Differenze tra le versioni di "Confessione di fede di Westminster/cfw20"

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Il capitolo 20 della Confessione di fede di Westminster tratta della libertà cristiana e della libertà di coscienza. Il concetto di "libertà cristiana" si distingue sostanzialmente da quello comunemente inteso nel mondo, vale a dire di poter essere autonomi ed indipendenti nei propri giudizi, decisioni ed azioni. Proponendo sostanzialmente la libertà come una "dichiarazione di indipendenza" da Dio, dalla Sua sovranità e leggi, l'insegnamento biblico lo rivela come del tutto illusorio ed ingannevole, tanto da non essere affatto libertà. E' Cristo che ci rende veramente liberi ({{Passo biblico|Giovanni 8:36}}). L'articolo 1 del capitolo 20 della Confessione di fede indica come la libertà abbia sostanzialmente a che fare con l'emancipazione dal peccato e dalle sue conseguenze. L'articolo 2 mette in evidenza come la coscienza del cristiano sia legata soltanto a quanto comanda la Parola di Dio e da nessun'altra regola ecclesiastica. L'articolo 3 denuncia l'errore di quei cristiani che si credono sciolti dall'ubbidire alla Legge morale di Dio appellandosi alla bontà del proprio giudizio soggettivo creduto illuminato [anomia]. Il quarto articolo mette in evidenza il dovere del cristiano di sottomettersi alle legittime autorità (sia civili che religiose) nella misura in cui essa non venga abusata.
 
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