Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Umanesimo civile"

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Alla fine del XIV secolo prende piede il movimento umanista, che diffonde una considerazione nuova del mondo classico, basata su un'interpretazione delle opere non più operata alla luce del pensiero cristiano, ma del loro contesto storico. Componente essenziale di questo lavoro è l'attenta ricerca e trascrizione dei testi antichi, al fine di salvaguardarne l'integrità. Questo porta alla formazione di folte schiere di intellettuali sostenitori di tutto quanto concerna la latinità, caratteristica che, tra l'altro, agevola da parte dei sovrani la ricerca di un comune consenso.
 
A Firenze in particolare, l'opera di [[../Francesco Petrarca|Petrarca]] e [[../Giovanni Boccaccio|Boccaccio]] catalizza la fusione tra cultura umanistica ed impegno politico creando un solido legame tra letteratura e società che prende il nome di ''umanesimo civile''. Rilevante sotto questo aspetto è la figura di Coluccio Salutati (1331-1406), beneficiario dell'eredità morale petrarchesca e sostenitore dell'importanza della vita attiva rispetto a quella contemplativa, nonché strenuo difensore del regime repubblicano. Altra personalità di spicco è Leonardo Bruni, allievo di Salutati e autore delle ''Historiae Florentini populi''; di lui si ricordano anche le teorie sull'importanza della società nella vita umana.
 
==Umanesimo e Rinascimento==
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