La religione greca/Le religioni dei misteri/Pitagora e il Pitagorismo: differenze tra le versioni

ortografia
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* Ione di Chio (V sec. a.C.) testimonierebbe la vicinanza di Pitagora agli orfici <ref>Avrebbe attribuito agli orfici poesie composte da lui, cfr. D-K 36 B 2; su eventuali scritti di Pitagora, anche Eraclito in D-K 22 B 129</ref>, e collegherebbe il saggio di Samo a Ferecide. successivamente indicato come suo allievo.
* Empedocle (V sec. a.C.), autore influenzato dall'Orfismo<ref>Cfr. Christoph Riedweg, ''Orphisches bei Empedocles'', Antike und Abendland 41 (1995), p. 34-59.</ref>, non cita espressamente Pitagora, ma c'è da ritenere che nel frammento di cui al D-K 31 B 129, si riferisca precisamente a lui:
{{quote|Vi era tra quelli un umano di sapienza sovrumana<br>che acquisì immensa ricchezza di senno,<br>eccellente in opere sagge di ogni genere:<br>quando tendeva tutte le forze dei suoi precordi<br> vedeva agevolementeagevolmente ciascuna delle cose che sono<br>anche per dieci o venti generazioni di uomini.|Empedocle 31 B 129 D-K. Traduzione di Ilaria Ramelli e Angelo Tonelli, in ''I presocratici'' (a cura di Giovanni Reale), Milano, Bompiani, 2006, p.737 |ἦν δέ τις ἐν κείνοισιν ἀνὴρ περιώσια εἰδώς<br>ὃς δὴ μήκιστον πραπίδων ἐκτήσατο πλοῦτον,<br>παντοίων τε μάλιστα σοφῶν 〈τ'〉 ἐπιήρανος ἔργων<br>ὁππότε γὰρ πάσηισιν ὀρέξαιτο πραπίδεσσιν,<br>ῥεῖ' ὅ γε τῶν ὄντων πάντων λεύσσεσκεν ἕκαστον<br>καί τε δέκ' ἀνθρώπων καί τ' εἴκοσιν αἰώνεσσιν|lingua=grc}}
::il che unitamente al vegetarismo, al rifiuto di cibarsi di fave e al presentarsi come uomo "divino" rende il filosofo agrigentino se non un seguace del saggio di Samo quantomeno ad esso vicino.
* Erodoto (V secolo a.C.), si richiama esplicitamente a Pitagora in un passo celebre, quando, riferendosi al costume egiziano di indossare abiti di lana su gonne di lino, proibendo però l'ingresso della lana nei santuari o nelle sepolture, ne evidenzia l'influenza anche pitagorica:
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