Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Olanda-2"

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(ortografia)
*2 rifornitori di squadra
 
In tutto v'erano 17.000 uomini e donne, di cui solo 1.500 di leva, oltre a 5.700 civili ripartiti, come organizzazione operativa, sopratuttosoprattutto nei due gruppi d'altura, ciascuno con un paio di navi antiaeree di cui una 'Tromp', e 4-6 fregate. C'era da ridurre gli organici del 10% nella seconda metà degli anni '90, mettendo in riserva alcune navi grazie al maggiore preavviso per la mobilitazione dopo la fine della Guerra fredda. In seguito vi sarebbero stati 2 gruppi d'altura principali e uno secondario, oltre ai cacciamine. La forza di questi gruppi era prevista in 1 fregata contraerea di nuovo tipo, da impiegare anche come nave comando, una fregata contraerea, 4 fregate ASW del tipo 'M' o 'Karel Doorman' e 3 'Kortenaer' per la difesa ravvicinata con due elicotteri l'una, un vitale rifornitore di squadra e 3 sottomarini. Dei due gruppi solo uno sarebbe stato mantenuto in piena attività per un ridotto preavviso, ed era quello costituito dalle navi di cui sopra. Il secondo gruppo, a ridotta prontezza operativa, sarebbe stato formato da 4 fregate 'Kortenaer', ma nel 2006 sarebbe stato ordinato. La radiazione di 2 navi 'Kortenaer' era prevista dal Libro bianco nel 1994, ma poi sono è stato deciso un taglio ben più ampio in sede di revisione: 3 navi e altrettante da mettere in vendita, riducendo le 'Kortenaer' da 10 a 4. Nel 2006 sarebbe stata anche la volta dei due 'Zwaardis', senza rimpiazzo. La prima linea finita ad un totale di 16 navi, ovvero le due fregate antiaeree di nuovo tipo, 4 'Kortenaer', 8 'Doorman' e 2 navi contraeree 'Eisembeeck'. Nel frattempo sarebbero state messe in riserva 4 'Alkmaar', e si sarebbe cercato di rimpiazzare gli 11 dragamine 'Dokkum', forse in collaborazione col Portogallo e sicuramente col Belgio. Le navi idrografiche sarebbero state radiate entro il 2000, ma non rimpiazzate. Questo perché sostituite da due dei ridondanti cacciamine. Diverso per i rifornitori, con due navi da costruire con un programma multilaterale con la Spagna. La Marina olandese avrebbe anche messo in servizio una nave LPD da sbarco, erano infine previsti 20 NH-90, molto necessari per rimpiazzare i Lynx. I P-3 Orion erano invece confermati, come anche i Mariniers: il 1° battaglione Korps Mariniers, gli incursori subacquei, una compagnia mortai da 120 mm, erano tutti in organico del 3° Commando Brigade della Royal Navy, con cui v'era una forte intesa. Costituivano infatti la UK/NL Amphibious Force. La forza olandese era addestrata per i climi artici. Il 2° battaglione dei fanti di marina era parte della SMF, la Forza Aeromobile Alleata. Il 3° Battaglione era in riserva e il 4° nelle Antille olandesi. insomma, i fucilieri di marina olandesi erano una forza piccola ma realmente fondamentale per lo strumento operativo dell'Olanda.
 
L'aviazione, '''Koninklijke Luchtmacht''', era in fase di riduzione, ma per lo più si trattava di ferraglia: gli ultimi 79 F-5 del 316° Sqn sono stati radiati e rivenduti a 3 diverse nazioni. Ora c'erano solo gli F-16, ordinati in ben 213 esemplari, l'ultimo dei quali consegnato solo il 27 febbraio 1992, al termine di oltre 10 anni di forniture. Erano attivi all'epoca in 8 squadroni da 18 apparecchi, ma anche il 306° da ricognizione e il 314° con dieci aerei per compiti OCU. Erano tutti concentrati a Volkel, Twenthe, Gilze-Rhein-Eindhoven, e Leeuwarden. Era stata fatta una completa scelta in termini di flessibilità: non solo gli aerei ma anche i piloti, negli ultimi 5 anni, erano diventati capaci di operazioni sia aria-aria che aria-superficie. In questo modo, con un maggior addestramento era possibile rendere al meglio con una piccola flotta aerea (nemmeno tanto, a dire il vero), da ridurre comunque a 144 apparecchi rispetto ai 162 presenti (solo considerando la dotazione dei reparti), sciogliendo uno dei gruppi e forse riducendo le basi da caccia a 3 con la chiusura di Gilze (o meglio, la messa in libertà per altri compiti). Nel frattempo erano in fase di ammodernamento nel radar e altri sistemi, che gli avrebbero dato grandi capacità come i missili AMRAAM. Il tutto sarebbe arrivato sopratuttosoprattutto nel periodo 1996-99. Per il resto, l'aviazione olandese, così forte in termini di reparti di prima linea, era equipaggiata solo col 334° Sqn da trasporto, da trasferire a Eindhoven e passare dai Fokker F.27 e 27M, vecchi oramai di oltre 20 anni, ad una forza di 2 aerei da rifornimento in volo, 6 medi e 2-3 leggeri. Le aerocisterne sarebbero state le grandi KC-10 trireattori. Gilze aveva anche gli elicotteri, con il Groep Lichte Vliegtuigen o GPLV, raggruppante tutti gli elicotteri leggeri per l'esercito ma gestiti ufficialmente dall'aeronautica, con tanto di tuta blu anziché mimetica.Era sotto il controllo del 1° Corpo d'Armata, ma v'era anche lo squadrone SAR con 4 Alouette III da rimpiazzarsi con 3 elicotteri nuovi.
 
I 2 Reggimenti missili dislocati in Germania, il 2 e 5°, avevano 2 gruppi HAWK l'uno, e altrettante unità Patriot, più gruppi di difesa con gli Stinger. Inoltre v'erano altri 7 gruppi HAWK per la difesa delle basi aeree. I Reggimenti erano da ritirare dalla Germania dal 1994, mentre si doveva rendere disponibili due gruppi I-HAWK e 2 di Patriot per la forze di reazione rapida della NATO. Altri acquisti di Patriot sono stati annullati, ma già v'erano già 20 lanciatori in 4 unità di fuoco, con 160 missili, ovvero 2 ricariche. L'Olanda è stata la prima nazione ad avere questi missili, spendendo 843 milioni di fiorini secondo il programma del 1983, aumentati poi a 866 di cui 552 'rientranti' sotto forma di compensazioni industriali varie, o come affitti americani per le basi e servizi offerti dall'Olanda. Il sistema contraereo olandese era pensato per essere integrato nella triade messa in campo, con sistemi americani, dei migliori missili americani: Patriot, I-HAWK e Stinger, tutti sistemi letali e tutti ben integrati tra di loro, come dimostrato per esempio alla esercitazione Dragon Hammer del '92 in Mediterraneo.
Anche l'organizzazione era da rivedere: il 1° Corpo d'Armata Olandese sarebbe stato integrato con uno tedesco per formare un comando binazionale con sede a Munster. Questo Corpo d'Armata avrebbe avuto due divisioni tedesche e una olandese, comandato a rotazione da un generale a 3 stella olandese o tedesco. Anche la Marina olandese avrebbe collaborato molto strettamente con i tedeschi, d'altro canto gli Olandesi erano già molto integrati con i tedeschi, avendo per esempio le fregate 'Kortenaer' parenti stretti delle 'Bremen' tedesche (ma con motori inglesi, come quelli della Royal Navy: quindi anche qui gli olandesi tendevano a fare da anello di congiunzione tra le due Potenze..). Come misura intermedia verso la professionalizzazione la durata della coscrizione sarebbe stata portata dal 1 gennaio 1994 da 12 a 9 mesi. Del resto la cosa, anche se molto inefficiente (come ammesso, per esempio, dai francesi) era necessaria come norma 'transitoria': l'Italia avrebbe ridotto la durata della leva da 12 a 10 mesi nel '97, la Francia aveva già fatto lo stesso etc.
 
La ristrutturazione, come già intuito dal Libro Bianco 1991 colpiva sopratuttosoprattutto l'Esercito: la riduzione del 54% del personale faceva temere addirittura l' estinzione' del Servizio, ridotto a 36.000 effettivi, 60.000 in caso di guerra, la chiusura di almeno 42 infrastrutture, caserme, depositi etc. con altre 26 probabilmente da chiudere. A parte questo era previsto di costituire la 11a Brigata Aeromobile: 3 battaglioni di fanteria leggera-commandos, compagnie mortai, genio, sanitarie, logistiche, 40 elicotteri armati e 30 da trasporto. Era possibile usarla, una volta costituita, sia come unità per impieghi nazionali che come parte della Divisione Multinazionale Centrale, o MND(C) costituita anche da belgi, tedeschi, inglesi. Questa divisione avrebbe avuto anche un battaglione trasmissioni olandese appositamente riorganizzato.
 
La seconda mossa era come detto, il C.d'A. binazionale. La divisione leggera olandese che l'avrebbe equipaggiato era costituita da unità artiglieria con i vecchi M114, i semoventi M109, gli MLRS (ordinati in 22 lanciatori, come per l'Italia), sanità, contraerea, logistica etc., una brigata corazzata leggera (due battaglioni meccanizzati, uno carri, uno esplorante, genio, artiglieria) e 2 o 3 brigate meccanizzate su 2 battaglioni meccanizzati e altrettanti carri, oltre ai soliti supporti.
*Elicotteri SAR: 4----3
 
Quanto ai mezzi da trasporto ruotati, erano previsti sopratuttosoprattutto per impieghi fuori aerea. C'era difficoltà a capire che tipo di mezzi comprare: ma quando in Bosnia il ministro della difesa olandese viaggiò in un blindato Warrior sulla strada ghiacciata, questo tendeva a slittare. Lo stesso non si verificò su di un blindato spagnolo ruotato, per cui la scelta fu fatta a favore di mezzi ruotati. Ovviamente le cose stavano differentemente: i cingolati Warrior avrebbero dovuto essere ben più stabili, ma con i cingoli 'da tempo di pace', con elementi gommati, per non rovinare le strade, i problemi di mobilità su terreno vario si manifestavano con una peggiore presa sul terreno. Ma del resto se si trattava di un mezzo 'da peacekeeping' era chiaro che i cingoli da guerra non erano graditi per le strade.
 
In tutto erano previsti investimenti per il 30% del bilancio e sopratuttosoprattutto era pressante la necessità di poter mandare forze armate all'estero invece di avere un esercito cospicuo e ben equipaggiato ma usabile solo in Olanda e Germania, per esigenze oramai sparite.
 
Molto importante l'aggiornamento degli F-16 col programma MLU, Mid Life Upgrade, che avrebbe comportato una sostanziale rivoluzione operativa per gli F-16 europei, ma anche per 223 Block 50 americani, che avrebbero ricevuto un computer di missione modulare del tipo sviluppato dagli europei per i loro F-16 aggiornati. In tutto in Europa sarebbero stati aggiornati dal 1995 ben 122 F-16 olandesi (dei Block 15 e 16), 72 belgi, 63 danesi, 58 norvegesi, praticamente allo standard Block 50. Nel frattempo 130 aerei americani sarebbero stati ritirati, di quelli che non si sarebbe potuto aggiornare.
In un ipotetico scontro teorico, in un territorio 'a tavola di biliardo' i carri Leopard 2A5 forse avrebbero potuto, in uno scontro diretto, distruggere la forza originale di 445 Leopard 2 e 468 Leopard 1, specie se si tratta di un ingaggio notturno o con cattive condizioni di visibilità. I Leopard 2 avevano solo la camera termica del cannoniere, i Leopard 1 nemmeno quella, essendo stata data priorità all'aggiornamento della lina di carri con mezzi del tutto nuovi, i Leopard 2 per l'appunto (e a quel punto non c'erano proprio soldi anche per modificare radicalmente i Leo1). Ma questa è solo una parte della verità: infatti i Leopard 1 hanno sistemi ottici senza pari (e rigorosamente tedeschi): il capocarro ha un periscopio da 20 ingrandimenti, il cannoniere da 12. I sistemi IR sono poco efficienti rispetto ai sistemi di terza generazione, ad immagine termica. Però è poco noto almeno un paio di fatti: che questo sistema può vedere parti molto calde di un mezzo (poca sorpresa visto che oltre i 500C il calore diventa tale da causare il 'calor rosso', visibile anche a occhio nudo). I cannoni di carro armato potevano essere visti anche a 2- 3 km se erano roventi, anche se il manicotto termico riduceva molto questa possibilità rispetto ad una canna 'nuda'. Inoltre i carri moderni non agiscono da soli, vi è sempre un appoggio di fanteria e artiglieria. L'artiglieria era capace di fare alcune cose: tra queste di trasformare la notte in giorno e il giorno in notte. Ovvero, lanciare munizioni fumogene e illuminanti. Se vi era il problemi di ridurre il raggio utile delle armi nemiche, una cortina fumogena poteva essere valida, anche se i sistemi ad immagine termica sono capaci di penetrare il fumo con una certa facilità: i sistemi laser di misurazione della distanza non necessariamente erano altrettanto efficaci nel fare il loro lavoro.
 
La notte era trasformabile in giorno con i bengala. Poniamo che un veicolo con sistema termico affronti uno privo di questo sistema: ma se l'artiglieria fornisce un lancio di bengala nella zona dove è probabile che il primo dei due si trovi, si vede un doppio effetto: da un lato questo viene 'visto' dal secondo mezzo, dall'altro i sistemi ad immagine termica (e IL) sono molto sensibili ai bengala (per esempio, si vedano i filmati ripresi dalle camere termiche di bersagli colpiti da bombe e missili: per alcuni secondi le fiamme 'accecano' letteralmente i sistemi di visione termici, specie delle prime generazioni, e lo stesso vale per gli apparati IL), col risultato da capovolgere i ruoli: in questo caso è il mezzo con il sistema termico che è disturbato se non accecato, e visibile al tempo stesso al veicolo senza apparato termico. Inoltre, in termini di protezione esiste un altro problema. È ben vero che la protezione frontale è fondamentale in uno scontro tra mezzi corazzati, ma questo è sopratuttosoprattutto vero in caso di ingaggi statici.
 
Nel caso di ingaggi dinamici, allora le cose sono diverse. Le fiancate dei mezzi corazzati, anche dei carri, non sono molto protette: se il frontale del mezzo è capace di resistere a tiri con cannoni da 120-125 mm, anche a bruciapelo, i fianchi e il retro dello scafo e torretta sono vulnerabili persino a proiettili da 25-30 mm decalibrati, specie se DU (come è successo nelle operazioni in Irak, casi di 'fuoco amico'). Innaffiando di colpi un carro armato è possibile centrarne i punti deboli che qualche colpo di cannone non necessariamente avrebbe trovato nella sua traiettoria. Quindi se il cannone da 105 mm del Leopard 1 non perfora il frontale di un Leopard 2, questo non è vero se l'ingaggio avviene di fianco, essendo capace di perforare circa 300 mm a 2 km con munizioni tipo le M111 israeliane. Inoltre l'artiglieria, specie con munizioni a grappolo, può colpire i corazzati mettendoli fuori uso se vengono localizzati per tempo, o stendere campi minati con lo stesso metodo. Poi nelle operazioni complesse sono presenti anche i mezzi della fanteria, come gli AIFV, come si è detto, tutt'altro che innocui per altri mezzi corazzati.
Infine vi è anche la tattica. Al di là della forza diretta, il controllo del territorio e la tattica d'attacco e combattimento sono influenzate dalle pedine tattiche. L'ambiente non sempre rende possibile sparare alla massima distanza utile, se i campi di tiro sono dell'ordine di qualche centinaio di metri i sistemi di controllo del tiro più sofisticati vedono erosa la loro superiorità a lungo raggio. A parte questo, nonostante la superiorità dei singoli mezzi, il controllo del territorio richiede necessariamente un certo numero di pedine tattiche, e disporre, per esempio, di 8 brigate corazzate rende possibile farlo molto meglio che con 3 brigate dotate di corazzati potenti ma molto lenti e pesanti (specie se poi il terreno è difficile, molle, pesantemente inclinato etc.).
 
I corazzati olandesi sono stati quindi molto ridotti numericamente, e molto verosimilmente nemmeno i militari olandesi erano convinti che il miglioramento qualitativo fosse capace di compensare la riduzione quantitativa. La differenza, piuttosto, poteva essere quella dei supporti: se i mezzi da fanteria e contraerei restavano simili o uguali, (ma comunque meno numerosi), l'esercito olandese aveva acquisito 22 MLRS per il supporto d'artiglieria, armi estremamente pericolose per i loro bersagli (e per chi si avventurasse poi nelle zone colpite, date le submunizioni inesplose). E sopratuttosoprattutto, erano previsti 40 nuovi elicotteri AH-64 con i loro sistemi di visione notturna e i missili Hellfire, capaci di colpire pesantemente mezzi corazzati e bersagli vari.
 
====1995: nasce il 1 °C. d'A.<ref>P&D Novembre 1995, news</ref>====
Gli aggiornamenti per questi apparecchi non sono certo mancati, essendo la principale risorsa della KLu. I Block 1 e 5, che erano in tutto diverse decine vennero convertiti nell'1982-84 nel Block 10 . I primi F-16 olandesi avevano sn. 78-0212/0223 fino all'ultimo gruppo di Sn., gli 89-0019/0021.
 
Dal 1987 vi è stato un programma di aggiornamento OCU che ha riguardato sopratuttosoprattutto i Block 15.
 
Le armi impiegate sono i missili AIM-9 del tipo J, L e M, ma anche gli AIM-120M. I caccia hanno anche un ruolo nucleare con il 311 sqn, il 306 ha invece un ruolo di ricognizione con gli ottimi anche se pesanti pod Orpheus, fino a quando, alcuni anni fa, è stato riconvertito al ruolo di attacco tattico con armi a guida laser.
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