Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Indonesia: differenze tra le versioni

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Nata come Repubblica di '''[[w:Indonesia|Indonesia]]''' con la dichiarazione d'indipendenza dall'Olanda del 17 agosto 1945, la nuova nazione non mancò di dover lottare contro gli inglesi a Giava e gli olandesi successivamente, fino a che riuscì ad affermare la sua esistenza dopo 4 anni di guerra. L'Indonesia non mancò di avere nemmeno conflitti interni con ribellioni e guerriglia per l'intero decennio degli anni '50, ma anche il tentativo di estendere la propria influenza alla Malaysia, dove vi fu una spietata lotta contro le truppe inglesi per anni, sopratuttosoprattutto nelle zone tra Kailmantan e Sarawak-Sabah, ma gli inglesi erano molto più esperti ed ebbero la meglio sul pur insidioso nemico. Seguirono lotte interne contro i guerriglieri comunisti, cosa che accadde dopo la fine di Sukarno e l'arrivo al potere di Suharto. Prima i sovietici avevano una considerevole influenza tanto che cedettero anche uno dei grandi incrociatori ''''[[w:Classe Sverdlov (incrociatore)|Sverdlov ]]'''' che venne ribattezzato 'Irian', ma poi demolito per mancanza di parti di ricambio dopo la fine della fase 'filo-sovietica'.
[[Immagine:AURI MiG-21.png|320px|left|thumb|Questo MiG-21, assieme ai MiG-19, faceva parte della fase 'sovietica' dell'Indonesia]]
Il fatto è che dopo l'ottenimento dell'indipendenza del 1949, gli sviluppi degli 8 anni successivi erano per un sistema politico democratico, ma il tentativo di democratizzare l'arcipelago con le sue 15.000 isole (di cui solo 1.000 popolate in maniera permanente) e 300 etnie diverse fallì per vari motivi, tra cui la cattiva situazione economica del neo-stato. Allora il presidente '''Sukarno''' provò con la 'Democrazia guidata' e fu un tracollo economico con tanto di isolamento internazionale che portò nel '63 anche al confronto con la Malesia. In più vi fu un fallito golpe comunista nel '65 (il Gerakan September Tiga Puluh o l'Affare Gestapu), e come conseguenze alla fine arrivò la perdita di potere per Sukarno e massacri di comunisti e di persone di etnia cinese. A quel punto Sukarno non era più all'altezza della situazione e trasferì il potere l'11 marzo 1966 al Capo dell'Esercito il gen '''Suharto''', eletto 3 anni dopo presidente dell'Assemblea di Consultazione Popolare o Dewan Perwakilan Rakyat, DPR). In seguito a questo fatto l'Indonesia che si era spostata a sinistra nello scenario politico mondiale ritornò 'in asse' con l'ingresso nell'ASEAN, cofondata nel 1967.
I rapporti con gli USA sono stati altalenanti, e la repressione dell'opposizione e di movimenti indipendentisti, come nell'eccidio di Dili del '91 li hanno spesso raffreddati. Come testimonia la vendita di F-16, comunque, la fase in cui gli USA erano visti come un nemico sono passati da un pezzo, essenzialmente Suharto ha dato una svolta anche se non sempre convincente, rispetto a Sukarno. Con la Cina la cosa era diversa. Inizialmente alleata specialmente nei tardi anni '50,ma poi si ebbero problemi nel '59 e nel '60 con leggi che limitavano la libertà di movimento dell'etnia cinese in Indonesia, fino a che nel '63 vi furono scontri etnici (termine 'political correct' che ha sostituito il più classico e diretto 'scontri razziali'), che videro la Cina cercare di porre rimedio politicamente. Le cose non fecero che peggiorare e i sistemi comunisti visti con ostilità nelle F.A. indonesiane. Poi vi furono le conseguenze dell''''Affare Gestapu''', il complotto fallito ai danni di Sukarno con conseguenti massacri che coinvolsero anche i cinesi. Con Suharto le cose se possibile sono andate anche peggio, con una interruzione delle relazioni diplomatiche nel '68 fino al 1985, quando ricominciò un processo di distensione, che vide il culmine con l'accordo formale di Giakarta dell'8 agosto 1990: un evento importante, a cui assistettero sia Suharto che Li Peng, ma che fu obnubilato dalla crisi del Kuwait iniziata da circa una settimana. In seguito le cose sono andate via via normalizzandosi, anche se qualche timore e problema è rimasto a lungo, specie tra i militari indonesiani, nei confronti della Cina.
 
Con i giapponesi stranamente, nonostante la truce esperienza della Guerra mondiale, le cose non sono andate malissimo. Nel '58 vennero ristabilite normali relazioni diplomatiche, mentre il presidente Sukarno sposò una giapponese. I legami furono più stringenti sopratuttosoprattutto dal 1970, tanto che il Giappone è diventato il principale investitore estero dell'Indonesia nonché meta dell'export di Giakarta. Basti dire che a metà anni '90 il 75% delle importazioni giapponesi di petrolio passava per lo stretto di Malacca e altre vie controllate dell'Indonesia. Il Giappone,con la sua ingerenza militare (vedi il film 'Addio al Re' di J. Milius) del tempo bellico aveva sostanzialmente chiuso, tanto che in sostanza non pare abbia mai avuto ingerenze militari o politiche negli affari interni indonesiani.
 
Con l'Australia l'Indonesia ha lavorato poi segretamente per 2 anni fino ad annunciare nel '96 un trattato di difesa. L'Australia a suo tempo considerava l'Indonesia come il suo più prossimo nemico, ma le cose sono cambiate da molti anni e ora con questo patto le F.A. australiane erano poste in condizione di difendere l'Indonesia (e viceversa) da attacchi ostili. A dire il vero, l'unica minaccia in qualche modo assimilabile a questa necessità era la Cina, che non era in buonissimi rapporti con l'Indonesia (almeno, non ancora) e forse nemmeno con l'Australia. Di fatto, tra le possibili situazioni d'attrito vi eranbo i diritti rivendicati dai Cinesi su di un tratto di mare della Cina in cui vi erano giacimenti di gas sfruttati con un costo di 44 mld. di dollari australiani (una cifra enorme) dall'Indonesia e da un consorzio nippo-americano.
===Aeronautica===
 
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Con una forza di 29.000 effettivi, l'Aeronautica indonesiana non aveva che pochi aerei da combattimento di prima linea, ma sopratuttosoprattutto aveva macchine da trasporto e collegamento:
 
*1 gruppo con 11 F-5E e 4 F-5F
L'aviazione ha la principale base ad Iswahjudi, nella regione vulcanica di Madium, Giava Est, con lo stormo 3 e i suoi gruppi: lo Skwadron Udara 3 con F-16A e B, il 14 con gli F-5E e F, e il 15 con gli Hawk Mk.53. Questi sono usati dai piloti per gli aviogetti con 30 ore di volo per passare poi ai caccia, anche se alcuni restano come istruttori. TUtti gli aerei sono usati com il Comando Operazioni 2, che in tutto ha 10 F-16C Block 15 OCU, comprati nel 1986-90 (Programma Peace Bima Sena), due persi per incidenti e gli altri usati come caccia con missili AIM-9P e AGM-65; data la sospensione dei rifornimenti americani dal 1997 è difficile mantenere questi pochi aerei in servizio, anche se c'è stato un allentamento dell'embargo nel 2005. I caccia indonesiani sono attualmente tutti in vari toni di grigio e blu, molto eleganti nell'insieme. La maggior parte del budget è stata autorizzata per i Su-27 e 30, mentre gli F-5E del 1982 vennero comprati in 12 esemplari e altri 4 per i tipi F. 8 E e tutti gli F vennero aggiornati con il programma MACAN negli anni '90 grazie al supporto della SABCA, con varie migliorie come l'HUD e RWR. Gli Hawk vennero comprati nel 1980 con 20 esemplari e nel 1997 essi ebbero anche ruolo per la pattuglia acrobatica Jupiter, prima con ben 8, poi con 3 aerei più 2 nuovi Mk.109 e 2 F-16. Nel 2002 vi fu una collisione in volo tra due hawk che causò lo scioglimento definitivo della squadriglia. Ne sono rimasti attualmente solo 6 e nel 2007 si è annunciata la loro prossima sostituzione, con candidati possibili quali il K-8 e l'L-159, insomma aerei con prestazioni modeste e costi parimenti non eccessivi. Nonostante questo i piloti volano anche 15-20 ore al mese, spesso combattendo contro altri aerei di tipo diverso e spostandosi anche su altre basi, più la collaborazione con le F.A. australiane e di altre nazioni ASEAN, e infine non mancano le esercitazioni con gli USA, le 'Cope West'. Nell'insieme non è poco per un'aviazione rimasta praticamente senza aerei. Per rimpolarne i ranghi vi saranno i Sukhoi. Alle dipendenze del Koopsau II vi è la base Hasanddin d iMakassar (Celebes). Lo Sk. Udara 11 aveva gli A-4 Skyhawk, radiati nel 2004. Ora vi sono i Sukhoi 27 e 30, inizialmente si pensava a 12 più 8 in opzione, ma nel gennaio 1998 vi fu una forte crisi delle economie della regione, Indonesia inclusa e già i primi 4 aerei hanno comportato ben 192,6 mln di dollari (inclusi due elicotteri d'attacco). Ma obiettivamente, per una nazione così grande, sono una forza irrisoria, che non riesce a mantenere l'equilibrio con le altre nazioni dell'ASEAN. Come nel caso venezuelano, anche qui i successori degli F-16 sono i Flanker e nel 2007 venne annunciato un contratto di 300 mln per altri 3 SK e 3 Su-30MK2 (biposto), in consegna dal 2008. Si pensa ad una forza complessiva di 50 caccia di tutti i tipi per ottenere la necessaria copertura aerea delle regioni più importanti, ma per farlo è necessario andare a prestito (dai Russi) e magari concedere la base di Biak per le missioni aerospaziali, essendo ideale per i lanci di satelliti con la sua posizione proprio all'Equatore. Nella stessa base vi è anche lo Sk. Udara 5 con 3 Boeing 737 Surveiller, con lo SLAR di osservazione marittima (circa 160 km di portata). I Flanker piacciono molto ai piloti, che bisogna prima si abituino alla posizione della cloche centrale anziché laterale come sugli F-16, e alle misure metriche. I Su-30 sono volati con due piloti e non un pilota e navigatore. I motori, nonostante molti miglioramenti pare abbiano una vita utile ridotta rispetto a quelli occidentali (? Ma già nel 1992 si dichiaravano 1.000 ore di TBO) ma l'autonomia è molto elevata, ideale per pattugliare l'Indonesia.
 
Sulla base di Juanda vi è l'aviazione navale indonesiana o Dinas Penerbanang Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut o TNI-AL. VI sono elicotteri Nurtanio-Bell 412 (attualmente la Nurtanio è diventata la Indonesian Aerospace), per missioni SAR (4 in tutto, Sk. Udara 400); per i pattugliamenti vi sono i GAF N-23 australiani e i NC-212MPA PAtmar spagnoli, una per tipo, con il secondo dotato di un valido set di sensori da ricerca radar e optronica, la AMASCOS della Thales, con un radar da 180 km di portata e un FLIR da 15. Nondimeno sembra che vengano graditi più i Nomad per le manovre a bassa velocità. Però dopo il 2007, quando sono arrivati i CASA NC.212MPA, hanno perso il set di avionica di missione specifico per la ricognizione marittima. Certo che con 55.000 km di coste e 17.000 isole la possibilità di ricognizione non è mai esuberante, con problemi legati più che ai rapporti con altre Potenze, al controllo dell'inquinamento, della pirateria e del contrabbando, specie a Sumatra; in generale però si stima che i 3 quarti delle acque territoriali ne siano interessati; a questo si aggiunga la pesca illegale e la pirateria, specie ad Ovest: la Malacca, con il suo famoso stretto, è uno dei posti più pericolosi al mondo; ma in generale l'Indonesia, semplicemente ideale per tali attività criminali, dà i 'natali' ad un terzo di tutti gli atti di pirateria al mondo (fonte: International Maritime Bureau). I pattugliatori marittimi sono disarmati e non possono contrastare i battelli pirata, per cui devono dare l'allarme a navi di superficie. Collaborano ai pattugliamenti anche le altre nazioni della regione. La grande base di Suribaya ha anche gli squadroni 200, 400, 600 e 800, che hanno rispettivamente addestratori TB-9C (4),TB-10 (5) e Bonanza (2) per il primo, più elicotteri EC-120B per l'addestramento basico; i piloti sono poi inviati a Suryadharma o anche in Australia per completare il corso. Il '400 ha invece 6 NB 412 e sei NBO-105CB, e persino due vecchi Mi-2. Il tutto serve per compiti antinave, ASW e SAR, grazie anche ad alcuni Puma NAS-332F con missili Exocet; prossimamente dovrebbero arrivare anche 3 nBO-105S con radar di ricerca. Lo Sk 600 ha invece ben 12 NC-212M-200 che però sono usati per il trasporto leggero e non per pattugliamenti; sono usati sopratuttosoprattutto dai 'marines' del 1° corpo (Paskar). Infine lo Sk.800 ha 3 NC-212MPA e 16 Nomad a Juanda, oltre ad 8 a Tanjung Pinang. Annullato un ordine per 10 PZL- M-28, si vorrebbero altri Super Puma e qualche P-3 Orion, ma anche qui esistono problemi economici, che hanno obbligato persino a rinunciare agli economici velivoli polacchi.
 
 
Attualmente le F.A. armate indonesiane, attualmente, hanno come comandante il generale Joko Santoso. Per il servizio militare sono disponibili circa 60,5 milioni di persone tra 18 e 49 anni, di cui 52 mln abili al servizio. Le donne sono un numero simili e ogni anno circa 2 mln di ragazzi e altrettante ragazze raggiungono l'età per il militare. Il totale delle F.A. totali arriva a 432 mila persone e le spese sono di 4,74 mld dollari annui, pari circa allo 0,8-3% a seconda delle valutazioni, mentre localmente sono disponibili parecchi gruppi industriali con attività di rilievo. Il nome attuale è Tentara Nasional Indonesia o TNI, ex-Angkatan Bersenjata Republik Indonesia o ABRI. Le branche sono anzitutto l'esercito o TNI-AD, seguito da una buona forza navale (TNI-AL) e infine ad un'aviazione invero piuttosto limitata, specie considerando la superficie da pattugliare ovvero la TNI-AU.
 
Le F.A. Indonesiane sono state formate durante la rivoluzione post-bellica, che portò alla lotta e alla cacciata degli Olandesi. La Costituzione del 1945 parla del dovere di difendere la nazione da parte di ogni cittadino. Esiste una coscrizione obbligatoria prevista dalle leggi, ma con un numero tale di persone in pratica non ce n'é bisogno e bastano volontari e professionisti. Le donne sono presenti in piccolo numero dal 1992 in un corpo speciale femminile per ciascuna delle F.A., fino alla Polizia, incaricate di lavorare entro la loro condizione di donne, ovvero sopratuttosoprattutto lavori amministrativi e insegnamento inglese e formazione personale.
 
L'Esercito ha una forza impressionante per gli standard della regione, raggiungendo ben 328.517 effettivi in servizio attivi, che superano largamente i pur considerevoli 74.963 effettivi della Marina e 34.930 dell'Aviazione. Poi vi sono anche ben 540.000 poliziotti della POLRI, la Brigata mobile della polizia o BRIMOB, altri 39.000 effettivi, il MENWA (reggimenti 'universitari') con altri 26.000 uomini e la Difesa Civile, numero non noto ma certo elevato (HANSIP). Vi sono anche modifiche alla struttura delle F.A. con l'istituzione del BPBTNI che prende il comando della struttura militare degli Indonesiani.
Con Suharto la doppia funzione del settore militare (dwifungsi) era relativamente alla difesa dello Stato e al ruolo di formazione civile. Le controversie, nonostante la loro presenza, non hanno causato fortunatamente dai primi anni '60 il ricorso alle armi. Dopo l'era Suharto, ovvero dal 1998, i leader politici sono stati progressivamente 'demilitarizzati' con tanto di termine della rappresentativa diretta dei militari in Parlamento, ma la loro influenza resta ancora forte. Le beghe interne hanno avuto anche risvolti drammatici, come il massacro dei filo-comunisti del '65, che terminò drammaticamente l'era filo-sovietica. I massacri più recenti, specie a Timor-Est, sono un altro tragico evento in cui sono rimasti coinvolti anche i militari.
 
Quanto all'organizzazione, nel 1985 venne separato il Ministro della Difesa dal vertice dell'allora ABRI. Il Ministero (HANKAM) è comunque stato occupato per lo più da ex-militari. La struttura era costituita dal Ministero, il Segretario generale, ispettore generale, tre direttorati generali e vari centri inferiori. La filosofia operativa era ed è devoluta sopratuttosoprattutto alla difesa dell'arcipelago, con il concetto della 'Difesa Totale popolare', che significa difendere anche con azioni di guerriglia un avversario troppo potente per essere affrontato direttamente. La cosa fu implementata sopratuttosoprattutto dal 1983 con un programma di trasformazione di parecchi villaggi come una serie di punti d'appoggio per la guerriglia e le forze militari irregolari. Nel 1992 gli ufficiali erano circa 53.000, di cui circa l'1 per cento erano di livello generale, formati sopratuttosoprattutto all'Accademia (Akademi TNI) di Magelang, nella provincia di Jawa e in effetti la maggioranza etnica degli ufficiali è Javese.
 
Delle F.A. vi sono l'esercito, formato come movimento di guerriglia già nel '45, l'aviazione del '46, che dopo la Thailandia è stata la seconda a nascere nella regione (naturalmente eccetto gli anglosassoni e i giapponesi), la Marina (del 22 agosto 1945), anch'essa la seconda a nascere dopo quella siamese (thailandese), recentemente rinforzata con due sottomarini Pr. 636 'Kilo' e vari armamenti russi tra cui 20 BMP-3 più altri 100 in opzione. L'aviazione navale (DINAS o TNI-AL) ha visto tra l'altro 8 Mi-2 comprati (anche se solo due sono stati poi arrivati davvero a Surabaya), per il resto vi sono anche 52 aerei ad ala fissa e 23 elicotteri. I Marines Indonesiani o KorMar nascono il 15 novembre 1945.
La guerra e l'attività per i piloti indonesiani cominciarono già nel '45 combattendo gli Olandesi fino al '49, usando per giunta quello che era disponibile, ovvero aerei giapponesi lasciati in zona, come anche aerei ex-olandesi quali i D.XXI e B-10, di prima della geurra.
 
Tra quelli giapponesi, molto diffusi erano i Ki-43. I loro padroni si erano arresi e subito Sukarno dichiarò l'indipendenza il 17 agosto 1945, formando pochi giorni dopo la Badan Keamanan Rakyat, sopratuttosoprattutto con aerei ex-giapponesi di Java. Aiutati da giapponesi rimasti in loco, gli Indonesiani, dei quali all'epoca c'era solo uno che aveva la licenza di volo per plurimotori, ebbero un contrattacco sulle loro basi il 21 luglio 1947, con la distruzione di molti dei loro aerei. Il 29 nacque l'aviazione vera e propria, almeno come realtà operativa, con 2 K5 e un Ki-51 lanciati all'attacco di Semarang, Saltiga e Ambarawa con bombe incendiarie: un modesto risultato quanto a danni materiali (vennero usate bombe incendiarie per assicurare il maggior danno alle installazioni in legno attaccate), ma un colpo psicologico molto duro per gli Olandesi, che si trovarono sotto minaccia aerea, demolendo la certezza ottenuta giorni prima di avere eliminato l'aviazione indonesiana. Nonostante l'intervento dei potenti P-40E Olandesi, trovare gli incursori (a cui doveva aggiungersi anche un Ki-43, che però ebbe dei problemi prima della missione) non fu possibile. Del resto, inizialmente anche gli Olandesi si arrangiarono con alcuni aerei giapponesi lasciati in zona. Operando da campi remoti, caccia come gli A6M, bombardieri come i D3A e persino i grossi G4M cominciarono ad operare contro gli Olandesi, che su pressione ONU si decisero 2 anni dopo a cedere le colonie all'Indonesia, anche se rimasero nella regione di Papua Occidentale fino al '63, cedendo al contempo gli aerei in zona, tra cui B-35, A-26, P-51 e C-47, più gli idrobombardieri PBY5. I primi aerei a reazione arrivarono grossomodo nel periodo, erano i DH-115 Vampire e in quel periodo lo stemma dell'aviazione cambiò da rotondo a pentagonale, sempre bianco e rosso.
 
Presto nell'arcipelago cominciarono movimenti di guerriglia coem quello del PRRI, il DI, i separatisti della Repubblica di Maluku ecc, e spesso queste fazioni ebbero anche aerei. Tant'é che ci scapparono anche duelli aerei come quello che vide un P-51 abbattere un A-26 Invader (forse fu colpito anche o soltanto dalle armi a.a. delle navi che stava attaccando) pilotato da un agente CIA. Era il segnale che lo spionaggio americano fosse interessato all'Operazione Haik, ovvero il supporto ai ribelli locali. Il più famoso pilota da caccia indonesiano fu Rusmin Nurjadin, poi Capo di uno squadrone di MiG-21, di un team acrobatico di MiG-17 e capo di CSM dal '66 al '69.
La struttura dell'aviazione è con il QG a Jakarta, e controlla due Comandi Operativi dell'aviazione o KOOPSAU, per la regione orientale e occidentale. Molte delle basi sono comunque a Java.
 
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*Skadron Pendidikan (Addestramento),
 
===Esercito<ref>[[:w:en:Indonesian Army|dati da wiki.en]]</ref>===
L'Esercito indonesiano, che ha circa 310-330.000 effettivi e 400.000 riserviti, attualmente comandato, dal 2008, dal gen. Agustadi Sasongko Purnomo. Accusato di numerosi crimini ai danni di civili e oppositori, specie a Timor Est e Aceh, comprende sopratuttosoprattutto fanteria leggera. I suoi comandi sono i Kodam e quello di riserva ovvero i Kostrad , e infine il comando Forze speciali Kopassus.
 
I Kodam sono raggruppati da battaglioni di fanteria e talvolta di cavalleria e artiglieria, nonché di Genio e forze speciali a seconda della loro composizione. Ve ne sono attualmente 12:
 
 
Quanto al KOPASKA, attivo dal 31 marzo 1962, è un'unità speciale della Marina basato a Pondok Dayung Tj, nella flotta occidentale e a Priok Jakarta, in quella orientale. Noto anche come TNI-AL è un'unità di incursori subacquei fondato dal presidente Sukarno per la campagna in Nuova Guinea, basato sul precedente ISKAK di Surabaya. Uno dei suoi impegni è anche offrire squadre di 7 elementi per la sicurezza dei VIP, essenzialmente e sopratuttosoprattutto il presidente e il vice-presidente. Influenzato dall'unità UDT dell'USN e poi dai SEAL, è stata anche addestrata a suo tempo negli USA, ma al contempo, anche in URSS. Le missioni contro gli Olandesi erano l'obiettivo, per preparare le quali però servivano uomini capaci di superare i difficili test di ammissione, cosa che non era facile, con conseguente scarsità di personale. Si pensava addirittura di catturare il contrammieraglio Reeser, il comandante delle Forze Olandesi, e di eseguire azioni con i 'siluri umani' contro la portaerei Karel Doorman. Il KOPASKA ebbe rinforzi da altre unità speciali come quelle dell'esercito RPKAD. Tuttavia le missioni più difficili vennero annullate per il cessate il fuoco con gli Olandesi. Fino ad oggi l'Esercito ha continuato a mandare i suoi migliori uomini (del Kupassus, ovvero l'RPKAD) ad addestrarsi nella scuola incursori della Marina di Surabaya.
 
Il reclutamento è basato su vari requisiti, tra cui un'età inferiore ai 30 anni, e viene tenuto una volta all'anno. Alla fine, mentre i pretendenti sono tra i 300 e i 1.500, solo 15-20 riescono a passare tutti i procedimenti di selezione iniziale. Dopo di che vengono sottoposti a quello avanzato, e alla fine ne restano se non 'uno solo', un numero comunque ridottissimo, dell'ordine di 5-6. Chiaramente si tratta di un'unità molto piccola in termini numerici che sta molto attenta alle capacità dei suoi operatori, che vengono addestrati per 9 mesi in 4 fasi: fisica, poi subacquea, commando e infine paracadutista. L'armamento è costituito da armi come le Browning HP, Beretta 92, P1 e P2 locali, P226 (l'eterna rivale della Mod 92), MP-5, Micro Uzi, Daewoo K-7; AK-47, AK-103, AK-104, Norinco Type 56-2, QBZ-95C, Colt M4A1, M16A2, Pindad SS1, SIG SG 551 e 552, Galil ARM, Mirco Galil, CZ-58, SAR-21; fucili sniper G3SG, SGI-550, SSG 69, Galatz, Norinco Type 84, CZ-58, K-7; mitragliatrici K-3, Minimi, MAG, Ultimax 100. Al solito quindi, unità di questo tipo hanno ben più armi che uomini, per scegliere quello che gli è più utile per le varie missioni. Gli equipaggiamenti sono per il resto elmetti leggeri PRO-TEC, sistemi scuba commerciali, scooter, battelli Sea Raider e Hull, e forse mini-battelli subacquei.
Attualmente vi sono due gruppi che comportano una forza complessiva di circa 300 efettivi, di cui uno è per la Flotta occidentale, a Jakarta, l'altro è a Surabaya, in quella orientale. Sono anche limitatamente utili per compiti di ricerca e soccorso e talvolta sono stati mandati oltremare con le missioni ONU.
 
Denjaka è il nome di un'altra unità speciale della Marina, nome esteso Detasemen Jala Mangkara. È un mix dell'unità speciale Kopaska e dell'unità d'elite dei Marine, in particolar modo del loro battaglione di ricognizione anfibia o Batalyon Intai Amfibi Yontaifib. Venne formato nel 1984 per volontà del capo delle F.A. indonesiane, sopratuttosoprattutto per compiti antiterrorismo e sabotaggio. La storia iniziò nel 1982 con una forza iniziale di 70 elementi del battaglione e dei sommozzatori per formare la nuova unità, chiamata anche Pasusla. Attualmente è costituita da QG, un elemento Commando, uno Genio e tre di combattimento.
 
Le armi sono praticamente analoghe a quelle degli incursori, a parte l'esclusione delle Beretta 92, l'inclusione dei fucili Benelli M4 a canna liscia e dei mitra UMP-9 e MP7, ammesso che non siano usati anche dagli incursori navali. Vi sono anche altre armi come le mitragliatrici M60 e gli snniper SSG-550 e 3000.
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