Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Israele-3"

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E infine le Sa'ar 5, corvette vere e proprie nate dalla naturale crescita degli scafi per via delle specifiche sempre più esigenti della Marina. Questa, che uscì dall'era delle grandi navi dopo il disastro dell'Eilat, nell'ottobre 1967, c'è ritornata col tempo dalla finestra, con un programma nato fin dal 1979, data alla quale venne completato il primo documento in merito, promosso dall'allora ammiraglio Zeev Almog, nonostante lo scetticismo di altri dell'S.M. e persino di ufficiali della Marina in pensione. Le perplessità erano molte, ma avere una vera corvetta capace di operare in alto mare, sarebbe stato parimenti interessante. E per il finanziamento, esso sarebbe stato passato dagli USA con il 'Fondo annuale di aiuti militari'. Ma che tipo di navi realizzare, 3-4 corvette da 1.200 t o una decina da 400-500 t? Si discusse animatamente su cosa fare e in generale, su cosa sarebbe stato necessario per la Marina nel futuro. Alla fine, nel 1984, venne dato l'OK per la costruzione della nuova classe, il cui progetto sarebbe stato curato dalla società J.J. McCullen Associated con un contratto da 10 mln di $. Essa sarebbe stata prodotta dai cantieri israeliani. Serviva una nave capace di stare in mare circa 4 settimane e imbarcare gli elicotteri Dauphin, con un sistema di difesa aerea capace di affrontare minacce aeree sofisticate, dato che gli aerei sono una minaccia pericolosissima per le piccole navi d'attacco (come dimostrato da diversi scontri navali nel Golfo Persico). Ma i problemi non finirono qui, le apparecchiature disponibili negli USA erano per lo più destinate a navi di grosse dimensioni. Come per le utilitarie, invece, latitavano sistemi di categoria e peso inferiori, abbondanti invece in Europa, dove eran abituati a costruire navi ben più piccole. Quindi si cercò qui molti subsistemi, perché discostarsi dalle 1.250 t nominali avrebbe potuto essere pericoloso per le critiche contro il progetto, già difficilmente sopite. Il numero degli uomini d'equipaggio doveva essere ridotto, dato il rischio di subire perdite elevate con una sola nave colpita, come nel caso del caccia Eilat (classe Z, 4 pezzi da 114 mm, affondato con 47 morti e 91 feriti a bordo). Così si previdero solo 50 uomini d'equipaggio. La capacità di sopravvivenza doveva essere in ogni caso elevatissima, grazie anche all'aiuto dell'USN che all'epoca stava progettando i 'Burke'. Vennero scelte vernici e sistemi di riduzione dell'impronta radar e acustica adatte. Alla fine di tanti dibattiti, vennero realizzate le corvette richieste, ma certo non senza pagare il prezzo di tanta qualità e compattezza, ben 200 mln di dollari l'una. Il sistema di combattimento venne progettato alla Rockwell International, con un team israeliano, come già alla McMullen. Le 'Sa'ar 5' hanno avuto vari accorgimenti stealth: sistema canadese Prairie Masker a 'bollicine d'aria' contro i sonar e l'irradiazione del rumore, sistema pure canadese Davis per ridurre la segnatura IR con l'uso dell'aria presa dall'esterno e mischiata agli scarichi. Le sovrastrutture sono in due parti, poste sopra una tuga, con il fumaiolo e il sistema di raffreddamento in mezzo. Entrambe hanno sovrastrutture tronco-piramidali, con parecchi elementi, però, che hanno tale struttura 'inversa' ovvero con le pareti più larghe verso l'altro. Anche la tuga anteriore, dove c'è il Phalanx, è tronco-piramidale inversa. Nel 1989 venne firmato il contratto, che venne approvato da Rabin, anche se, al posto delle 4 navi che si volevano, se ne approvarono solo 3, più però 2 sommergibili tedeschi. Nel maggio di quell'anno venne scelta, anziché i cantieri nazionali, la Ingalls Shipbuilding della Litton, in Missisippi, contro offerte poste da 8 proponenti, e il varo dell'EILAT si ebbe il 9 febbraio 1993.
 
Dotate di due diesel MTU e una turbina LM2500, esse hanno propulsione CODOG, la più efficiente: diesel per la crociera, turbine per la massima velocità, rispettivamente 17-20 nodi e 34. Molti i sistemi stranieri, come quello canadese per il controllo della piattaforma, ma quello da combattimento è stato realizzato da un consorsio di IAI, Tadiran e Elbit, mentre l'MBT della IAI ha avuto responsabilità nell'armamento vero e proprio. La sola centrale operativa ha ben 17 consolle multifunzione a colori, una ogni 4 marinai a bordo. Esiste un sistema SDB-2 per la distrubuzionedistribuzione dati, l'ICS-2 per le comunicazioni con numerosi canali HF-UHF, radar ADMR della versione 3D, generatore di rumori ATC-1 antisiluro rimorchiato (standard su molte navi israeliane), lanciatori di chaff a 72 cartucce, sistema elettro-ottico MSIS, già usato sulle Saar 4.5 e DVORA, che ha laser, IR e CCD. Non mancano un sistema COMINT-DF della Tadiran, capace di analizzare una banda di 20-500 MHz, controllando circa 1.000 canali al secondo. L'ECM della Elisra e Rafael, ha due trasmettitori con antenne a schiera, non stabilizzati, con settore di copertura di 180°. Il tutto deriva dal precedente RAN-1010. Questa è la componente della Rafael, ma la Elisra ha fornito l'apparato NS-9003. Il sistema ESM ha una copertura di 2-18 GHz. Infine il sonare EDO americano, leggero, è presente nel tipo 796<ref>Sadeh, Sharon: ''Le Corvette Sa'ar 5'', RID ott 19953</ref>.
 
*Dimensioni: 86 x 12 x3,2 m
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