Differenze tra le versioni di "La religione greca/La religione greca nel periodo arcaico e classico/Il mondo di Omero"

Le Muse, dunque, sono le dee che donano agli uomini la possibilità di parlare secondo il "vero" e, figlie di Mnemosýne (Μνημοσύνη), la Memoria, consentono ai cantori di "ricordare" avendo questa stessa funzione uno statuto religioso e un proprio culto<ref>Cfr. Marcel Detienne. ''I maestri di verità nella Grecia arcaica''. Milano, Mondadori, 1992, p.4</ref>.
 
Non solo, Marcel Detienne evidenzianoevidenziando come la memoria dei "poeti" non corrisponda agli stessi fini di quella degli uomini moderni, chiosa:
{{quote|Fin dall'inizio la memoria sacralizzata è privilegio di alcuni gruppi di uomini organizzati in confraternite; come tale, si differenzia radicalmente dal potere di ricordarsi degli altri individui. In questi ambienti di poeti ispirati, la memoria è onniscienza di carattere divinatorio; come il sapere mantico, si definisce attraverso la formula: "ciò che è, ciò che sarà, ciò che fu<ref>τά τ᾽ ἐόντα τά τ᾽ ἐσσόμενα πρό τ᾽ ἐόντα.</ref>". Con la sola memoria il poeta accede direttamente, in una visione personale, agli avvenimenti che evoca; ha il privilegio di entrare in contatto con l'altro mondo. La sua memoria gli permette di "decifrare l'invisibile". Dunque, la memoria non è solo il supporto materiale della parola cantata, la funzione psicologica che sostiene la tecnica formulare; è anche e soprattutto la potenza religiosa che conferisce al verbo poetico il suo statuto di parola magico-religiosa. In effetti, la parola cantata, pronunciata da un poeta dotato di un dono di veggenza, è una parola efficace; per sua propria virtù istituisce un mondo simbolico religioso che è lo stesso reale.|Marcel Detienne. ''I maestri di verità nella Grecia arcaica''. Milano, Mondadori, 1992, p.4}}
 
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