Differenze tra le versioni di "Geografia OpenBook"

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[[File:001 wintertollwood 2012.JPG|thumb|001 wintertollwood 2012]]
 
Ci rivolgiamo ad Insegnantiinsegnanti, Laureatilaureati, Dottoratidottorandi, Ricercatoriricercatori, Professoriprofessori di Geografiageografia.
 
Questa vuole essere una proposta per la realizzazione di un “libro di testo OpenSource” per l'insegnamento della Geografiageografia Generalegenerale ed Economicaeconomica nelle classi del biennio dell'Istituto Tecnico Economico (ex Commerciale Igea, dopo la Riforma Gelmini/Tremonti) e degli IstiutiIstituti Professionali (in cui è stata [http://www.istruzione.it/allegati/2014/dm050914.pdf reinserita] a partire dal 2013-14.
 
La realizzazione di un “libro di testo” (fra virgolette per via del suo formato multimediale) vuole evidenziare due aspetti. Primo, la realizzazione di contenuti scientifici di elevato livello; secondo, l'obiettivo di rendere adottabile questo futuro strumento, dalla caratteristica licenza Creative Commons (CC), come “libro di testo” da parte deidi Docentidocenti, Consigliconsigli di Classeclasse, Collegiocollegi Docentidocenti, Consigliconsigli di Istitutoistituto e POF, come già accade per altre esperienze di editoria digitale autoprodotta in altre materie ([[Geografia_OpenBook#Altri_casi_di_editoria_scolastica_digitale_.22libera.22|vedi più avanti]]).
 
Inoltre, la [http://www.istruzione.it/allegati/2014/prot2581_14.pdf Circ. 9 Aprapr 2014 del Miur] che rende libera l'adozione di strumenti digitali auto-prodotti, alternativi al libro di testo, sembra spianare la strada a questo tipo di iniziative.
 
Avete realizzato materiali (testi, dispense, schemi, questionari, immagini, foto, video, audio, ecc.) die cuivi siete convinti, anno dopo anno, della loro validità ed efficacia didattica?
Vi piacerebbe condividerli e scambiarli con materiali di altri colleghi ed organizzareorganizzarne una raccolta on-line, che col tempo possa svilupparsi fino a divenire un punto di riferimento per l'insegnamento della Geografiageografia? Ora è possibile e Geografia OpenBook vuole contribuire a realizzarlo!
 
Materiali di questo tipo hanno la straordinaria caratteristica di essere al tempo stesso liberi, condivisibili, modificabili e gratuiti. Realizzati prevalentemente da insegnanti per insegnanti e studenti, rappresentano un passo in avanti nella costituzione di ''"beni comuni digitali''".
 
Beni comuni formati da un'intenzionale e libera raccolta, rielaborazione, sistemazione e condivisione di materiali altrimenti sparsi, frammentati, poco visibili e meno utilizzabili. Beni comuni magari costituiranno anche un sollievo per i bilanci delle famiglie degli studenti provati da anni di difficoltà economiche.
 
A questo punto, '''ancor prima dei contenuti disciplinari''', con i quali probabilmente ci sentiamo più a nostro agio e con iai quali siamo più abituati, è forse più '''utile approfondire insieme alcuni aspetti. Vediamo quali nell'indice qui sotto'''.
 
Se invece avete voglia di andare subito al sodo... andate direttamente ai punti:
*'''[[Geografia_OpenBook#Che_ne_pensate.3F|Che ne pensate?]]
 
'''Nota''': ''Alcune fra le maggiori case editrici stanno utilizzando il nome "''openbook"'' per dei volumi complementari al loro libro di testo. Il nome deve essere piaciuto perchèperché è sempre più utilizzato, a partire dalla fine del 2013.
La nostra iniziativa "Geografia OpenBook" non ha nulla a che fare con loro. Se sarà il caso cambieremo il nostro nome in "Geografia WikiBook" o "Geografia OpenSource"''.
 
== Perché un OpenBook ==
[[File:EC-EU-enlargement animation.gif|thumb|Evoluzione UE-CE]]
 
Geografia OpenBook sarà per natura multi-formato, date le caratteristiche della piattaforma Wikibooks: questo ne assicurerà l'utilizzo su dispositivi differenti (Pc, tablet, smartphone, e-reader, lim, ecc.). Le sue parti potranno essere stampate come un libro tradizionale, ma saranno presenti anche elementi interattivi, utilizzabili nei dispositivi elettronici, connessi ad internet o meno, in un contesto domestico o scolastico (tipo “Classi 2.0”). Conterrà grafici, schemi, animazioni, audio, video, esercitazioni e link a materiali esterni. Tutto questo utilizzando semplicemente le funzionalità già presenti in Wikibooks.
[[File:Geografía argentina.ogg|thumb|Geografía argentina]]
 
Questi materiali, come detto, saranno destinati agli studenti del biennio dell'istruzione superiore e non più, come prima della "riforma Tremonti/Gelmini", a studenti del triennio (nel 2013/14 si estingueè estinta per scorrimento l'ultima classe Igea).
 
Lo spostamento della Geografiageografia Generalegenerale ed Economica,economica dal triennio IGEA al biennio dell'ITE, rischia di assestare un colpo particolarmente duro alla geografia economica nell'istruzione superiore.
 
Infatti, gli studenti del triennio Igea (in particolare del 5'° anno) erano gli unici nell'istruzione superiore a poter studiare compiutamente la globalizzazione economica e finanziaria. Proprio a loro, invece, la "riforma Tremonti/Gelmini" ha tolta questa unica possibilità.
 
Altro punto cruciale dell'intervento ministeriale è costituito dall'ingresso (o meno) delle nuove tecnologie digitali, informatiche e telematiche. Negli ultimi, tre o quattro anni si sta verificando, parallelamente ai tagli del personale ottenuti con la "riforma", una forte accelerazione nell'ingresso di tecnologie digitali (dalle Lim alle classi 2.0) anche se in termini assoluti la loro presenza riguarda ancora la minoranza delle classi. La tendenza all'introduzione delle nuove tecnologie sembra netta, dopo che per decenni l'istruzione italiana ne è rimasta nel complesso esclusa.
 
[[File:Volterra2003Video.ogg|thumb|Volterra2003Video]]
La scuola, anche dal punto di vista organizzativo, è stata negli ultimi anni continuamente sollecitata: dalla prima "riforma dell'autonomia" alla prossima (?) riforma della "buona scuola".
 
L'ingresso delle nuove tecnologie ed i ripetuti terremoti organizzativi precludono a ulteriori trasformazioni nella sua impostazione?
 
La figura dell'insegnante diverrà più simile a quella di un Ata “informatico” somministratore di contenuti software chiusi, realizzati altrove da pochi specialisti estranei al lavoro "sul campo", cioè in classe?
 
Ci troveremo a dissodare il terreno di un nuovo mercato per formare i futuri consumatori di prodotti multimediali? O saremo in grado di educare alla consapevolezza tecnologico-digitale i futuri cittadini?
Ancora una volta un bravo insegnante potrà fare la differenza fratra una buona ed una cattiva Istruzioneistruzione?
 
Non temiamo affatto le nuove tecnologie, perché vogliamo imparare a padroneggiarle e a divulgarle.
Crediamo che solo attraverso l'unione di numerosi “differenti simili” su una consolidata piattaforma come Wikibooks/Wikipedia/Wikimedia possa portare col tempo al successo un progetto ambizioso di questo tipo. Ci auguriamo, inoltre, che ciò possa fornire lo stimolo per numerosi “differenti simili” progetti.
 
Noi, Studiosistudiosi, Laureatilaureati, Dottoratidottorandi, Ricercatoriricercatori, Insegnantiinsegnanti di Geografiageografia, abbiamo deciso di diventare autori ed abbiamo iniziato. Sei pronto a farlo anche tu? Vuoi partecipare con noi? Ognuno, ovviamente, potrà realizzare ciò che preferisce quando lo desidera.
 
Come puoi partecipare? [[Geografia_OpenBook#Contribuire:_mettersi_all.27opera|Leggi qui sotto]] e decidi!
 
===Altri casi di editoria scolastica digitale autoprodotta===
Come detto, esistono almeno due importanti casi di successo di "libri di testo" digitali autoprodotti, in ambito scolastico che stanno avendo una discreta e crescente diffusione in termini di "adozioni" o utilizzo.
 
Il più noto è probabilmente "Book in Progress" ( http://www.bookinprogress.it/ ), libri di testo per l'istruzione primaria e secondaria, attivo ormai da qualche anno.
E' [http://www.bookinprogress.org/index.php?s=86 disponibile on-line], un capitolo campione del libro di Geografia. Spicca il "layout" cartaceo, caratteristica dominante dell'intero repertorio, e qualche [https://it.wikipedia.org/wiki/Acqua_dolce ispirazione "wikipediana"] come la tabella in prima pagina. In altri casi, come nel [http://www.bookinprogress.org/bookinprogress/_file/documenti/PDF_LIBRI/scienze_della_terra/AIE211%20C1%20Scienze%20Integrate%20-%20Scienze%20della%20Terra%20MODULO%20A.pdf capitolo campione di Scienze Integrate] sono presenti (fig.1 e fig.9) illustrazioni prelevate da Wikipedia. Niente di male, se non fosse che '''è possibile utilizzare dei materiali liberi solo all'interno di materiali altrettanto liberi'''.
 
Tutti gli aspetti organizzativi fanno capo all'ITIS Majorana di Brindisi e per utilizzarli è necessario aderire ad un [http://www.bookinprogress.org/bookinprogress/_file/documenti/documenti/ACCORDO.rtf accordo scritto] fra Istitutiistituti. Non è possibile che un insegnante aderisca individualmente. L'accordo prevede (art.14) il pagamento da parte dell'Istitutoistituto aderente di una quota annua fissa e di una quota variabile in base al numero di alunni, per centinaia di euro.
Nel testo dell'accordo all'Art.17 si legge: "I materiali didattici realizzati nell’ambitonell'ambito del progetto Book in Progress sono di uso esclusivo delle scuole partecipanti alla Rete; non hanno un prezzo né sono cedibili a terzi."
Esiste addirittura una clausola di riservatezza a cui sono costretti i "redattori/revisori", Art.19: "Ciascun Istituto è tenuto a osservare la massima riservatezza relativamente al materiale in fase di realizzazione e si impegna a non diffondere detto materiale presso esterni o presso altre scuole non appartenenti alla rete, senza il consenso del Dirigente della Scuola coordinatrice della Rete".
 
Infatti, sempre all'Art.17 si legge: "Ogni scuola, a solo titolo di rimborso spese, potrà chiedere il versamento di apposito contributo alle famiglie degli alunni beneficiari del Book in Progress o agli Enti obbligati alla fornitura dei libri di testo (scuola primaria). Tale contributo alla data del 1 gennaio 2013, è quantificato in massimo € 7,00 per unità di materiale distribuito agli studenti."
 
Si tratta comunque della più nota realizzazione di materiali didattici digitali autoprodotti e diffusi nella scuola, in particolare negli Istituti Professionali. Al progetto BiP (Book in Progress) mancano purtoppopurtroppo due importanti caratteristiche per rendere il loro uso libero, cioè pubblico e condiviso, oltre che gratuito: 1) la licenza Creative Commons (CC); 2) una valida piattaforma di condivisione e di sviluppo di tipo "wiki"(come ad esempio Wikibooks/wikipedia). Queste caratteristiche trasformerebbero i BiP in strumenti educativi e formativi migliori, verificabili e modificabili, aperti e diffusi, ovviamente del tutto liberi e gratuiti.
 
Agli insegnanti che li hanno creati facciamo i nostri complimenti, a loro va il nostro apprezzamento per il lavoro pionieristico svolto. Ci auguriamo, compiendo un ulteriore passo nella direzione che hanno scelto, che possano dare vita a progetti completamente liberi, aperti, condivisi e gratuiti.
L'altro esempio di editoria scolastica digitale autoprodotta, forse meno noto ai più ma certamente conosciuto ed apprezzato nell'ambito della cultura libera, è Matematicamente ( http://www.matematicamente.it/ ). In questo caso si tratta di materiali liberi in senso proprio e di elevata qualità.
 
Nel sito sono presenti una [http://www.matematicamente.it/manuali-scolastici/ serie di manuali] di Matematicamatematica, di eccellente fattura, per il biennio ed il triennio delle superiori, di Fisicafisica, Chimicachimica ed altre scienze. Anche in questo caso spicca l'impostazione "cartacea".
 
Tutti i materiali sono liberamente consultabili e scaricabili, con licenza Creative Commons (ricordiamo che esistono differenti "livelli di libertà" CC). Quest'ultimo aspetto ne rende possibile una revisione ed un miglioramento condiviso, da parte di chiunque possa offrire un contributo costruttivo.
 
Sul sito/portale dell'editore "Matematicamente" c'è un resoconto sulle adozioni scolastiche per l'anno 2014-15, che evidenziano un successo relativamente maggiore negli Ist.istituti Tecnicitecnici e nei Liceilicei.
 
Recentemente il sito ospita la realizzazione di un [http://dizionario.matematicamente.it/index.php/Pagina_principale Dizionario tecnico scientifico per studenti] in un ambiente di tipo "wiki", come wikibooks/wikipedia. Si tratta, a nostro parere, di una transizione inevitabile per dar vita a progetti che, per impegno e diffusione, vogliono affrontare il mare aperto della divulgazione scientifica e della produzione culturale.