Differenze tra le versioni di "Guida maimonidea/Appendice"

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[[File:Aesculap-serpentine.jpg|250px|left|Il Simbolo di Asclepio]]{{q|''Giuro... di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale.''|Giuramento di Ippocrate<ref>Estratto dal "[[w:Giuramento di Ippocrate|Giuramento di Ippocrate]]" nella forma deliberata dal comitato centrale della [[w:Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri|Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri]] il 23 marzo 2007 - cfr. [http://www.omceo.me.it/index.php?area=ordine&page=cod_deo-giuramento OMCeO ME - Il codice deontologico].</ref>}}
 
I medici erano tra i principali portatori di cultura nel mondo mussulmano di Maimonide. La formazione medica comportava la padronanza di logica, matematica, astronomia, fisica, e le scienze biologiche. Le biblioteche di alcuni medici ebrei, noti per i lasciti rinvenuti nella Geniza del Cairo, dimostrano come essi fossero di vasti orizzonti intellettuali. Lo studioso S. D. Goitein descrive i dottori medievali dell'area mediterranea come maestri di erudizione secolare ed esegeti di filosofia e scienze.<ref name="Goitein1">S.D. Goitein, "The Medical Profession in the Light of the Cairo Geniza Documents", ''Hebrew Union College Annual'' 34, 1963, pp. 177-94194; ''id.'', "From the Mediterranean to India: Documents on the Trade to India, South Arabia and East Africa from the Eleventh and TwelfthCTwelfth enturiesCenturies", ''Speculum'' 29, 1954, pp. 181-97197; ''id.'', "New Documents from the Cairo Geniza", ''Homenaje à Millás-Vallicrosa'', vol. 1, pp. 707-20720; ''id.'', ''Jewish Education in Muslim Countries Based on Records Cairo Geniza'', Gerusalemme, 1962, ''passim''.</ref> I medici operavano presso le corti deidi califfi, sultani, o visir in parte perché l'élitéélite governante voleva avere esertiesperti in testi antichi nelle vicinanze. La loro venerazione per gli importanti testi religiosi antichi veniva trasferita anche ai libri antichi in generale. La posizione basilare di un'epoca altamente accademica col suo rispetto per la scienza consolidava la posizione del professionista medico in questa società.<ref name="Goitein1"/>
 
La Geniza ha conservato elenchi di biblioteche di medici, dalle quali si puòpossono giudicare i loro interessi intellettuali. La biblioteca di un medico, Abu Sa`ad, venduta nel novembre del 1190, conteneva opere su tutte le branche didella medicina, sulla farmacologia, filosofia, teologia, logica, etica, politica, fisica e la storia della medicina; sei volumi di un'antologia di poemi arabi (''Kitab al-aghani''); e libri sulla fisionomia e geomanzia.<ref>D. H. Baneth, "A Doctor's Library in Egypt in the Days of Maimonides", ''Tarbiz'' 30, 1951, pp. 171-85185 (in ebr.)</ref> La biblioteca di Abraham he-Hasid, un pietista e collega di Abraham Maimonide, venduta nella primavera del 1223, conteneva libri medici, biblici e commentari, libri di preghiere, la ''Guida dei perplessi'', un trattato del Talmud, e una vasta collezione di libri linguistici.<ref name="Goitein1"/> Molti di questi medici erano intellettuali che usavano la medicina per mantenersi, e non come una professione. Il linguista Ibn Janah aded il poeta Judah ha-Levi esemplificano questo tipo. S. D. Goitein osserva:
{{q|I dottori medievali dell'area mediterranea erano i tedofori dell'erudizione secolare, gli espositori professionali della filosofia e delle scienze. entreMentre gli avvocati studiavano e applicavano le leggi sacre delle proprie religioni e confessioni, e quindi avevano orizzonti limitati dalla loro professione, i medici erano i discepoli dei greci, e quali eredi di una tradizione universale formavano una fratellanza spirituale che trascendeva le barriere di religione, lingue e nazioni.|S.D. Goitein, "The Medical Profession" ''cit.'', p. 177}}
 
Maimonide sosteneva la personalizzazione del trattamento medico e il coinvolgimento condi famiglia e amici nella cura sanitaria. Il medico dovrebbe dare alla famiglia istruzioni dettagliate sulla dieta e gli altri fattori esterni che devono essere soppesati per iil paziente individuale. Questo è un esempio di cura del paziente centrato sulla famiglia.<ref>J.O. Leibowitz, "Maimonides on Medical Practice", ''Bulletin of the History of Medicine'' 31, 1957, p. 313. È un'antica verità nella pratica medica, già espressa nel primo aforisma di Ippocrate, che il medico deve "far cooperare anche il paziente, gli inservienti, e le persone esterne."</ref> Le cure famigliari sono prevalenti nelle nostre società moderne e vengono supportate da organizzazioneorganizzazioni come la Croce Rossa, che ha un Programma di Assistenza Famigliare ed una guida di riferimento per le famiglie. Ciò beneficia la popolazione anziana in aumento costante.<ref name="Kraemer">Joel L. Kraemer, ''Maimonides, cit.'', pp. 449-454.</ref>
 
Ogni paziente, insegnava Maimonide, richiede un'attenzione ''"individuale''". Il dottore non deve dire, "Questa malattia è simile a quell'altro caso"; piuttosto deve trattare ciascun paziente indipendentemente secondo la sua costituzione naturale, la sua psicologia individuale, e le circostanze specifiche. Il medico deve cercare di curare non una malattia ma una persona malata.<ref name="Kottek">Samuel Kottek, "Maimonides: Rabbi, Philosopher and Physician", in ''Moses Maimonides: Physician, Scientist, and Philosopher'' Fred Rosner & Samuel S. Kottek (curatori), Northvale, N.J., 1993, pp. 338-339.</ref> Maimonide citava [[w:Galeno|Galeno]] che diceva che, nel decidere una cura, il medico deve osservare sette cose: "la natura del male, la natura del paziente, la sua età, le sue abitudini, la natura della città, la stagione dell'anno, e la costituzione dell'aria circostante."<ref name="Maimo1">Maimonide, ''L'Arte della Cura:. Estratti da Galeno'', trad. ingl. Uriel S. Barziel, ''Art of Cure: Extracts from Galen'', Haifa, 1992, p. 108; citato in ''Sull'asma'', trad. G. Bos, p. 123.</ref>
 
Maimonide consigliava ai dottori di trattare i pazienti umanamente. All'inizio del suo ''Commentario sugli Aforismi di Ippocrate'' scrisse una lunga glossa sull'aforisma ippocratico "La vita è corta, l'arte [della medicina] è lunga" nella quale discute la responsabilità del medico.<ref>Franz Rosenthal, "'Life Is Short, the Art Is Long': Arabic Commentaries on the First Hippocratic Aphorism", ''Bulletin of the History of Medicine'' 40, 1966, pp. 226-245. L'espressione latina ''ars longa vita brevis'' (l'arte è lunga, la vita è breve), era usata da scrittori e oratori romani, tra cui Orazio e Lucio Anneo Seneca (4 p.e.v. - 65 e.v.), che la usò in ''De brevitate vitae'', ma veniva generalmente attribuita a Ippocrate, parlando della pratica medica: "La vita è breve, l'arte lunga, l'oppourtunitàopportunità fugace, l'esperimento traditore, il giudizio difficile." Maimonide cita il detto su ''Aforismi di Ippocrate'', p. 8, e ''Aforismi di Mosè'', p. 11 - cfr. [[Guida maimonidea/Bibliografia|Bibliografia]].</ref> Il medico deve preoccuparsi dei fattori esterni che influenzano il paziente. Se il paziente è povero, il medico deve fornirgli cibo, medicine, e qualsiasi cosa sia necessaria per riportarlo in salute. L'"umanismo medico" di Maimonide si conforma all'antica idea che la cura medica era un atto di ''philantropia'' (amore del genere umano) e ''humanitas'' (umanità). I ''Precetti'' ippocratici richiedono al medico di prestare i propri servizi gratuitamente quando necessario, ma non di dare gratuitamente cibo e medicine, come prescriveva Maimonide. Nulla di sorta appare nel commento di Galeno su questo aforisma o nei molti suoi commentari in greco, latino ed ebraico.<ref name="Lieber">Elinor Lieber, "Galen: Physician as Philosopher: Maimonides: Philosopher as Physician", ''Bulletin of the History of Medicine'' 53, 1979, pp. 268-85285; ''id.'', "Moses Maimonides the Physician", ''The Medical Works of Maimonides: a Reappraisal'', Fred Rosner & Samuel S. Kottek, pp. 13-24; ''id.'', "Maimonides the Medical Humanist", ''Maimonidean Studies'' 4, 2000, pp. 39-60; ''id.'', "Medicine versus Religion in the Works of Maimonides", ''Oriente Moderno'' 19, 2000, pp. 577-590.</ref>
 
La Geniza ha documenti che mostrano checome Maimonide ed il suo discendente, Nagid David II, fornironoavessero fornito consigli medici a persone povere che si rivolseroerano rivolte a loro come capi dellacomunitàdella comunità ebraica. E una lettera della Geniza che parla di un chirurgo dell'esercito cristiano il quale fornì trattamento medico ad una don nadonna ebrea, feritasi in un incidente, senza pretendere di essere pagato.<ref name="Goitein1"/>
 
I medici mussulmani erano obbligati a curare i poveri e gli ammalati senza compenso. La cura dei poveri avveniva negli ospedali, che erano semplicemente istituzioni secolari aperte a tutti, sia maschi che femmine, militari o civili, adulti o bambini, ricchi o poveri, mussulmani o non mussulmani.<ref name="Lieber"/>
Dobbiamo eliminare pensieri stressanti, senza rimuginare sul passato o essere ansiosi sul futuro. L'osservazione razionale ci insegna che elucubrare sul passato è futile e proviene da una mancanza di vera comprensione. Non dobbiamo essere ansiosi sul futuro e cosa presagisce. Tutto ciò che uno si aspetta è nel reame della possibilità, pertanto potrebbe o non potrebbe accadere. Di conseguenza, proprio come siamo angosciati da un disastro previsto, così dobbiamo sperare l'opposto, poiché entrambi gli esiti sono possibili. Questa psicoterapia richiama idee socratiche e stoiche, e anticipa le forme moderne di psicoterapia. L'asserzione di Maimonide che conoscere la natura dell'esistenza significa capire il mondo ed il posto dell'uomo in esso e vedere la realtà da una prospettiva universale, è simile agli insegnamenti stoici. L'etica stoica elogiava una vita secondo ragione e un vivere secondo natura in armonia con l'ordine del mondo. Quando seguiamo la natura e la ragione, diamo il giusto valore alle cose e cerchiamo ciò che è veramente buono, la saggezza e la virtù, e non ciò che si presume essere buono, come il denaro e la proprietà. Povertà, dolore e morte non sono mali; denaro, salute e piacere non sono beni. Le passioni irrazionali devono essere sradicate. L'allenamento che Maimonide prescriveva, come la ''askesis'' stoica, richiede l'esercizio dell'anima ad essere indifferente alle passioni. La meta è una vita di virtù, una vita di serenità ed imperturbabilità. Vivendo tale tipo di vita, non ci sottomettiamo al gioco del caso che ci influenza quando cerchiamo piacere fisico o cose materiali, poiché la saggezza e la virtù dipendono solo da noi stessi.<ref name="Regime1"/>
 
Nel suo ''Otto Capitoli'' sull'etica Maimonide prescrive una psicoterapia per la '''''[[w:Malinconia|malinconia]]''''', permettendo al paziente piaceri che egli proibisce nella legge.<ref name="Capitoli">''Otto Capitoli'' su ''Scritti Etici di Mosè'', trad. Weiss & Butterworth, p. 75 (e cfr. Introduzione, p. 14) e ''passim''.</ref> "Se la malinconia sopraggiunge ad affliggere [un individuo], egli deve espellerla ascoltando canzoni e vari tipi di melodie strumentali, passeggiando nei giardini e tra bei palazzi, sedendosi con belle forme<ref name="Mtorah">''Mishneh Torah'' Pentimento, VIII, 6, dove "belle forme" (''surot na`ot'') sono le donne belle (quelle che i mussulmani visualizzano in paradiso), pertanto qui le belle forme sono probabilmente le donne (ed i givanigiovani uomini) attraenti. Cfr. anche Mordechai Akiva Friedman, ''Maimonides, The Yemenite Messiah and Apostasy'', Gerusalemme, 2002 (in ebr.) p. 141, n. 233.</ref> e simili, che rallegrano l'anima e ne bandiscono il disturbo della malinconia."<ref name="Capitoli"/> La persona deve puntare a rendere sano il proprio corpo. Lo scopo di un corpo sano è che l'anima persegua le scienze e le virtù etiche e razionali, e infine la conoscenza di Dio. Da questo aspetto, l'arte della medicina è vitale per ottenere le virtù e la vera felicità.
 
Maimonide asseriva nelle sue opere mediche che una persona depressa non si possa impegnare in attività intellettuali creative ed raggiungere il fine della vita umana, che è l'amore intellettuale di Dio. Tale opinione della malinconia e della rispettiva sua menomazione della creatività contrasta con un'altra valutazione che vede la malinconia come relativa alla grandezza e alla genialità. I ''Problemata physica'' (XXX, 1) postulano che chiunque diventi eminente in filosofia, politica, poesia, o le arti, sia malinconico, dando come esempi Empedocle, Platone e Socrate. La malinconia è associata all'esaltazione e all'estasi. Tale opinione appare nel pensiero scolastico medievale ([[w:Alberto Magno|Alberto Magno]] e [[w:Guglielmo d'Alvernia (vescovo)|Guglielmo d'Alvernia]]) e appare in Kant ([[w:Critica del Giudizio|''Critica del Giudizio'']]), che assegna alla malinconia le [[w:Sublime#Il Sublime secondo Kant|caratteristiche del sublime]].<ref>Immanuel Kant, "Analytic of the Sublime", in ''Critique of Judgment'', trad ingl. J. H.