Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-13: differenze tra le versioni

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Lo AN/AWG-9 fu un apparecchio rivoluzionario per l'epoca, prima della sua introduzione l'operatore era costretto ad interpretare un quadro luminoso analogico per distinguere i veri bersagli dal rumore di fondo. Questo radar era uno dei primi con filtro digitale che lasciava all'operatore una visuale molto più chiara dello spazio aereo davanti a lui. Aveva due unità di potenza, tre processori, cinque filtri digitali, quattro unità di controllo radar, tre trasmittenti ed un'antenna di 914 mm di diametro (36 pollici, oppure a scelta, tre piedi o una yarda). Sull'antenna era anche montato il sistema di identificazione amico o nemico (IFF) formato da due righe di sei dipoli. La potenza del radar era di 10,2 kW. La trasmittente era capace di generare un'onda continua, a impulsi ed a impulsi Doppler.
 
La capacità più strordinariastraordinaria dello AWG-9 era quella di agganciare fino ad un totale di 24 bersagli simultaneamente, fornendo la posizione di sei di questi ai missili Phoenix. Come i moderni radar Track-While-Scan (TWS), cioè "aggancia mentre continua a scansire", il radar tiene in memoria i dati di ogniuno dei 24 bersagli acquisiti, mentre l'antenna continua a girare e cercare. Al passaggio successivo compara le nuove acquisizioni con quelle vecchie aggiornandone la posizione. La capacità del sistema, all'epoca, era quella di un sistema RAM da 32 kB, per l'epoca molto.
 
Lo stesso metodo permetteva al radar di aggiornare i Phoenix mentre erano in volo verso il bersaglio strasferendo via radio i dati del bersaglio appropriato a ciascuno dei missili inviati. Il missile avrebbe dovuto aggiustare appropriatamente la sua corsa. Prima del lancio dei missili il radar stabiliva anche una gerarchia tra le minacce che rilevava, aumentando così le possibilità di sopravvivenza dell'aereo lanciatore.
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