stesso e sul mondo che ha inventato, ma di cui ormai ha perso coscienza. Sulla stessa linea, ''Salto mortale'' (1968) è il monologo di un personaggio ancora più sfuggente, in cui interferiscono le voci di altri personaggi: in questo modo si crea una moltiplicazione delle identità, cheattraverso le quali viene tracciatracciato un cerchio il qualeche, ancora una volta, torna sempre su se stesso. L'io narrante descrive una realtà ben definita, la campagna romana tra i colli Albani, descrivendoparlando di elementi dellaben realtàprecisi che appartenevano alla quotidianaquotidianità degli anni sessanta. Come scrive Ferroni, l'opera si dirige ormai verso il [[../Postmoderno|postmoderno]]: apparizioni vuote che ruotano attorno a se stesse, in un ambiente disintegrato, e che usano una lingua quasi neutra basata sull'italiano medio diffuso dal cinema e dalla televisione, pieno di ripetizioni.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | pp= 1130-1131}}</ref>
 
Tra le opere successive di Malerba si ricordano ancora il romanzo ''Il protagonista'' (1973), che si colloca nello stesso solco del ''Serpente'' e di ''Salto mortale'', e i racconti di ''Le rose imperiali'' (1974), ''Dopo il pescecane'' (1979), ''Testa d'argento'' (1988). Il romanzo ''Il pataffio'' (1978) gioca con linguaggi arcaici e maccheronici. ''Il pianeta azzurro'' (1986) è invece composto da un intreccio di piani narrativi, in cui voci diverse si identificano e si separano, sullo sfondo di un complotto mondiale. Nelle ultime opere, il mondo diventa una trappola in cui accadono eventi terribili, di cui i media restituiscono solo immagini false: nel romanzo ''Il fuoco greco'' (1989) l'impero bizantino diventa una metafora del mondo contemporaneo.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 1992 | Einaudi | Torino | p= 1131}}</ref>
 
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