Filosofia del diritto: differenze tra le versioni

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Secondo il diritto , una’azione è giusta se conforme ad una regola valida. Chiarisce il profilo della correttezza, ma non della giustizia del fine (ovvero la giustizia della regola). La giustizia in generale vuol dire rendere a ciascuno il suo.
Si compone di tre elementi:
* l’alterità (unica virtù che pretende l’altro)comunic comunic-azione-azionecooperazionecooperazione
* Debitum, il dovuto, l’oggetto della giustizia, ciò che devo dare all’altrodovereall’altro dovere
* Criterio del giusto: uguaglianza, principio formale del “trattare in modo eguale tutti”. siamo di valore eguale anche se di fatto disegualitrattatidiseguali/trattati egualmente. L’uguaglianza sostanziale sembra tutelata solo in alcune politiche di solidarietà, ma nasce proprio dall’eguaglianza formale, attraverso il principio di ragionevolezza.
La giustizia ha una funzione di misura, criterio di valutazione dell’azione. Commisurazione dei rapporti intersoggettivi. Nella giustizia si realizza il riconoscimento dell’altro come equivalente ma diverso, attraverso il p. della ragionevolezza.
La giustizia è in sentimento. Kelsen”giustizia ideale irrazionale”, si è perciò scritto poco sulla giustizia. Ma il sentimento può rivelarci ragioni nelle nostre azione che l’intelletto non vede. Quindi bisogna coniugare ragione e sentimento.