Differenze tra le versioni di "Ceramica a Pisa"

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Il presente contributo è un libro che tenta di fornire in forma didattica e in maniera chiara e concisa informazioni sulla storia della manifattura ceramica a Pisa, principalmente tra il XIII e il XVI secolo. L'idea dell'eBook è nata dall'incontro di una tesi di laurea triennale del corso Informatica Umanistica presso l'Università di Pisa e la mostra ''Pisa città della Ceramica'' che ha avuto luogo in città dal 5 maggio al 5 novembre 2018. Il lavoro è stato seguito e coordinato dalle docenti universitarie Prof.ssa Enrica Salvatori e Prof.ssa Nicoletta Salvatori e dalla Dott.ssa Monica Baldassarri archeologa professionista e numismatica.
Per il futuro si auspica una collaborazione con altri utenti per ampliare il libro approfondendo la produzione di vasellame a Pisa dell'età romana e del post Età Moderna fino al XIX secolo, momento in cui la produzione ceramica pisana comincia a scemare.
 
== Struttura ==
Il '''primo capitolo''' del libro tratta la produzione ceramica nel territorio pisano durante la fase di romanizzazione, quando questi cominciarono la guerra contro i Liguri e si stanziarono nei pressi del Portus Pisanus. Da qui arrivarono diverse merci per soddisfare i bisogni dell'esercito romano, tra cui alcuni tipi di recipienti ceramici contenenti derrate alimentari che stimolarono un'abbondante produzione. Viene poi esposta la produzione di vasellame tra il X e il XII secolo.
Nel '''secondo capitolo''' si parla delle abbondanti importazioni di caramica provenienti da tutto il Mediterraneo tra il X e il XIII-XIV secolo e dei loro usi da parte dei pisani.
Il '''terzo capitolo''' tratta le tecniche di produzione ceramica adottate a Pisa in conseguenza ai contatti avuti con le ceramiche importate e con maestranze straniere che, venute in città nel corso del tempo, hanno trasmesso il sapere per l'uso di nuove tecnologie.
Con il '''quarto capitolo''' si mostra dove i vasai pisani hanno staziato le loro officine nel corso dei secoli e spiega la loro organizzazione lavorativa; nel '''quinto capitolo''' vengono esposti i luoghi di esportazione delle ceramiche prodotte in città.
 
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