Differenze tra le versioni di "Biografie cristologiche/Nuovo Testamento e antiebraismo"

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Sebbene i problemi di definire l'antiebraismo, specialmente nel contesto degli studi neotestamentari, non possano essere risolti accontentando tutti, gli studiosi non hanno cessato di proporre le proprie interpretazioni. Alcuni rimangono convinti che si possa determinare oggettivamente, mediante l'applicazione di vari approcci storico-critici al testo biblico, se l'etichetta "antiebraica" sia giustificata. Tali lettori credono, con una certa fiducia, di poter collocare storicamente sia il pubblico sia il contesto di ciascun testo come anche lo scopo dell'autore. Il punto della critica storica è di stabilire ciò che il testo significava nel suo contesto originale. Alcuni insistono che certi testi neotestamentari possano legittimamente essere classificati antiebraici. Altri asseriscono che i libri del Nuovo Testamento non dimostrino bigotteria o colpa; la colpa non sta nel testo, ma nel lettore.<ref name="Wright">N.T. Wright, ''The New Testament and the People of God'', SPCK Publishing, nuova ed. 2013, pp. 320-338 e ''passim''; Bruce Chilton, [[w:Jacob Neusner|Jacob Neusner]], ''Judaism in the New Testament: Practices and Beliefs'', Routledge, 1995, pp. 4-9, 98-128; 129-158; Terence L. Donaldson, ''Jews and Anti-Judaism in the New Testament: Decision Points and Divergent Interpretations'', SPCK Publishing, 2010, pp. 12-29, 144-159 & ''passim''.</ref>
 
Buona rapprsentazionerappresentazione di questa prospettiva storico-critica è lo studio intitolato ''Il Popolo Ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia Cristiana'' pubblicato dalla [[w:Pontificia commissione biblica|Pontificia Commissione Biblica]] nel dicembre 2001. L'impegno di questo gruppo basato in Vaticano è degno di nota: tenta di eliminare dalla chiesa vedute antiebraiche (o "antigiudaiche", termine ivi preferito), ed inizia con un sincero rispetto per la Bibbia come Scrittura sacra. È inoltre uno sforzo specialistico, dato che gli autori sono un gruppo internazionale di biblisti cattolici (tutti uomini, naturalmente) che possiedono una conoscenza sostanziale sia dei tempi in cui la Bibbia fu scritta sia dei modi in cui fu interpretata. La Commissione afferma:
 
{{q|Un vero antigiudaismo, cioè un atteggiamento di disprezzo, di ostilità e di persecuzione contro gli ebrei in quanto ebrei, non esiste in alcun testo del Nuovo Testamento ed è incompatibile con l'insegnamento che questo contiene. Ciò che esiste, sono dei rimproveri rivolti a certe categorie di ebrei per motivi religiosi e, d'altra parte, dei testi polemici miranti a difendere l'apostolato cristiano contro quegli ebrei che vi si opponevano.<br/>
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