Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Elsa Morante"

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Morante e Moravia si separano nel 1961, senza però mai divorziare. Qualche anno prima Elsa Morante aveva avuto una burrascosa relazione con il regista Luchino Visconti, e nei primi anni Sessanta si lega al pittore newyorkese Bill Morrow (1936-1962), che morirà precipitando da un grattacielo. Suoi amici di quegli anni furono il critico Cesare Garboli e l'attore Carlo Cecchi (i quali saranno poi i curatori delle sue ''Opere'' ne «I Meridiani» di Arnoldo Mondadori Editore).
 
Gravemente colpita dal lutto per la morte di Morrow, Elsa Morante continua a scrivere, sebbene sporadicamente, lavorando in quegli anni a un romanzo che però non vedrà mai la luce: ''Senza i conforti della religione''. Nel 1968 pubblica ''Il mondo salvato dai ragazzini'', una raccolta, o un canzoniere, che unisce in modo originale forme di poesia tradizionale, canzoni, un atto unico teatrale (''La commedia chimica'', ispirata alle sue sperimentazioni con LSD e altri psichedelici<ref>{{cita web| url=http://193.206.215.10/morante/msdr.html| titolo=Le stanze di Elsa | data=16 settembre 2017}}</ref>), favolette morali. Poi, a partire dal 1971, riprendendo alcuni personaggi e temi dal vecchio progetto di ''Senza i conforti della religione,'' avvia la stesura del romanzo ''La Storia''. Il libro, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale, esce nel 1974 (per volere della scrittrice è pubblicato direttamente in edizione economica, nella collana einaudiana ''Gli struzzi'') e ha subito un grande successo di vendite e fama internazionale; ma riceve anche attacchi spietati da parte di molti critici militanti, sia di destra sia di sinistra. Luigi Comencini ne trarrà uno sceneggiato TV nel 1986, interpretato da Claudia Cardinale.
 
L'ultimo romanzo di Elsa Morante è ''Aracoeli'', pubblicato sempre da Einaudi nel 1982, per il quale, nel 1984, ottiene il Prix Médicis. Poco prima della fine della stesura del romanzo, cadendo, si procura una frattura al femore, che la costringe lungamente a letto. Dopo l'uscita del libro scopre di essere gravemente ammalata; tenta il suicidio nel 1983, ma viene salvata ''in extremis'' dalla sua governante, Lucia Mansi. Ricoverata in clinica, è sottoposta a una complessa operazione chirurgica. Muore il 25 novembre 1985 a seguito di un infarto.
Nel clima di contestazione del Sessantotto, Elsa Morante cerca risposte alla sua esigenza di un pubblico più ampio, capace di capire le sue ragioni. Nasce ''La storia'': il romanzo si propone come una condanna della Storia e delle sue vittime, mostrando tutta la tragicità di esistenze ed episodi ritenuti marginali. L'opera tuttavia destò polemiche. Da un lato fu accusato di avere un atteggiamento consolatorio. Dall'altro fu criticato come un ritorno a modelli narrativi datati e superati dallo sperimentalismo e dalla neoavanguardia.
 
Il romanzo racconta in terza persona le vicissitudini di Ida Ramundo, una vedova, e dei suoi due figli negli anni 1943-1947. A questi è collegato un folto gruppo di altri personaggi. Sopravvissuti alla guerra, i protagonisti muoiono in circostanze tragiche nei primi anni del dopoguerra, a eccezione di Ida che viene chiusa in un manicomio. Le azioni dei personaggi sono caricati fino all'estremo di valori positivi, mentre la polemica contro la Storia finisce per dare una visione deformata del mondo storico e sociale. Come scrive Ferroni, «il romano fallisce per le sue eccessive ambizioni, che non riescono a incarnarsi in una struttura adeguata».<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 2001 | Einaudi | Torino | pp=1138-1139-1140 }}</ref>
 
== ''Aracoeli'' ==
Elsa Morante inizia il suo ultimo romanzo,''Aracoeli'', nel 1976 e lo pubblica nel 1982. Ha ormai abbandonato l'idea che la letteratura possa svolgere un ruolo salvifico e ha smesso di cercare un pubblico a lei vicino. Ritorna quindi alla narrazione in prima persona, sviluppando un duro confronto con la morte. Emanuele, il protagonista, è alla ricerca di un'immagine di Aracoeli, la madre andalusa morta quando era ancora bambino. Diversamente dall<nowiki>'</nowiki>''Isola di Arturo'', il nuovo romanzo non parla di un'iniziazione, né condivide la stessa trionfante solarità. Emanuele è un omosessuale solitario, triste e goffo, che lavora in una casa editrice a Milano. Il suo è il racconto di una delusione, e la ricerca della madre finisce per trasformarsi in un'attesa della morte.<ref>{{cita libro | Giulio | Ferroni | Profilo storico della letteratura italiana | 2001 | Einaudi | Torino | ppp=1138-11391140 }}</ref>
 
== Note ==