Differenze tra le versioni di "Laboratorio di chimica in casa/Sicurezza"

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*'''Se si sta maneggiando del vetro con forza, utilizzare guanti antitaglio o coprire l'oggetto con carta o stracci''' per evitare di tagliarsi in caso di rottura.
*'''Proteggere mobili e immobili con teli e protezioni''', dato che capita spesso di colare sostanze dannose sui mobili e sul pavimento;
*'''Non gettare i composti chimici nello scarico''' ma gettarli in un 'apposita tanica per lo smaltimento dei rifiuti speciali, per non contaminare la falda acquifera.
 
==Tipi di pericolo==
Operando in laboratorio si entra in contatto con sostanze e oggetti che possono procurare danni alla persona. In genere possono dividersi in due categorie:
 
*'''Rischio fisico''': Il pericolo di subire danni fisici quali ustioni, ferite, traumi, scosse elettriche ecc. Questo tipo di problemi può essere causato dalla strumentazione o da sostanze chimiche (anche quelle che in genere non sono pericolose, come l'acqua bollente).
*'''Rischio chimico''': qualsiasi danno derivato dall'esposizione a sostanze chimiche. Questa categoria comprende in parte pericoli fisici come le ''ustioni chimiche'' (danni ai tessuti provocati da sostanze come acidi e alcali) e rischi da esplosione e incendio ma aggiunge i rischi di ''avvelenamento'' dovuti alle sostanze chimiche, che ''possono non essere evidenti come quelli fisici ma presentarsi a seguito dell'esposizione ripetuta con sostanze chimiche'', anche dopo anni.
 
# Altre informazioni.
 
La prima cosa da fare quindi, per informarsi sulla tossicità di una sostanza, è cercare la sua scheda di sicurezza, facilmente reperibile in internet sul sito del fornitore<ref>Di solito è sufficiente digitare in internet tre parametri: ''NOME DEL FORNITORE'', ''NOME DEL PRODOTTO'', ''SCHEDA TECNICA o SCHEDA DI SICUREZZA o MSDS''. Il sito del produttore è solitamente riportato infondo all'etichetta del prodotto.</ref> o in siti di MSDS di sostanze chimiche come il [http://gestis-en.itrust.de/nxt/gateway.dll/gestis_en/000000.xml?f=templates$fn=default.htm$3.0 GESTIS Substance Database].<ref>Esempio: [http://gestis-en.itrust.de/nxt/gateway.dll/gestis_en%2F012040.xml?f=templates&fn=print.htm&GLOBAL=G_&G_DIEXSL=GESTIS-PRINT.XSL scheda di sicurezza dell'acetato di etile] dal GESTIS Substance database.</ref><ref>Per altri siti di schede di sicurezza (anche in italiano, il GESTIS è in inglese ed in tedesco) si veda [http://www.chimica.unige.it/sicurezza/msds.html qui].</ref> Anche su Wikipedia sono presenti indicazioni di sicurezza su diverse sostanze chimiche, sia in sezioni del testo (per esempio nella voce [[w:Acido cloridrico#Sicurezza|Acido cloridrico]]) sia nell'[[w:Template:Composto chimico|infobox composto chimico]]. <ref>[[File:MSDS.png|thumb|300px|Link alla scheda di sicurezza online dell'acetato di etile (infobox Composto chimico su en.Wikipedia).]]</ref>
 
<center>''All'interno delle schede di sicurezza si possono trovare diversi tipi di indicazioni di sicurezza:''</center>
* EUH066 → L'esposizione prolungata può provocare secchezza o screpolature della pelle.
 
Su Wikipedia le frasi H compaiono automaticamente ogni volta che si passa con il puntatore sul numero della frase nella tabella informativa del composto chimico (con l'immagine a destra non funziona, si veda la voce su Wikipedia).
 
<center>'''È fondamentale leggere le frasi H di una sostanza prima di utilizzarla, per informarsi sulla sua pericolosità.'''</center>
 
===Frasi R e S===
Il GHS prevede l'uso di una serie di codici che l'unione europea ha preferito sostituire con le frasi H ed i consigli P. Le frasi R (''Risk statements'') ed S (''Safety statements'') sono comunque validi internazionalmente es è possibile imbattervisi in MSDS extracomunitarie o sui contenitori di reagenti vecchi precedenti alla [[w:Regolamento (CE) 1272/2008|normativa europea del 2008]] (sono per esempio riportate negli infobox dei composti chimici su en.Wikipedia).
 
===Simboli di rischio chimico===
|}
 
A sinistra è riportato l'NFPA 704 (presente anche nell'immagine a destra). Su Wikipedia è interattivo: passando il mouse sul numero compare la classe di pericolosità (come per le frasi H ed consigli P). <br />
Esso non viene adottato dall'Unione Europea ma è possibile trovarlo nei MSDS e su Wikipedia in inglese.
 
 
*'''Limiti di esplosione''': sono il limite minimo '''LEL''' (''Lower explosion limit'') ed il limite massimo UEL (''Upper explosion limit'') della concentrazione che i vapori di una sostanza possono avere nell'aria per poter essere innescati con una scintilla. Al disotto del LEL la concentrazione del combustibile è troppo bassa, mentre al di sopra del UEL non c'è abbastanza ossigeno per sostenere una combustione.
*'''Punto di fiamma''': (''Flash point'') è la temperatura minima in cui una scintilla può incendiare un'aria contenente vapori di una sostanza. Questa infatti esala una certa quantità di vapori, che vanno a concentrarsi nell'aria all'aumentare della temperatura. Superato il flash point, la concentrazione dei vapori rientra nel limiti di esplosione, e la sostanza può essere innescata. <ref>Per esempio: quello dell'etanolo è 16 °C, cioè è possibile incendiare un'aria contenente vapori di etanolo a 16 °C con una semplice scintilla, perché contiene abbastanza vapore di alcol per essere innescata. A temperature inferiori invece la concentrazione dei vapori è troppo bassa perché ciò accada.<br />
Quella dell'esano è -26 °C, è cioè emette abbastanza vapori da incendiare finché non lo si raffredda a meno di -26 °C. Quello dell'olio di colza è 327 °C, è cioè necessario scaldare la sostanza oltre i 327 °C per farne evaporare abbastanza da creare una miscela aria-olio di colza innescabile con una scintilla.</ref>
*'''Punto di combustione''': (''Fire point'') è la temperatura alla quale, innescando i vapori di una sostanza, è possibile farla bruciare all'aria per almeno 5 secondi. Alla temperatura del punto di combustione i vapori incendiati vanno ad appiccare fuoco anche alla sostanza in esame, mentre alla temperatura di punto di fiamma (generalmente più bassa) i vapori non vanno ad innescare la combustione della sostanza liquida o solida sottostante. Generalmente non viene riportata negli MSDS, ma viene riportato il flash point.
*'''Temperatura di autoignizione''': è la temperatura alla quale una sostanza, in miscela con l'aria entro i limiti di esplosione, esplode spontaneamente (senza un innesco). <ref>Per esempio: la temperatura di autoignizione dell'idrogeno è circa 500 °C, cioè una miscela aria-idrogeno va riscaldata a 500 °C per far avvenire una deflagrazione. Quella del disolfuro di carbonio è 102 °C. Riscaldando cioè una miscela di aria e vapori di CS<sub>2</sub> a 102 °C si innesca un'esplosione.</ref>
*'''Campo d'infiammabilità''':
 
*'''Simboli di rischio''' contiene l<u>'NFPA 704</u>, le <u>frasi H</u>, i <u>consigli P</u> ed i <u>pittogrammi GHS</u> nonché il <u>numero CAS</u> che identifica la sostanza (NFPA 704, frasi H e consigli P sono interattivi: facendo passare il mouse su uno dei numeri apparirà automaticamente il testo);
*'''Tabella di pericolosità''' contiene le <u>dosi limite</u>, i <u>pericoli per contatto fisico</u>, i <u>DPI da utilizzare</u>, il link alla <u>scheda tecnica</u> e come <u>smaltire la sostanza</u><ref>Per le indicazioni di smaltimento sono usate 3 taniche: verde significa minimo impatto ambientale, arancione significa che la sostanza è pericolosa per l'ambiente e rossa rappresenta una elevata tossicità ed grave impatto ambientale. Le taniche bicolori rappresentano sostanze che possono essere trattate prima di essere gettate via in modo che il proprio impatto ambientale sia ridotto.</ref>
 
 
==Voci su Wikipedia==
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