Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Italia: esercito 2"

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Per l'artiglieria moderna gli 'artigli' sono importanti, ma non sono da meno gli 'occhi' e il 'cervello'. Passati i tempi degli schieramenti 'ruota a ruota' di centinaia di armi, le battaglie d'artiglieria moderne somigliano a una lotta informatica, e così per combatterla gli eserciti moderni si attrezzano con sistemi adatti: apparati di navigazione terrestre (anche se tutto è diventato molto semplice dopo l'avvento del GPS), sistemi informatici, e sensori d'acquisizione. Il tutto in Italia faceva capo al SAGAT, già visto, in fse di aggiornamento nel software, al SIR (Sistema Informatico Reggimentale)l e finalmente all'arrivo del SORAO (per la sorveglianza) uno dei sottosistemi principali dell'ambizioso CATRIN. Il SORAO era incaricato della ricognizione ed in collaudo proprio attorno al 1998: aveva RPV Mirach 26 e 150, radar di sorveglianza e controbatteria, telemetri laser, visori IR termici, computer e data-link per la raccolta delle informazioni. Non era ancora uno schieramento completo: i radar di controbatteria pare che non fossero ancora presenti, mentre quelli di sorveglianza del terreno erano disponibili in due tipi, curiosamente di costruzione belga, controllabili a distanza e destinati ad operare in prossimità del campo di battaglia.
 
Per il resto da sottolineare come l'artiglieria si desse delle 'missioni' specifiche con 3 obiettivi: distruzione di centri operativi nell'entroterra nemico, colpi contro le prime linee, e conflitti a bassa intensità con azioni in aree dove operavano i 'peacekeepers' ovvero gli eserciti che dagli anni '90 hanno trovato la loro 'ragione d'essere' del dopo Guerra fredda: le missioni fuori area, spesso con intenzioni 'umanitarie', ma che sono purtroppo finite per sfociare, anno dopo anno, in vere e proprie guerre a bassa intensità laddove la politica ha abdicato all'uso della forza rispetto a quello della diplomazia (in altri termini, missioni che variano da un effettivo 'peace keeping', sia pure dai risultati oltremodo incerti in prospettiva, come in Kosovo e in Libano, a missioni in cui la guerra è mantenuta appena sotto un dito di cenere, come in Afghanistan o in Somalia). Per operare con scioltezza in caso di necessità, specie in termini di mobilità (anche se di fatto le missioni oltremare hanno tutt'altro che carattere di 'intervento rapido') vi sono state modifiche importanti alla struttura e filosofia dell'artiglieria: forze di proiezione, per reagire rapidamente ad eventuali crisi e missioni di 'peace keeping', forze di reazione, per la guerra convenzionale in ambito NATO, anche fuori area (il cosidettocosiddetto 'peace enforcing', con buona pace dell'art.11), forze di presenza e sorveglianza, per la difesa del territorio nazionale. I cosidetticosiddetti 'pacchetti di capacità' servono a definire proprio queste missioni con l'invio di unità piccole, ma complete e complesse. La 'Folgore' e la 'Friuli' (diventata brigata aeromobile, pur nascendo come divisione corazzata) fanno parte della prima categoria.
 
== Note ==
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