Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Singapore-3: differenze tra le versioni

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Per i mezzi da trasporto truppe, l'immancabile M113 americano era disponibile, alla fine degli anni '90, in oltre 1.000 esemplari. Questo veicolo non era però considerato l'optimum per le esigenze singaporiane, e con un programma da 300 milioni di dollari singaporiani (presumibilmente) 175 di questi sono stati aggiornati con una torretta da 25 mm con mitragliera Bushmaster, la stessa del Bradley, anche se presumibilmente senza proiettili DU. In ogni caso, questo nuovo standard a cui sono stati aggiornati gli M-113 è stato chiamato M113-25 e la differenza rispetto agli AIFV è che la torretta è biposto, con il capocarro quindi non più nello scafo dietro il pilota, ma in torretta, con un miglior campo visivo. La trasformazione è stata fatta dalla Singapore Automative Industries e riguarda un contratto emesso nel '93 e per equipaggiare le brigate corazzate della Combined Arms Division e della 4th Singapre Armoured Brigade. Altri M113 sono stati equipaggiati, in diverse centinaia di esemplari, con un lanciagranate automatico da 40 mm. Ma questo stato di cose non era ancora ottimale: Singapore era interessata ad un nuovo e vero IFV.
 
La ricerca dei mezzi sul mercato internazionale, inclusi gli M2 e i Warrior, e persino il tedesco Marder, produsse varie valutazioni, ma non c'erano mezzi adeguati alle esigenze della SAF, così, con assoluta disinvoltura, si decise di costruire in loco un mezzo che anche nazioni ben più grandi e dalla lunga tradizione stavano faticando a realizzare. A quanto pare, nemmeno l'AMX-10P è stato reputato adatto, forse perché era -all'opposto dei mezzi anglosassoni- troppo leggero e poco protetto. Già nei primi mesi del '91 iniziarono a collaborare i militari singaporiani e la SAI già mensionatamenzionata sopra, per la realizzazione di un mezzo da combattimento da produrre in diverse centinaia di esemplari a 2,5 milioni di dollari (singaporiani?) per veicolo. Curiosamente, questi nuovi possenti mezzi non sarebbero costati molto di più dell'aggiornamento dei vecchi M113.
 
Così venne realizzato il Bionix, progettato da STA, DOM e G5 unite in una joint-venture. Doveva essere mobile, agile, leggero e anfibio, ma anche abbastanza armato e protetto. Lo sviluppo richiese diversi anni, iniziando nel 1988 per arrivare al prototipo solo nel 1995 e all'entrata in servizio il 26 marzo 1997; venne emesso un contratto nel marzo di quell'anno per diverse centinaia di esemplari. Il primo reparto che li ebbe fu il 42imo battaglione di un reggimento corazzato nel luglio del 1999.
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