Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/EAU"

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Gli '''[[w:Emirati Arabi Uniti|Emirati Arabi Uniti]]''' sono uno dei tanti piccoli Stati del Golfo persicoPersico. Uno Stato peraltro atipico, formato da una sorta di federazione tra ben sette emirati, dei quali i più importanti sono Dubai e Abu Dhabi. In tutto, nel '76, si fusero insieme Abu Dhabi, Dubai, Ras Al Khaimanh e Sharjah, più Ajman, Fujara e Umm al Qaiwain (gli ultimi tre senza F.A. di sorta), ma i due Emirati principali sono Abu Dhabi e Dubai. Sono due realtà diverse: il '''Dubai''' ha finito presto il petrolio e adesso è un nodo nevralgico tra l'Occidente e Oriente, ganglio di commerci che lo mantengono in una condizione di floridità economica anche senza risorse endogene. Il sogno del Qatar di costruire, per l'appunto a Dubai, un grattacielo alto un chilometro, che per ora si è bloccato. La Dubai World - che ha già costruito avveneristicheavveniristiche abitazioni a forma di palma - ha fermato il progetto «a causa della crisi immobiliare che colpisce Dubai», dopo che fino a gennaio voleva avviarne la realizzazione. Nel frattempo è instato portato a termine (la costruzione era iniziata il 21 settembre 2004, conla l'attesastruttura diesterna consegnarloè nelstata settembrecompletata delil 1º ottobre 2009, ed è stato ufficialmente aperto al pubblico il 4 gennaio 2010) il Burj Dubai, oggi noto come Burj Khalifa, un grattacielo alto 818829,8 metri (più delle due Twin Towers messe insieme), da vendere a circa 43.000 dollari al metro quadrato. Il costo dell'operazione è di 4,3 mld di dollari.
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Nel frattempo sono stati forniti anche 30 sistemi missilistici HY-2 Silkworm e 12 pezzi Type 59 da 130 mm per il Dubai. I nord-Coreani hanno fornito 12 S-23 da 180 mm, ma a quanto pare le munizioni si sarebbero dimostrate 'instabili' al calore del deserto e quindi questi acquisti sono stati tutto sommato uno sbaglio. Mentre Abu Dhabi, al 1991, aveva già ricevuto una cinquantina di G6 da 155 mm, come si dirà dopo.
 
Ma è stato dopo la guerra del Golfo che gli Emirati sono stati, al pari di Arabia Saudita e Kuwait, oggetto di desiderio per i venditori di armi di tutto il mondo. I Francesi ottennero un successo clamoroso con la vendita di 436 carri Leclerc, di cui 390 'standard' e gli altri di tipo 'recupero'. Questo fu un successo solo apparente, perché -nonostante il risultato numerico-il prezzo fu 'politico' e pare, addirittura in perdita per i Francesi, mentre per rendere più appetibile il carro, il pur avanzatissimo sistema propulsivo Iperbar venne sostituito con un MTU, reputato forse più affidabile. Se il Kuwait ordinò l'accoppiata M1 e Warrior, gli Emirati furono anche più originali, consentendo la commessa dei carri Leclerc, e al contempo, ben 415 BMP-3 russi. La differenziazione dei fornitori era fondamentale per non restare intrappolati in caso di embargo, come le vicende iraniane dimostravano. Il successo dei BMP-3 con Abu Dhabi fu anche più impressionante, perché ottenuto di fronte ad una concorrenza occidentale scatenata nell'accaparrarsi i miliardi di petroldollari messi in gioco dagli arabi, sopratuttosoprattutto Desert Warrior e M2 Bradley (il classico caso del 'terzo incomodo').
 
Ma mentre il BMP-3 ha continuato a far carriera, il Leclerc ha qui ottenuto il suo primo e unico successo export, nonostante fosse un mezzo estremamente moderno e appena lanciato sul mercato. Vale la pena anche di ricordare come ci si arrivò: sostituire gli AMX-30 (64 o 96, non è ben chiaro) e 36 OF-40 si pensava all'M1A1 vs il Challenger 2; il primo, che sembrava avvantaggiato, era offerto con un totale di 337 mezzi, 39 carri recupero e 480.000 colpi da 120 mm, da comprare questi ultimi fuori canali FMS. Gli USA, che stavano facendo una fortissima pressione per il loro mezzo, erano anche disposti ad offrire 160 M2 Bradley ex-VIIth Corps dell'US Army, rimanenze della guerra e praticamente regalati, lasciati alla Royal Guard Bridate. Questo avrebbe messo fuori gioco il Warrior, ma si stimava che il totale richiesto fosse ben più alto: 200 per Dubai e 300 per A.Dhabi, per un totale di 500 IFV. Ma mentre gli USA, con questa mossa, erano riusciti a mettere il bastone tra le ruote ai rivali-alleati britannici, i Russi si stavano facendo sotto con il BMP-3, disposti anche ad accettare pagamento in petrolio in caso di ordine, nonostante che all'epoca l'URSS fosse ancora il maggior produttore di petrolio al mondo. I Sovietici proponevano anche i T-72 ultima generazione, ma data la prova misera fornita nel Golfo, nonostante il prezzo allettante, non erano nella migliore delle posizioni. Come si è detto, la sorpresa in questo caso l'avrebbero data i Francesi. Per disfarsi invece dei missili SAM portatili, RBS-70 e Blowpipe, erano in competizione Javelin e Mistral, mentre gli USA non avevano al 1991 deciso ancora se autorizzare la vendita dello Stinger. Il problema, comunque, non riguardava la Royal Guard Bridade di A.Dhabi, dato che questa aveva già un valido missile portatile di tipo 'fire and forget', ovvero l'SA-14 Gremlin, adottato di recente. Esso non era moderno quanto gli SA-16 e 18, ma era il meglio messo ufficialmente sul mercato.
Ma i mezzi che hanno impressionato di più in quella manifestazione erano i carri pesanti: i T-80U con motore da 1.250 hp, nelle evoluzioni in poligono avevano dimostrato grande agilità nonostante le 46 t; al Brasile era offerto a 2,2 mln di dollari l'uno. I conducenti russi erano estremamente abili e sfruttavano al meglio questi carri armati, usati anche per tirare colpi da 125 mm. C'erano poi dei progetti di cacciacarri con missili AT-14 Kornet, i nuovi missili pesanti dell'esercito russo, con due uomini e 12 missili; i semoventi 2S6 Tunguska M da 34 t, che vennero usati per sparare contro bersagli ad 1 km di distanza, disintegrandoli con il volume di fuoco dei loro 3 mm. Erano offerti agli EAU in competizione con i Blazer, l'ADATS e l'Avenger. Presenti anche i semoventi 2S19 da 152 mm e 42 t, il BMP-3 (adottato da Abu Dhabi e in Kuwait, assieme ai Desert Warrior). Era anche presentato un carro da ricognizione sulla stessa base, con sistemi radar e ottici di osservazione; i BTR-80A con cannone da 30 mm; le torri da difesa costiera Bereg su scafo Maz 543, con il cannone navale da 130 mm, e che era unico nel suo genere. Esso integrava i 19 battaglioni con gli SS-C-1 Sepal dell'esercito russo (e di alcune unità siriane). Vennero anche presentati vari altri tipi, come il sistema di difesa Pantsiyr S1 su scafo 8x8, con due cannoni da 30 mm e missili da 12 km di gittata, similmente al Tunguska, ma appunto su di uno scafo ruotato. Anche gli Ucraini avevano mostrato i loro prodotti, come il T-72AM Banan e il T-84, il primo era l'aggiornamento con corazze ERA del T-72, il secondo un mezzo che ha fornito un'ottima prestazione di mobilità, anche se il T-80U aveva maggiore accelerazione e silenziosità. Gli Slovacchi avevano presentato invece il trasporto 6x6 Tatrapan, il T-72 Moderna con due cannoni da 20 mm antierei, e il semovente 8x8 Zuzana da 155/45 mm, il successore del DANA da 152/39 mm, con un cannone di tipo occidentale e più potente. Presenti anche la Bulgaria, la Turchia, la Grecia, e le industrie locali. Molto grande lo stand dei Sudafricani,forti del successo dei G6 semoventi. Questi vennero usati anche contro bersagli al suolo, a tiro diretto, distruggendo un carro bersaglio con una cannonata in pieno. Visto dal vivo, questo mezzo venne considerato da molti il più impressionante di IDEX; mostrata anche la blindo Rooikat e l'APC Casspir, che venne fatto transitare su di una mina da 20 kg: l'esplosione fece saltare una ruota a 30 m di quota, ma l'equipaggio all'interno non ebbe danni e la riparazione del mezzo richiese complessivamente appena 17 minuti, quando gran parte dei mezzi sarebbe andata totalmente distrutta. Presentato anche il lanciarazzi Bataleur con 40 armi da 127 mm con portata di 36 km. La torretta del G6 era installabile anche sui T-72, mentre il programma del cannone G7, su scafo G6 ma con arma da 203 mm, non aveva avuto seguito. Tra gli altri mezzi sudafricani presentati un mezzo leggero paracadutabile, l'MM4, che peraltro era anche questo con capacità antimine; il prototipo TTD di un nuovo carro armato, da 54 t, con motore 920 kW con cannone da 105 e anche da 120 mm in seguito. Era simile al Leopard 2. Oltre ai G6, Bataleur, Rooikat, era anche presente l'elicottero Puma modificato con un armamento di 8 missili TZ-5, 36 razzi da 68 mm e cannone da 20 mm (400 colpi). Vennero anche presentati innumerevoli armamenti americani, indiani, britannici, francesi ecc. Venne data ufficialmente notizia della fornitura, prima rimasta segreta, dei missili Aspide/Skyguard al Kuwait, parte dei quali distrutta dagli irakeni, e si pensava ad aggiornare la fornitura agli ultimi standard, mentre era anche annunciato l'aggiornamento delle 'Niteroi' e di una corvetta 'Inhauma'. Altre armi presentate il semovente Caesar 6x6, l'AMX-10RC con la torretta TLM 105. La dimostrazione di fuoco del sistema Skyguard-Ahead con le munizioni da 35 mm di nuova generazione comportò la distruzione di 4 bersagli aerei Banshee, ciascuno colpito grazie ad una raffica di circa 24 colpi. La Mowag svizzera presentò anche il Piranha 8x8 con cannone a canne rotanti da 25 mm e 4 missili Mistral, come concorrente per un programma di semoventi; la ROF britannica ne propose una versione con mortaio da 120 mm , così come una torretta TMUAS su scafo M113 americano. Vennero anche presentati gli Hummer 4x4 con sistema missilistico Hellfire e il sistema ADSAMS, con una delle batterie in consegna all'esercito norvegese (basata sui missili AIM-120), cosa che però trovava la contrarietà di Israele, intenzionato a non lasciare introdurre missili del genere (facilmente adattabili anche all'uso su aerei) nell'area, temendo di vedere compromessa la sua superiorità addestrativa con armi 'intelligenti' a medio raggio diffuse nell'area.
 
In ambito navale erano presenti molte unità, tra cui ben 4 italiane (fregata Scirocco, pattugliatore Driade, due cacciamine), e un minisommergibile X199, portabile dai minisottomarini MG-120 da 120 t (27,5 m, 120 t, velocità 10 nodi, autonomia 2.000 nm, equipaggio 6 elementi), il più grosso dei sottomarini della Co.Smos. di Livorno, capace anche di portare 2 siluri o 12 mine. Questa misconosciuta ditta operava dal '56, fondata da un ex- della X MAS, e fornitore di punta del settore a molte marine, ma con ordini in genere 'coperti' dal segreto. I Russi avevano a loro volta simili mezzi in esposizione, tra cui i Triton da 2 t e fino al Piranha, capace anche di lanciare 2 siluri; c'era anche l'hovercraf Gepard; gli ucraini avevano mandato una fregata da 3.600 t, ma sopratuttoisoprattutto i francesi avevano in esposizione la La Fayette, ordinata di recente anche da Taiwan e Sauditi, le cui linee, molto belle, pulite ed eleganti, date dalle esigenze stealth, l'hanno resa anche la nave di gran lunga più notata e ammirata, così diversa dalle altre navi da guerra e così avveniristica nelle forme. Gli Olandesi presentavano un sottomarino classe 'Walrus', senz'altro meno notevole come aspetto, ma pur sempre uno dei migliori sul mercato.
 
===1997<ref>Poli, Clerici, Nativi: ''Idex 1997'', RID p.20-29</ref>===
 
===2007<ref>Nativi, Andrea: ''Idex '05'', RID Apr 2007 P.30-39</ref>===
Tra il 2000 e il 2005 gli Stati del Golfo hanno speso complessivamente un valore in armamenti pari a 233 miliardi di dollari e questo da solo fa capire l'importanza dell'IDEX, che è la principale mostra della regione. La spesa di altri 36 mld di dollari nel 2006 nel settore delle armi, in genere le più sofisticate, è un altro segno di come l'attenzione di tutto il mondo del settore fosse sempre più concentrata nella regione. Gli EAU avevano una spesa per scopi militari ufficiale di 2,5 mld di dollari l'anno, ma era destinata a crescere con investimenti per dieci miliardi negli anni successivi. Questo va confrontato con una forza complessiva di uomini in armi di appena 55.000 effettivi; data la carenza di locali, un terzo delle truppe erano in realtà straniere. Questo ricorda altre realtà, come la Libia. Anche negli EAU la popolazione è ridottissima, di circa 2,5 mln di abitanti, e ben 1,5 di questi sono stranieri, per giunta senza cittadinanza. Contando quelli che la cittadinanza ce l'hanno, ma sempre stranieri sono, si arriva all'80% dell'intera popolazione degli EAU. Questo combacia praticamente con quanto noto anche da inchieste giornalistiche recenti, che puntano il dito sulla situazione di sfruttamento che la minoranza locale infigge sul gran numero di immigrati, specie per sviluppare i cantieri e i servizi. Data la ricchezza degli Emirati relegata nelle mani dei pochi 'indigeni', la loro propensione ad arruolarsi nelle F.A. affrontando una vita comunque piuttosto dura, anche nelle loro ben equipaggiate basi, è scarsa. A questo si aggiunge il fatto che la forza di reazione rapida messa sù dai Paesi del Golfo è di appena 5.000 effettivi, concentrati in Arabia Saudita, così ci sarebbe davvero poco da sperare senza l'intervento americano, in caso di problemi per gli Emirati del Golfo. Anche nella IDEX del 2007, organizzata al solito ad Abu Dhabi, vi sono state innumerevoli novità, sopratuttosoprattutto concretizzate dal 2000 in poi, quando i programmi di riarmo divennero ancora più veloci e incisivi. La manifestazione ha avuto un nuovo centro espositivo, presidiato ed inaugurato dalle massime autorità dello Stato, ma scarso in efficienza e molto costoso. In tutto arrivarono 860 espositori di 50 nazioni, con una significativa presenza italiana di Finmeccanica e Fincantieri. Negli anni precedenti la parte del leone la facevano i mezzi russi e poi anche ucraini, come detto prima: specie i T-80, ma persino i meno potenti T-90, erano in grado di salire per le cunette tanto veloci (seppure completi di corazze ERA, sistemi di guerra elettronica ecc) da volare per diversi metri, una specialità delle loro esibizioni. Ma nel 2007 il tempo per le esibizioni a fuoco e in movimento era diventato limitato, mentre più importanti erano i contratti e i convegni vari. Essendo un Paese arabo, a differenza di altre manifestazioni (come l'ILA di Berlino) le hostess in abiti succinti non erano ammesse. I carri russi nel 2007 non si sono presentati. In compenso, l'unico carro presente era un inedito Leopard 2 spagnolo, accompagnato dall'IFV Pizarro. Il clima, dato che l'IDEX si presenta a febbraio o a marzo, sono ragionevolmente gradevoli per il Golfo. Quello che era già allora presente era l'attività edilizia di Dubai, una frenesia che portava a costruire grattacieli e torri, capaci di dare sfoggio della potenza dei loro committenti, ma che senza le infrastrutture necessarie rendevano Dubai una città dissestata, con ingorghi di ore ogni giorno. Nel frattempo, per ragioni difficili da comprendere, il turismo, su cui puntava Dubai, stava dando delle grosse soddisfazioni e un afflusso di turisti enorme (e che l'inviato di RID non risciva a spiegarsi). Anche per questo Abu Dhabi, rimasto immune da questa filosofia 'palazzinara', era ideale per ospitare una rassegna di tante dimensioni, con poligoni e spazi aperti.
 
Detto dell'evoluzione del salone, l'importanza diretta per le F.A. e le industrie si basava su molti contratti in corso, sia locali che internazionali. Tra le notizie la scelta dell'A.330 come trasporto-tanker (3 aerei in consegna dal 2011), ma forse c'era ancora speranza per il KC-767; in ballo l'A-400M per rimpiazzare i 6 C-130H e L-100, ma poi le cose, come si sà, si sarebbero risolte a favore del C-130J; gli arabi erano interessati però alla scalata dei gruppi europei, per esempio il Qatar voleva una quota fino al 10% di EADS. Il rinnovo degli addestratori Grob-PC-7-Hawk 63/102 era di grandissimo interesse, cosa che era dovuta all'ordine per 80 F-16 e alla presenza di 65 Mirage di cui 32 di nuova costruzione allo standard Mirage 2000-9 e gli altri aggiornati allo stesso livello. Si parlava di 24 aerei basici almeno, e di 40 avanzati, con un costo complessivo di 1,5 mld di dollari. I finalisti già si conoscevano: per l'addestratore basico Super Tucano, PC-9 e M-311, per quello avanzato T-50 Hawk 128 e M-346; tra i mezzi scartati il T-6, KT-1, K-8. MiG-AT e Yak-130. Si sperava di ricevere gli aerei già dal 2009. Alenia-Aermacchi era in gara per entrambi i requisiti e poteva dichiarare di ridurre del 14% delle ore di volo la formazione del pilota con uno schema 'tutto getto', e i costi del 35%. Ma c'era il problema di procurarsi un po' di soldi per sviluppare completamente l'M-346, in particolare mancava la commessa italiana per l'AM. In ogni caso si sapeva già che si sarebbe dovuto almeno assemblare una parte degli aerei vincitori localmente, a Mubadala. Importanti anche la gara per l'aereo AEW, possibilmente 4 E-2C ex-USN, ma si poteva anche trattare di E-767. Gli EAU si erano anche interessati di trasporti con un ordine per un An-124 e 5 An-32. La necessità sarebbe quella di sostituire i 7 CN-235, e tra i contendenti c'era anche il C-27J (erede dell'unico G.222 comprato a suo tempo dal Dubai). Quanto agli UAV, il primo acquisto è stata una batteria di Schiebel S-100 austriaci, da cui è stato estrapolato poi il locale Al Sber; la ADCOM già presentava vari velivoli di cui alcuni in servizio con le F.A.: tra questi sia sistemi ad elica che e a getto, e persino pattugliatori marittimi con radar e MAD (Falcon), e grandi velivoli come lo Yabhon RX-6 e l'RX-18 Male da 18 m di apertura alare. Selex presentava, da parte italiana, UAV come l'ASIO, OTUS e Strix.
 
===2009<ref>Nativi, Andrea: 'Idex '09', RID Apr 09</ref>===
La crisi economica ha colpito duro anche negli EAU, ma non tanto da infliggere danni ai loro programmi militari. Nell'IDEX 09 sono stati annunciati numerosi programmi militari. La manifestazione è stata un successo con oltre 100 mila m2 di estensione e oltre 40 mila visitatori professinali. Dubai è in sofferenza sopratuttosoprattutto perché non ha praticamente petrolio, non più almeno, e la sua ricchezza è la sua condizione di piazza finanziaria e paradiso fiscale. Ma la bolla speculativa è esplosa, rallentando lo sviluppo dell'Emirato, che si è ritrovato per la prima volta pure vari cantieri bloccati. Abu Dhabi è più solido, dato che ha il 9,15% delle riserve di petrolio mondiale, e il 3,35% di quelle di gas.
 
Tra le novità di questa manifestazione vi sono gli ordini assegnati per un valore senza paragoni al mondo: oltre 5 miliardi di dollari di contratti, nonostante l'aria di crisi economica sia già riuscita a colpire anche gli Emirati. I BMP-3 presto potrebbero essere radiati e le loro torri (a quanto pare si tratta di un sistema d'arma valido, per quanto piuttosto bizzarro) recuperate e sistemate sui blindati Patria 8x8 filnandesi. I Russi offrono prodotti di medio valore rispetto a quelli cinesi e occidentali; i primi sono estremamente economici, ma anche il loro valore non era dei migliori in termini di efficienza. Nondimeno si sono presentati in forze e hanno occupato con un gran numero di progetti e prodotti vari padiglioni della mostra, tanto da oscurare anche la massiccia presenza russa. Questa era stata rinfrancata dalla scelta del Pantsir (sistema a.a.) mentre gli Ucraini avevano avuto ordini per 90 blindati Guardian ruotati. Molto presenti anche i fabbricanti arabi e Turchi (che hanno prodotto gli M113 per gli EAU), tra questi i blindati leggeri Al Shibl 1 e 2 sauditi. Innumerevoli le novità presentate, dal Sudafrica alla Svezia, alla Corea del Sud. Gli EAU dal canto loro hanno realizzato l'unica industria cantieristica della regione e hanno una realtà industriale solida con una buona tecnologia. La Caracal ha presentato in questa occasione la pistola SC , ma anche gli UAV erano presenti: la ATS era stata prima implicata nella produzione di proiettili leggeri e poi di aerobersagli, e il passo è stato rapido per produrre poi dei veri velivoli senza pilota. La loro ultima creazione è lo Smart Eye. Quest'ultimo è un velivolo di cui si sentirà probabilmente parlare nei prossimi anni. Questo grosso aereo, simile ad un Predator, con elica spingente e set di sensori nella solita 'testa di balena' anteriore, è un velivolo fuori dal comune anche per i tempi moderni, così ricchi di UAV. La sua apertura alare è di 21 metri, ha 150 litri di carburante e pesa malgrado questo solo 1.300 kg. La sua autonomia, di conseguenza, è straordinaria. Il motore a benzina consente 5 giorni di funzionamento. Inoltre è presente un mini-turbogetto, che consente quando azionato di alzare la tangenza da 6 mila a 8.000 m. Sarebbe già in costruzione in un lotto di 20 esemplari, ma per ora non ha ancora volato anche se ne sono in costruzione 3 esemplari. Inoltre la stessa compagnia ha presentato anche l'elicottero Yahbohn Noble, pesante 630 kg e capace di 140 kmh. I mezzi terrestri hanno visto il successo dei blindati Nimr prodotti dalla Bin Jabr, con oltre 500 mezzi prodotti per l'esercito e una commessa per 120 mezzi anche per la Libia. Un altro oggetto interessante è l'Agrab, che è in sostanza l'RG-31 della BAe, con una torretta con mortaio da 120 mm automatico, di cui 48 sono stati ordinati dagli EAU. Sempre nella IDEX di quest'anno sono stati ordinati 4 C-17 e 12 C-130J, tutti finanzati da Al Waha Capital; il Qatar ha già ordinato vari C-130J e 2 C-17 poco tempo fa, è davvero bizzarro ma questi mini-Stati si troveranno con aerei che nemmeno le potenze europee si sono potute permettere. In trattativa vi sono anche i missili Patriot PAC-3 e addirittura il THAAD anti-missile esoatmosferico, per i quali il Congresso americano ha già dato l'assenso; la conversione di due DASH-8 in pattugliatori ASW, 3 radar di controbatteria Cobra, mezzi antimina RG-31, mitragliere da 27 mm, fucili sniper DRS-7 e M7. Non è tutto, perché nel settore aereo sono anche stati prescelti in linea di massima 4 E-2C di seconda mano per il settore AEW, e due A-320 per compiti SIGINT, che da soli valgono un mld di euro, con set avionico Elettronica (autoprotezione), Selex, Thales, Rhode&Schwarz; confermata la nuova commessa per 14 UH-60M da trasformare, come i 26 già in servizio, in macchine di supporto al combattimento. In termini di sistemi a reazione, vi è la produzione su licenza del razzo RGW da 60 mm controcarri, lo sviluppo dei razzi leggeri 'intelligenti' Talon-LGR per gli Apache, la realizzazione di un impianto per produrre blindati e corazzati 4x4 e 6x6 di progettazione locale nonché gli Eagle IV della Mowag. Infine la Patria finlandese ha ricevuto un ordine per 8 mezzi portamortai (Amos svedesi?) da 120 mm. Naturalmente c'è stato anche il successo dell'M-346, mentre l'oramai invecchiato Hawk, che non ha avuto un successore in tutti questi anni, è stato scartato nella pur evoluta versione Mk128; poi è toccato al T-50, supportato dalla Lockheed-Martin. Una vittoria che ha fatto la differenza, dato il rischio nelle prospettive future dell'Alenia-Aermacchi. Si parla di 48 aerei e di consegne quanto più rapide possibile, magari dal 2011; questi dovrebbero essere 28 aerei in versione d'addestramento e 20 in versione specifica d'attacco, con un'esigenza iniziale manifestata per 60 aerei in tutto; il tipo d'attacco ha un radar Selex Vixen 500E e un pod da ricognizione-attacco, più 8 piloni per 3 t di carico. È ancora aperta la questione dell'addestratore per sostituire il PC-7, in questo campo viene proposto l'M-311 (ovvero il vecchio S.211 aggiornato di recente, nonostante che non avesse avuto a suo tempo molto successo), contro il PC-21 della Pilatus.
In tutto, 678 km2 (o 665 km2) di superficie, 216.078 abitanti nel 1990, aumentati a 709.573 al 2008, con un PIL di 26,97 mld di dollari (118imo al mondo), che però comporta 34.605 dollari di reddito pro-capite (32a al mondo). Il Bahrein è noto anche per problemi di tutt'altro genere, la violazione dei diritti umani con la pratica della tortura molto diffusa e denunciata, specie negli anni '80-90.
 
La sua capitale è Manama, la più grande delle città dello Stato, con 155.000 persone, capitale anche dell'economia con un fiorente commercio, sopratuttosoprattutto di petrolio. Attualmente vi sono i grattacieli più alti del mondo, uno in costruzione, l'altro in programma, da oltre 1 km di altezza, in competizione con quelli del Dubai.
 
Dopo oltre 150 anni di presenza britannica, il Bahrain ebbe una piena indipendenza nel '71 con un accordo che non comprendeva la difesa da parte britannica in un caso di emergenza; i britannici sperarono che Bahrain potesse prendere la leadership di una coalizione con il Qatar simile a quella che aveva formato gli EAU, ma piuttosto entrambi optarono per l'indipendenza. Dopo il ritiro inglese formò le sue Barhaini Defense Forces.
I pod Sharpshooter per la designazione e attacco bersali, destinati agli F-16, vennero ordinati nel 1993 e consegnati nel 1996.
 
All'Emirato venne offerta, nei tardi anni '80, una proposta apparentente allettante: in cambio degli F-5 venne 'messa sul tavolo' una squadriglia di 16 o 18 F-16N ex- USN, costruiti nel 1987-88; ma questi aerei, seppur superiori agli F-5, non avevano molte cose, come il cannone, non potevano nemmeno lanciare AAM, avevano l'avionica base dell'F-16A iniziale, ma sopratuttosoprattutto problemi di affaticamento della struttura (dovuti al loro ruolo di 'aggressors'), che richiedevano parecchio lavoro di riparazione. Alla fine l'offerta venne rifiutata, così come per gli F-16A e B ex-USAF, proposta molto più costosa, e gli F-16 già comprati dal Pakistan, ma mai consegnati causa embargo per il loro programma nucleare. Alla fine la scelta ricadde ancora sugli F-16, ma nuovi di zecca.
 
Settembre 1998, il programma 'Peace Crown II' vide un acquisto di dieci F-16C Block 40D + due in opzione, per formare il 2 TFS, ancora una volta sulla SIAB. Costo dell'operazione: 303 mln di dollari. Per questo secondo squadrone l'addestramento venne curato dal 1 TFS e dai corsi sulla Luke AFB e Tucson AFB. I primi dei nuovi F-16 vennero consegnati nell'ottobre 2000, mentre gli altri sei mesi dopo, appena prima di un altro epocale evento, l'attacco a NY. Tra i materiali forniti figuravano anche alcuni AIM-120B per un costo piuttosto modico di 13 mln di dollari, inclusa l'installazione del radar Northrop-Grumman AN/APG-68(V)8 più sistema IFF moderno. A tutto questo si aggiungono anche missili AGM-65 a guida IR (presumibilmente modello D), bombe GBU-12 a guida laser, pod Sharpshooter, ma si è parlato anche dei LANTIRN. Gli F-16 di nuova produzione hanno anche CRT a colori, mentre la predisposizione per gli AIM-120 è stata estesa agli aerei del primo lotto. Dato che gli F-16 sono stati comprati via FMS, hanno avuto s/nc USAF, ma poi hanno ricevuti anche quelli locali. I 90-0028 e 29 divennero 101 e 103 (Block 40D), gli F-16D hanno snc 90-0036/39 e i n.150, 152, 154 e 156. Infine, si sa che dell'ultimo lotto, i 90-0030/35 sono i C Block 40E, diventati 105-115.
Si è parlato spesso del 6 TFS, unità che in effetti, pur avendo gli aerei di prima linea più vecchi, è anche la più importante e significativa dell'aviazione dell'emirato. Sono macchine superate, ma come molti 'vecchi guerrieri' di sana costituzione, possono regalare dispiaceri. Il loro radar AN/APQ-159 non consente di vedere gli Hawk e gli F-16 a distanze superiori ai 30 km, molto meno della portata degli APG-68, che con frequenza di ripetizione alta cerca bersagli a lungo raggio, e con quella media ottiene informazioni sulla distanza. Di fatto è possibile, con questo sistema, trovare bersagli anche a bassa quota, e agganciarli alle armi di bordo molto prima di quanto non possano fare i Tiger. Il suo pilota deve quindi fare affidamento all'apparato RWR, lanciatori di chaff e flare ventrali, e alle manovre tattiche. Se riesce ad avvicinarsi, è possibile affrontare in combattimento ravvicinato l'avversario e l'F-5, con la sua tinta grigio chiaro uniforme (come del resto l'F-16) è un oggetto difficile da vedere, grazie alla sua sagoma piccola e allungata, un po' da 'squalo'. Con i soli AIM-9 alle estremità alari, l'F-5 è in grado di manovrare sorprendentemente bene, specie a bassa velocità e sul piano verticale, riuscendo a controllarsi anche a velocità bassissime. L'F-16 sembra, nonostante la potenza esuberante, in difficoltà e il pilota ricorre al postbruciatore per guadagnare energia, ma così si espone all'attacco dei missili AIM-9M, che sfruttano le loro capacità di ingaggio 'all aspects', ovvero contro oggetti da tutte le direzioni, solo se questi hanno sufficiente calore emesso, mentre gli F-5, per quanto poco potenti, sono piuttosto 'freddi' al confronto, anche con i due motori con AB inserito. Malgrado non siano avanzati come gli F-16 e non siano agili come gli Hawk in virata, sono ancora dei preziosi combattenti, capaci di dare dispiaceri anche ad avversari più potenti (come scoprirono, per esempio,gli F-104S italiani contro gli F-5 turchi, pur se privi di radar). Peccato che gli F-5 non siano stati aggiornati debitamente con sistemi ECM più efficaci e con un radar come il Grifo (scelto per vari utenti di F-5 e di MiG-21/F-7) o l'APG-67. Del resto, l'F-20 era proprio ed essenzialmente questo: un F-5 con un radar multimodale moderno (AN/APG-67) e un motore solo, ma di potenza esuberante (F404, quello dell'F-18). Purtroppo venne abbandonato un po' prematuramente, lasciando numerose aviazioni a svenarsi con aerei un po' troppo complessi come l'F-16.
 
In ogni caso la RBAF, designata (per quel che vale) da GW Bush come una 'major non-NATO ally' è considerata abbastanza forte da resistere ad aggressioni esterne prima che arrivi una coalizione di 'amici', ma per questo c'è sopratuttosoprattutto la politica che deve fare la sua parte. In futuro si pensa a nuovi aerei, come l'F-35, EF-2000 o altri tipi, ma ancora è presto per dire cosa succederà.
 
==Qatar==