Differenze tra le versioni di "Filosofia dell'informatica/Le radici filosofiche dell'informatica"

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==Neopitagorismo e combinatoria nei secoli medievali==
Tracce significative di una visione matematica dell’universo – per cui le cose esistono in quanto sono ordinate e sono ordinate perché regolate da leggi matematiche – si ritrovano in diversi pensatori latini dell’età tardoantica e altomedievale, che si ricollegano più o meno esplicitamente al patrimonio concettuale pitagorico. In particolare, si può individuare un percorso che va da Agostino d'Ippona ai Carolingi e da qui fino alla scuola di Chartres, passando per Prisciano, Cassiodoro e soprattutto [[w:Severino Boezio|Severino Boezio]] e il suo ''De arithmetica'', derivazione dell’''Introduzione all’aritmetica'' di Nicomaco di Gerasa (neopitagorico della seconda metà del secolo II d. C.) che egli aveva tradotto in latino, e punto di riferimento per tutti i matematici dei secoli successivi.
 
[[File:Unibibliotek Salzburg Artes liberales Arifmetica.jpg|thumb|left|Boezio e l'Aritmetica in un manoscritto tedesco del XV secolo]]
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