Differenze tra le versioni di "FlightGear/Introduzione"

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Per prima cosa un buon pilota tira un sospiro di sollievo, poi inizia la manovra di uscita dalla pista, ovvero cerca un percorso laterale per uscire dalla pista (exit way), normalmente tali percorsi sono segnalati da una sorta di cartello stradale aeroportuale, ma spesso gli aeroporti in FlightGear, come in altri simulatori, il cartello non c'è ma si vede solo un raccordo grigio chiaro che indica tale percorso, si deve seguire con calma, stando attenti che la velocità non superi mai i 30 nodi, altrimenti l'aereo rischia di decollare. Una volta fuori dalla pista si può spegnere l'aereo, prima però va fermato completamente con il freno, poi si usa il freno a mano il comando "'''B'''", una volta che l'aereo è fermo si deve fermare i motori togliendo i ''magneti'', ovvero la corrente di alimentazione al motore, e questo si fa premendo 3 volte il comando "'''{'''".
 
=Come nasce FlighGearFlightGear=
 
Fin dal 1908, si era sentita la necessità di poter istruire i nuovi piloti su ''aerei virtuali'' capaci di riprodurre le più disparate situazioni di volo senza il rischio per l'incolumità loro e dei mezzi. Questa esigenza fu inizialmente risolta con soluzioni alquanto originali e piuttosto lontane dalle realtà che difficilmente potevano dare al pilota la giusta sensazione di ciò che avrebbe trovato in volo e quindi la capacità di affrontare in modo sufficientemente corretto gli eventuali inconvenienti che la difficile attività di volo poteva riservare.<BR>Verso la metà degli anni 30 dello scorso secolo alcune ditte iniziarono a produrre veri e propri simulacri di aereo che per mezzo di comandi elettromeccanici, e per quelli più sofisticati, di calcolatori analogici che potevano riprodurre alcune caratteristiche dinamiche del volo, permettevano al pilota di ''assaggiare'', in tutta sicurezza, le problematiche del volo prima di salire su di un vero aereo.<BR>Questo metodo di approccio al volo fu inizialmente alquanto osteggiato dalle varie aviazioni militari e civili in quanto ritenuto troppo poco corrispondente alla realtà da essere addirittura, per certi versi, deteriore. Poi con lo sviluppo del volo strumentale le cose cambiarono in quanto tale volo può essere ben riprodotto con i sistemi dell'epoca. Perciò durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente negli anni 50-60 iniziarono a svolgersi regolarmente corsi di volo strumentale ad uso degli allievi piloti sia per il conseguimento del brevetto sia per il mantenimento dello stesso.<BR>Grazie al massiccio avvento dei calcolatori negli anni 60 e 70 le cose iniziarono a cambiare, in quanto già in quegli anni i calcolatori più potenti potevano permettere una grafica essenziale, ma sufficientemente realistica, tale da dare al pilota una buona sensazione del volo e delle conseguenze dei suoi comandi. In quegli anni i simulatori di volo iniziano ad essere la fedele riproduzione di una cabina d'aereo con in più la possibilità di offrire al pilota la sensazione di quello che "vedrà fuori" per mezzo di proiettori e/o televisori piazzati dietro i finti cruscotti del velivolo riprodotto. È buffo al giorno d'oggi pensare che quegli effetti quasi cinematografici venivano ottenuti per mezzo di ingombranti plastici che riproducevano un mondo più o meno reale sui quali venivano fatte "volare" delle telecamere per mezzo di bracci elettro-meccanici. Solo verso la fine degli anni 70 e inizio degli anni 80 la capacità grafica in tempo reale dei computer permetteva di ottenere riproduzioni completamente digitali del territorio sorvolato e quindi finalmente svincolare i grossi simulatori di volo dagli ingombranti apparati elettromeccanici prima descritti. Tutto questo naturalmente era appannaggio solo dei militari e dei grossi operatori aeronautici civili, ma negli anni 80, con la nascita del personal computer e con il relativo aumento della sua potenza di elaborazione grafico-numerica, diversi produttori di software per l'intrattenimento e parallelamente gruppi di studenti-docenti universitari, intuirono la possibilità di utilizzare questi strumenti come economica piattaforma per l'esecuzione di programmi di simulazione di volo, con risultati costantemente sempre migliori e più fedeli alla realtà.
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