Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Italia: esercito 2"

ortografia
m (Bot: Correggo errori comuni (tramite La lista degli errori comuni V 1.1))
(ortografia)
Il cannone da 90/53 contraerei era un'ottima arma per la sua categoria. Si pensò di costruirne e si sperimentò, una canna da ben 75 calibri, che consentiva di ottenere prestazioni eccezionali per il suo calibro. Forse era valido come armamento per carri armati. Come arma contraerei, invece, era piuttosto discutibile, anche perché era a brandeggio manuale e con un freno di bocca che smorzava il rinculo, ma assordava i serventi al pezzo (già il 90/53 aveva questo problema). Anche se balisticamente era attraente usare tale arma che sparava ben 5,5 kg di propellente ma non superava le 3.000 atmosfere di pressione interna, sarebbe stato meglio usare piuttosto il cannone M1A3 americano da 120 mm se si voleva una tale gittata senza pagare prezzi eccessivi.
 
Il cannone ebbe anche una granata speciale, un proiettile da 450 mm di lunghezza che espelleva 6 proiettili da 20 mm da una sorta di alveoli che facevano anche da 'cannoncini' lunghi 10 calibri (20 cm) di un tipo a grande capacità di esplosivo e spoletta semplificata. Questa soluzione, però, avrebbe significato tirare un proiettile da 10 kg per un carico utile di 750 grammi complessivi e poi, se già le schegge del 90 mm erano abbastanza pesanti da rompere le tegole dei tetti quando ricadevano (e nondimeno, erano accusate di essere troppo piccole contro i quadrimotori americani), figurarsi un monoblocco metallico di 9 kg. Il peso dell'arma sperimentale era di 6.250 kg, di cui 1.550 della sola canna con otturatore, il proiettile completo, di cui la munizione pesava 10.1 kg, arrivava a ben 22,5 kg, come i colpi da 100-105 mm. L'idea balisticamente era interessante, ma non ebbe mai seguito e il cannone da 90 allungato (come del resto lo era il Flak e il Pak 43 tedeschi da 88/71 mm) non lasciò tracce di sé. Altri pezzi interessanti furono l'obice da 100/17 mod-14-50, ovvero un obice da 88 inglese con la canna del 100/17 mm già esistente, pesando in tutto 1.500 kg, tirando munizionmi da 13,375 kg. Non ebbe molto seguito, ma venne usato per breve tempo; già c'erano per l'appunto gli obici-cannoni da 88 britannici e poi i 105 mm americani che chiusero la questione. L'obice Mo. 14/16/50 era un'arma da montagna che in pratica univa la stessa b.d.f ad un affusto nuovo, che riduceva il peso ad appena 950 kg. Venne sostituito dopo qualche anno dal Mod.56 someggiabile, arma divenuta standard (non fosse altro perché non ce n'era alcun'altra di questo tipo) in pochi anni come artiglieria leggera. Questo cannone, apparso alla fine degli anni '50, era scomponibile in 13 carichi e pesava circa 1.300 kg, quindi più del suo predecessore, ma poteva ancora essere someggiato. Tra gli utenti vi fu il British Army, che poi però l'ha rimpiazzato con il britannico Vickers Light Gun da 105 mm, dalla maggiore gittata (17 contro 11 km) e che si è poi affermato anche negli USA e in generale come il suo sucessoresuccessore. Infine l'ammodernamento dell'obice da 149/19 Mod42-50, consistette nel fornire le sue ruote di pneumatici anziché della gommatura piena che aveva prima. Tanto sparava 'seduto' e quindi la sua precisione non ne risentiva. Esso era un'ottima arma, assieme al pezzo da 90 quello più moderno dell'artiglieria di produzione italiana, e dotato di un'ottima gittata per il suo tipo (ma dipendeva dal tipo di granata usata, comunque più leggera rispetto al normale per tale calibro). In seguito venne sostituito con l'M114 americano, forse meno preciso, ma più facile e molto più veloce da mettere in postazione, cosa molto importante per la guerra moderna di movimento.
 
Per il resto c'è da dire che le armi contraerei leggere divennero essenzialmente le Bofors da 40 mm, che rimpiazzarono le Breda da 37 mm, e le Browning da 12,7 mm dei tipi Maxon Mount che rimpiazzarono le mitragliere da 20 mm Scotti e Breda, superiori come impianti singoli ma certo non contro un sistema quadrinato da 12,7 mm. Altre vie, come produrre un affusto addirittura sestuplo (per esigenze navali) delle Hispano-Suiza durante il periodo bellico, non ebbero seguito. La Marina si tenne ovviamente più a lungo le sue armi da 20 mm, ma ben presto lo standard anche qui divennero le Oerlikon, più le Bofors; del resto erano le armi migliori e più diffuse delle loro categorie di cannoni a.a. Dei cannoni semoventi, alcuni 'bassotti' da 75 rimasero in servizio nel dopoguerra, forse solo i pezzi da 75/18 che erano i più diffusi, mentre altri, come i semoventi da 105/25, erano stati prodotti in pochi esemplari ed essi (e il loro obice) pressoché spariti durante il conflitto. Qui i semoventi divennero essenzialmene gli M7 Priest americani da 105 mm, e i Sexton canadesi, riarmati anch'essi con l'obice da 105 piuttosto che con il cannone-obice da 87 mm britannico.
1 795

contributi