Utente:Xinstalker/sandbox44: differenze tra le versioni

{{q|Il soggetto e l'oggetto forniscono una cattiva approssimazione del pensiero. Pensare non è un filo teso tra un soggetto e un oggetto, né una rivoluzione dell'uno intorno all'altro. Il pensare si realizza piuttosto nel rapporto fra il territorio e la terra.|Gilles Deleuze e Félix Guattari, ''Qu'est-ce que la philosophie?''. Parigi, Les Édition de Minuit, 2005 (1991), p. 82. Traduzione in lingua italiana di Angela De Lorenzis in Gilles Deleuze e Félix Guattari, ''Che cos'è la filosofia''. Torino, Einaudi, 1996, p.77 |Le subject et l'objet donnent une mauvaise approximation de la pensée. Penser n'est ni un fil tendu entre un sujet et un objet, ni une révolution de l'un autor de l'autre. Penser se fait plutôt dans le rapport du territorie et de la terre|lingua=Fr}}
 
Nel 1993 questo termine fu utilizzato, ampliandone i significati, nella pubblicazione dell'opera collettanea ''Penser l'Europe à sans frontières'' che raccoglieva i contributi al "Carrefour des Littératures européennes de Strasbourg", tenutosi a Strasburgo tra il 7 e il 10 novembre 1992. Tale pubblicazione, a cui avevano contribuito autori quali Alain Badiou, Václav Bělohradský, Eduardo Lourenço, Denis Guénoun, Giorgio Agamben, Étienne Balibar, Paul Virilio, Jean-Luc Nancy, Bernhard Waldenfels, Philippe Lacoue-Labarthe e lo stesso Gilles Deleuze, recava come intestazione l'espressione ''Géophilosophie de l'Europe''.
 
Da qui la geografia diviene un contesto impreteribile per una filosofia che ritiene doveroso portare il territorio e la terra al pensiero, in analogo modo con cui altre discipline, come la "geopolitica" o la "geoeconomia", hanno inteso ripensare l'orizzonte della terra alla luce dell'affermazione planetaria della tecnoscienza<ref>Bonesio, p. 4637</ref>.
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