Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Pier Paolo Pasolini"

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Si può collocare [[La religione del mio tempo]] a confine tra il secondo e il terzo periodo, tra quello che era il [[mito]] del sottoproletario e la sua crisi e il mito dei popoli del [[terzo mondo]]. L'opera che esce nel 1961 da Garzanti comprende sei sezioni ed è organizzata in tre parti: ''La ricchezza'', ''A un ragazzo'' e ''La religione del mio tempo'' nella prima parte, ''Umiliato e offeso'', composto da epigrammi e ''Nuovi epigrammi'' nella seconda parte, mentre la sezione ''Poesie incivili'' costituisce da sola la terza parte.
 
Si sente in questa opera la crisi che impedisce a Pasolini di continuare con l'organica costruttività razionale e storica che lo aveva guidato nelle "Ceneri di Gramsci". Netta si affaccia la [[polemica]] contro il presente privo ormai di ogni spirito religioso e il poemetto lascia spesso il posto all'[[epigramma]] e alla [[Canzone (metrica)|canzone]] indirizzata per lo più a critici e dal taglio [[Morale|moralistico]]. Il piano stilistico ha minore rilevanza e gli strumenti espressivi diventano più funzionali.Si avverte da una parte la necessità di revisione, come ha detto Asor Rosa, e dall'altra una forma di distacco dal mondo del sottoproletariato. Il poeta ha preso pienamente conoscenza del mondo borghese e consapevolezza della diversità da esso, diversità che è anche rifiuto delle istituzioni. Crolla anche la fiducia nel sottoproletariato e quindi anche l'identificazione politica che Pasolini aveva con fatica raggiunto.
 
====Poesia in forma di rosa====
 
Il primo [[racconto]], ''Atti impuri'', si presenta sotto forma di [[diario]] frammentario degli avvenimenti tra il [[1946|'46]] e il [[1947|'47]] e in esso la diversità dell'autore, anche se velata da un lieve senso di [[colpa]], è ancora vissuta come trionfante innocenza.
Il racconto ''Amado mio'', il cui titolo è stato suggerito da una [[Canzone (musica)|canzone]] cantata dall'[[attrice]] [[Rita Hayworth]] nel [[film]] [[Gilda]] del 1946, è scritto in terza persona e si svolge su uno sfondo più corale.
====Il sogno di una cosa====
Un'altra opera che contiene elementi [[autobiografia|autobiografici]] e che si collega al [[neorealismo]], è il [[romanzo]] scritto tra il [[1948]] e il [[1949]], che originariamente portava il titolo ''I giorni del lodo De Gasperi'', ma che fu pubblicato solamente nel [[1962]] con il titolo ''Il sogno di una cosa'', titolo tratto da una citazione di [[Carlo Marx|Marx]]. La tematica principale è quella dei contadini e della [[lotta]]. Nelle esili [[Storia|storie]] che compongono il romanzo, viene rappresentata la vita dei giovani [[Friuli|friulani]] con gli ideali,le aspirazioni e le delusioni [[Politica|politiche]] provate alla fine della [[guerra]]. Il romanzo è scritto in un italiano uniforme ed è articolato con concretezza, i [[Dialogo|dialoghi]] hanno una forte oggettività e le descrizioni del [[paesaggio]] infondono una malinconica eleganza [[Decadentismo|decadente]].
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