Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/El Salvador"

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==La guerra del Calcio (1969)<ref>Da Fre, Giuliano: ''Guerre dimenticate'', RID Maggio 2009</ref>==
C'erano già stati scontri di frontiera tra Costa Rica, Honduras e Nicaragua tra il 1948 e il 1959, ma poi le tensioni di confine tra questi staterelli centro-africaniamericani vennero stemperate e si pensò di appianare i contrasti anche grazie alle cose 'in comune': l'ODECA, il CAFTA, e l'addestramento comune per le F.A. alla famigerata 'SCuola delle Americhe' di Panama.
 
Fu l'entrata nel confine honduregno di ben 300.000 lavoratori salvadoregni illegali, diretti verso le zone incolte del ben più grande vicino, che iniziò ad alterare i rapporti diplomatici. Per quando si giocò la partita delle nazionali a S.San Salvador il 15 giugno 1969, i problemi erano già diventati profondi: a Tegucigalpa vi furono assalti e vittime alle rappresentanze salvadoregne, decine di migliaia di immigrati venivano nel frattempo buttati fuori dai confini territoriali. Vi furono degli incidenti di confine, il 27 giugno le relazioni diplomatiche vennero rotte da parte del Salvador e il 4 luglio due T-28 honduregni venivano costretti all'atterraggio (erano disarmati) da un caccia salvadoregno. Il 14 luglio i salvadoregni attaccarono oltre confine e presto furono a 8 km entro il territorio, occuparono due isole del Golfo di Fonseca e colpirono con la loro piccola aviazione gli aeroporti dell'Honduras. La campagna d'odio contro i vicini non pagò il presidente Gererale Arellano, il despota honduregno dell'epoca.
 
Quanto alle forze aeree, il Salvador ebbe i primi corsi di pilotaggio nel 1917, 1922 con il servizio di Aviazione militare del Salvador, 1925, il Cuerpo de la Aviacion Salvadoregna; novembre 1934, i trasporti militari (TAS), 18 maggio 1946, nasce la FAS.
In tutto, la modesta FAS aveva il Grupo de Combate con l'Escuadron Caza y Bombardero (1a sq con i Mustang, 2a con i Corsair); l'Escuadron de Transporte (3a e 4a squadriglia), e l'Escuadron de Riconocimiento (5a e 6a). Poi vi era il Grupo MART per la manutenzione, radiocomunicazione e trasporti; le unità di supporto e minori, tra cui una cp parà, l'Escuadron de Apoyo e quello di Seguridad (per la base di Ilopango).
 
Quanto all'Honduras, la sua aviazione era sopratuttosoprattutto a La Mesa. Ben armata e organizzata, aveva uno squadrone F4U con 11 aerei dei tipi -4 e -5, superstiti di 21 comprati nel 1956-61 e due squadroni con i T-28, non più di 24 in servizio dal '67, circa 20 trasporti C-47 e 54, una ventina di aerei leggeri come i C-45 e U-17A, infine addestratori BT-13 e AT-6 e finalmente 5 S-55 comprati nel '65.
 
Tutto questo non consentiva una netta superiorità di una parte sull'altra e così il risultato era da stabilirsi con l'abilità tattica dei soldati e comandanti. Circa 12.000 salvadoregni passarono il confine quel 14 luglio, una piccola armata su 2 divisioni e vari blindati e artiglierie, nonché reparti di cavalleria. Dalle 16.30 vennero fatti decollare circa 30 aerei che supportarono i combattenti a terra, ma nel caso dei C-47 modificati come bombardieri anche la capitale Tegucigalpa venne attaccata senza che i reparti da caccia potessero fare nulla per contrastarli. A terra non vi furono grossi danni, ma molto terrore e confusione.
 
Le battaglie aeree tra le opposte aviazioni iniziarono il 15 luglio, quando un Corsair salvadoregno ne abbatté uno honduregno; un Corsair salvadoregno venne a sua volta abbattuto da un piccolo T-28, e un C-47 venne colpito da un altro Corsair della FAH. Così per ora era un 2:1 per l'Honduras. La sua aviazione lanciò una serie di attacchi al suolo con i DC-3 e 4 Corsair, questi ultimi mandati su Ilopango. Questi si avvicinarono simulando di essere una formazione del salvador, invece all'improvviso virarono e sganciarono bombe sul campo, una sola delle quali centrò un hangar. Altri 3 Corsairc colpirono Porto Acajutla danneggiando una fabbrica e sopratuttosoprattutto una raffineria. La contraerea colpì due aerei e uno venne costretto ad un atterraggio forzato, venendo catturato dai Salvadoregni.
 
Questi persero poco tempo con questi attacchi strategici e si concentrarono nell'appoggio tattico. Nondimeno, un C-47 venne gravemente danneggiato da un F4U honduregno. ALtri sei aerei del Salvador andarono su Tegucigalpa e colpirono al suolo una mezza dozzina di aerei d'addestramento, addirittura una bomba atterrò sul palazzo presidenziale, ma senza esplodere.
Vari successi vennero ottenuti anche contro le F.A. in operazioni offensive, incluso l'abbattimento nel maggio 1981 (l'11 maggio per la precisione ) di un UH-1H. A metà del 1981 arrivarono altri 8 elicotteri analoghi, più altri aiuti per 49 mln di dollari. Nel 1982 si era giunti ad un totale di 82,5, più i 2 per l'educazione degli ufficiali nella 'Scuola delle Americhe' di Panama. La prima controffensiva di questa piccola ma sanguinosa guerra civile venne lanciata l'8 luglio 1981 nella zona di Cabanas.
 
Gli Ouragan bombardarono in quest'occasione anche il confine con l'Honduras. Il loro armamento, oltre ai cannoni (non è chiaro se erano ancora i 4 da 20 mm o due da 30 mm al loro posto) era sopratuttosoprattutto costituito da razzi americani a 19 colpi calibro 70 mm, oppure due coppie di lanciatori a 7 colpi dei simili SNIA-BPD HL-7-80 da 80 mm (probabilmente erano gli Snora, antenati dei 'medusa' e figli di un programma congiunto con gli svizzeri).
 
I Fouga CM.170 Magister superstiti alla guerra erano 5, di cui negli anni '90 non più di due efficienti. In genere operavano congiuntamente con gli Ouragan e gli A-37B.
 
 
Nel frattempo, per aumentare l'efficienza dei reparti vennero addestrati almeno 117 uomini della FAS a Panama nel solo 1984, più i 98 del 1983 e quelli che sarebbero seguiti, mentre altri 118 vennero addestrati negli USA, più altri 16,4 milioni in assistenza che vennero usati sopratuttosoprattutto per costruire infrastrutture come nuovi hangar a Ilopango o interi nuovi aeroporti. Ma anche così i problemi di efficienza non erano del tutto risolti, anche se si era sulla buona strada. Nel frattempo l'esercito aveva finalmente costituito unità speciali ben addestrate ed equipaggiate per compiti di ricognizione e fanteria leggera eliportata, con la possibilità di portare anche compagnie intere dagli elicotteri e con l'assistenza degli O-2 da ricognizione. Finalmente era possibile combattere scegliendo il posto e il momento, mentre i due AC-47 si dimostravano le migliori armi di supporto dell'intera FAS, anche perché operavano da quote abbastanza elevate (grazie anche all'uso delle 12,7 mm anziché le minigun da 7,62). Per gli elicotteri, invece , i problemi dati dalle armi leggere della guerriglia erano troppo elevati. Gli americani aiutavano talvolta anche in maniera diretta, per esempio recuperando (giugno 1985) un UH-1H con un CH-47E del 101 st Battalion (in Honduras), dopo che per i danni subiti era stato costretto ad atterrare in un territorio difficilmente raggiungibile. Ma i guerriglieri non mollavano e nell'ottobre 1985 colpirono duro, uccidendo 100 soldati al centro di addestramento di La Union.
 
 
Nel 1986 gli americani continuavano il supporto con la fornitura di fino a 63 elicotteri UH-1, il che aiutò a fornire un maggior supporto alle truppe di terra. Ora c'erano anche i piccoli Hughes 500 usati come cannoniere armate di Minigun. Inoltre l'esercito evacuava dalle zone controllate dai ribelli migliaia di persone mandandole in campi di sfollati, deprivando così del supporto del popolo i ribelli. Un altro importante contributo lo diedero 5 UH-1 trasformati in aeroambulanze (3 posti), che diedero molta più tranquillità ai militari salvadoregni in azione, almeno in termini morali (assieme all'assistenza degli ospedali militari, pure migliorata). Questo ridusse le perdite dell'esercito e i soldati, maggiormente rassicurati, combatterono con maggiore impegno dato che sapevano della possibilità di sopravvivere anche se feriti in combattimento.
 
In tutto la FAS era cresciuta fino a 2.500 effettivi di cui 5 squadroni e un battaglione di parà, ma solo 70 piloti che dovevano manovrare 135 velivoli, sopratuttosoprattutto elicotteri. C'erano adesso 8 Ouragan per lo squadrone cacciabombardieri, 10 A-37B e i due AC-47 per quello COIN, più 11 O-2A e 2 O-2B dello squadrone da ricognizione. Quello trasporti aveva 5 C-47, 1 DC-6, 3 Arava e due C-123K. Infine lo squadrone addestratori aveva 6 CM-170 e un T-41D. Erano sopratuttisoprattutti gli elicotteri i protagonisti della guerra aerea: nel 1987 c'erano 9 Hughes 500, 14 UH-1M, 38 UH-1H, 3 Lama e 3 Alouette III.
 
Inoltre v'era un centro specializzato in 'intelligence' specie per compiti COIN, a Ilopango, il che aiutava molto lo svolgimento delle operazioni, mentre l'apporto dell'US Army era svolto con i Grumman OV-1 Mohawk (vagamente parenti, in progettazione e funzioni, degli E-2 Hawkeye) del 24th Military Intelligence battalion di Palmerola AB (Honduras), con voli frequenti, così come lo erano quelli degli 'Spectre' da Panama. Oramai anche il rispetto dei diritti umani era di qualcosa migliorato, ma la FAS colpì anche con violenza certe aree controllate dai ribelli con gli A-37 e UH-1 armati anche con bombe. Tuttavia, nonostante i massacri, Duarte venne rieletto. Oramai l'FMLN aveva solo 7.000 effettivi contro 42.000 soldati, e le cose si mettevano male.
Dopo Duarte venne eletto un moderato, tale Christiani, ma l'11 novembre 1989 venne lanciata una nuova offensiva da parte dei guerriglieri, una specie di 'Tet' alla salvadoregna. Era una vera sorpresa che vide attacchi e combattimenti anche nelle principali città come San Salvador, tanto che anche la base di Ilopango rischiò di essere distrutta dall'attacco. Tuttavia, come nel Tet vietnamita, tale azione, forse perché condotta chiaramente con forze insufficienti, fu un fallimento che causò alla guerriglia più danno che utile. A terra rimasero 1.773 guerriglieri e altri 1.717 vennero feriti. I salvadoregni ebbero a loro volta perdite terribili nelle forze armate, ma erano più numerosi e supportati dall'aviazione. Questa ebbe delle perdite, e forse la più sorprendente fu quella del 18 novembre: un A-37B venne colpito con una fucilata da un tiratore scelto con un Dragunov. Il copilota fu ucciso e il pilota, evidentemente non in grado di salvare l'aereo, si eiettò.
 
La guerriglia però rimase attiva anche dopo questo fallimento e le perdite continuavano a ritmi elevati: anche 2.000 all'anno tra militari e poliziotti. SopratuttoSoprattutto, però, successe finalmente quello che prima o poi era fatale che succedesse: l'arrivo di un lotto di missili SA-7 rinforzò l'armamento dei guerriglieri. Successe nel 1989, ma curiosamente una scena simile è riportata in Predator, un film ambientato in centro-America che già parlava di un elicottero abbattuto da un missile 'a ricerca di calore'. Una premonizione, visto che è una pellicola del 1987. Per i Salvadoregni cominciarono i guai nel 1990. Questi missili erano vecchi già allora, superati da Stinger, SA-14 ecc, ma nondimeno efficaci. Il 2 febbraio venne abbattuto un H-500E, il 18 maggio un H-500D e il 26 settembre un O-2A. Ma non era ancora che l'inizio, perché un anno dopo la fallita offensiva, nel novembre del 1990, oramai con la FLMN in trattative con il governo per un cessate il fuoco, vennero rinnovati gli attacchi su tutto il Salvador. In appena una settimana diversi elicotteri e almeno 4 aerei vennero abbattuti: unO-2A il 19 novembre, un altro distrutto al suolo il 20 da mortai, uno il 21 novembre (come l'altro, a Usulutan, mentre quello distrutto al suolo era a Ilopango); il 23 fu la volta di un A-37B e il 26 toccò ad un UH-1M. Ovviamente ricominciarono gli aiuti americani con il nuovo presidente Bush, che il 7 dicembre annunciò un aiuto per 48,1 milioni dal 1991. L'offensiva era però già ufficialmente terminata il 31 dicembre 1990 (pur continuando i combattimenti fino al febbraio successivo). Tra le perdite del 1991 figurava anche un UH-1 abbattuto con tre americani a bordo, di cui 1 venne ucciso nel crash e due mentre tentavano la fuga (ritorna l'episodio di 'Predator'). Tanto che, quando vennero consegnati il 29 gennaio altri 3 A-37B e 6 UH-1M, a tre di questi ultimi vennero assegnati i nomi dei tre americani uccisi (Pickett, Dawson, Scott).
 
I combattimenti continuarono fino al luglio 1991 almeno, quando finalmente si cominciò a fare sul serio in termini di pace: i guerriglieri non potevano vincere con gli USA pronti subito a ripianare le perdite materiali, e i governativi non potevano sopprimerli del tutto. IL 10 giugno 1991 un altro H-500 venne abbattuto e il 20 dicembre toccò ad un UH-1H dell'Honduras, che venne sorpreso dentro il territorio salvadoregno (Estonica, 130 km NE dalla capitale) uccidendo ben 11 soldati. Il 14 maggio toccò ad un H-500D andare perso per cause ignote, mentre l'ultima perdita ufficiale fu presumibilmente il C-123K caduto il 27 agosto 1992 a 100 km dalla capitale (l'sn-121). Alla fine, il cessate il fuoco venne raggiunto nel 1992 con una amnistia per tutti i combattenti e il disarmo della FMLN, diventata un partito legale; l'esercito salvadoregno ridusse di oltre il 50% la sua forza e venne soppressa la Guardia nazionale, famigerata per la sua brutalità. Venne creata una nuova polizia nazionale con membri ex-FMLN, ONU, osservatori stranieri ecc. Ovviamente vennero tenute anche libere elezioni.
Tra le sue forze di maggiore interesse la Guardia Nazionale, formata nel 1912 e dissolta nel 1992, una specie di unità paramilitare fondata dall'allora presidente Manuel Enrique Araujo e celebre per le violazioni dei diritti umani, specie durante la dittatura. Con gli accordi di pace di Chapultpec venne sciolta il 16 gennaio 1992.
 
Originariamente era sopratuttosoprajtutto una forza pubblica specialmente dedita al contrasto dei crimini nelle aree rurali del Paese, troppo complessi apparentemente per essere risolti dalla polizia 'normale'. Vennero così usati dei soldati, che però non avevano la preparazione per combattere contro i criminali in un ambiente molto difficile; così venne creata una istituzione che non era né totalmente civile né militare. Già riorganizzata attorno al 1914, ebbe tra l'altro il rimpiazzo del fucile Mauser di produzione spagnola con un altro Mauser di produzione Cecoslovacca (se così si può dire all'epoca) da 7,92x57 mm, rimasto in servizio fino al '61.
Nel corso degli anni, gli toccò anche partecipare alla 'Guerra del Futbol', o quella delle 100 ore, tra El Salvador e Honduras nel '69, supportando l'avanzata dei battaglioni 1 e 8 con un'ottima prova complessiva.
 
Nel 1983, il 28 dicembre, venne creato il Battaglione 15 de Septiembre, 218 elementi aumentati presto a 500, operando in seguito come centro per l'addestramento delle Special Forces e dissolto il 31 dicembre 1990. Vi furono successive evoluzioni nella struttura della Guardia nazionale, con una difficile definizione dei ruoli tra forza di sicurezza, unità antiterrorismo, persecuzione di nemici politici ecc. Il suo quartier generale a San Salvador era anche un centro di tortura, mentre la CIA era al suo solito, in supporto del governo di destra nella repressione di ogni genere di dissenso. Non casualmente venne dissolta nel 1992 dopo gli accordi di pace, con il personale integrato nell'Esercito e usato come guardie di confine: la Brigata speciale di pubblica sicurezza. Al 1988 aveva circa 4.200 elementi, aumentati fino a 7.700 alla fine del 1989, suddivisi in 14 cp, una per ciascun dipartimento dello stato, più altre unità come il gruppo di trasporti e la Polizia militare. Le armi all'epoca erano i fucili G-3 e gli M-16.
 
Tra le altre unità interessanti del Salvador vi è la Plus Ultra Brigate o Brigada Hispanoamericana, mista tra Spagna (1.300), Repubblica Domenicana, Honduras, Nicaragua (1.200) e per l'appunto il Salvador, che hanno supportato l'occupazione americana in Irak dal 2003, con mezzi e trasporti americani e addestramento avuto in Germania. Era davvero un segno dei tempi, che due nazioni prima rivali come il Salvador e il Nicaragua andassero a spalleggiare gli USA nella loro 'opinabile' campagna di occupazione dell'Irak. Gli ordini erano di evitare perdite umane proprie e anche altrui, con pochi episodi di combattimenti in cui morì un soldato salvadoregno. Erano basati vicino a Najaf e ad Al-Qadisiyyah, fino a che l'unità venne sciolta nell'aprile 2004, grazie all'elezione di Zapatero che subito dichiarò, come da intenzione, di ritirarsi da una guerra che non riteneva legittima. I Salvadoregni sono rimasti tuttavia in Irak; prima erano arrivati a 380 effettivi, poi ridotti -a dicembre 2008- a 200. Rimasti soli, peraltro, perché anche Nicaragua, Dominicani e Honduras hanno ritirato le loro truppe.
 
 
Un'altra unità interessante è l'Atlacatl Battaglion, una forza di risposta rapida alle crisi, nato nel 1980 alla (tristemente) famosa 'Scuola delle Americhe' dell'US Army, a Panama (all'epoca, ora è negli USA). Questa è stata tra le responsabili di molti dei peggiori crimini avvenuti durante la guerra civile. Il suo personale era stato addestrato a Ft Bragg dalle SF americane e dalla 82a aviotrasportata. Tra i risultati della sua attività, il massacro di El Mozote del 1981, e l'uccisione di 6 gesuiti nel novembre del 1989. Anche questo battaglione è stato sciolto nel 1992.
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