Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Medio Oriente: differenze tra le versioni

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Un capitolo a parte è il mercato degli armamenti, spesso fondamentale per mantenere 'a galla' le industrie europee e russe. Si pensi all'IDEX, tenuto negli Emirati Arabi, una delle fiere degli armamenti più importanti a livello mondiale. Tra l'altro Dubai, realtà ricchissima per la politica finanziaria ed edilizia (ma l'80% degli abitanti è manovalanza senza diritti immigrata negli scorsi anni) è un importante cliente dell'industria italiana; Abu Dhabi, che per la sua ricchezza si basa su di una risorsa più solida (galleggia letteralmente sul petrolio), è invece più vicino alla Francia. Entrambi sono anche buoni clienti degli americani. Altre nazioni, come l'Arabia e l'Oman, sono ancora debitori del retaggio della passata influenza britannica, anche se si tratta di un fenomano in via di attenuazione, mentre l'Iran, come l'Arabia, è stato cliente di equipaggiamenti stranieri scelti tra i più costosi, e senza badare a spese.
 
Sono soprattutto le guerre arabo-israeliane che rappresentano la maggior parte della letteratura; ingiustamente sottovalutata è invece il conflitto del 1980-88, attualmente noto coemcome Guerra Irak-Iran, ma spesso, all'epoca dei fatti, noto giustamente come Guerra del Golfo. Poi i mass-media si sono appropriati del concetto e lo hanno prontamente impiegato in occasione del coinvolgimento dei Paesi occidentali, così che la Prima guerra del Golfo è quella del 1991, e la seconda quella del 2003. Nel Golfo, non meno che ai confini israeliani, sono state impiegate molte armi di nuova concezione, e tattiche d'impiego innovative: dai missili antiradar russi, al misconosciuto impiego dei caccia Tomcat e i relativi missili Phoenix, agli F-117, missili Scud e Tomahawk. L'elenco di tutti gli argomenti d'interesse è troppo lungo per essere trattato qui, se ne riparla nelle relative pagine. Attualmente, la principale attenzione è posta dalla guerra urbana e guerriglia varia, un conflitto endemico che l'incapacità politica sta trasformando in una continua strage su base etnica-religiosa. Sperando che, infine, non vi siano altri conflitti su larga scala, come il più volte minacciato intervento contro l'Iran.
 
Buona lettura.
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