Differenze tra le versioni di "Biografie cristologiche/Canoni e pratiche"

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{{WIP|Monozigote}}
{{Biografie cristologiche}}
 
{{q|L'attesa messianica ebraica non è vana. Essa può diventare per noi cristiani un forte stimolo a mantenere viva la dimensione escatologica della nostra fede. Anche noi, come loro, viviamo nell'attesa. La differenza sta nel fatto che per noi Colui che verrà avrà i tratti di quel Gesù che è già venuto ed è già presente e attivo tra noi.|II.A.5}}
 
Che la Chiesa Cattolica consideri ''kosher'' l'attesa messianica — un'attesa che non si riferisce a Gesù di Nazaret — è certamente e benevolmenteaccondiscendentemente generoso da parte sua. Infine, la Commissione raccomanda: "I cristiani possono imparare molto dall'esegesi giudaica" (''ibid.'', "Prefazione"), cioè dalle interpretazioni ebraiche dei testi condivisi da chiesa e sinagoga. Pertanto, la connessione stabilita tra le due comunità si estende oltre le Scritture, alla storia della loro interpretazione.<ref>Per un ulteriore commentario, si veda Amy-Jill Levine, "Roland Murphy, the Pontifical Biblical Commission, Jews, and the Bible", ''Biblical Theology Bulletin'' 33.3, 2003, pp. 104-113; anche "The Jewish People and Their Sacred Scriptures in the Christian Bible: A Jewish Reading of the Document", ''The Bible Today'', maggio/giugno 2003, pp. 167-172.</ref>
 
Se gli ebrei rispondano in simile maniera a questi approcci di lettura cattolici è un'altra questione. Che i cristiani riconoscano le interpretazioni ebraiche non è la stessa cosa degli ebrei che riconoscano quelle cristiane. Per i cristiani non dovrebbe essere arduo vedere il servo sofferente di Isaia sia come Gesù sia come Israele, entrambi insieme; per gli ebrei è impossibile: in quel passo, "o l'uno o l'altro" è la sola possibilità. Ciononostante, data la tolleranza dimostrata dal documento della Pontificia Commissione Biblica verso l'interpretazione biblica ebraica, gli ebrei potrebbero almeno considerare quanto si possa reciprocare in merito. Se la Chiesa Cattolica può rigettare il supersessionismo, forse alcune sinagoghe potrebbero concedere che anche la chiesa abbia un'alleanza con Dio. Se il Vaticano può sancire la speranza messianica ebraica e la rispettiva interpretazione biblica, forse gli ebrei potrebbero riconoscere che le speranze e le interpretazioni cristiane sono legittime, almeno per la chiesa. Infine, gli ebrei possono certamente apprendere ed esaminare l'interpretazione biblica cristiana.<ref name="Contact">[https://books.google.co.uk/books/about/Jews_and_Christians.html?id=wWU4dSTVi_QC&redir_esc=y William Horbury, ''Jews and Christians in Contact and Controversy''], T & T Clark, 2006, pp. 25-36, 200-225; [https://books.google.co.uk/books/about/Reclaiming_the_Hebrew_Bible.html?id=_10XlzuofsMC&redir_esc=y Ran HaCohen, ''Reclaiming the Hebrew Bible. German-Jewish Reception of Biblical Criticism''], De Gruyter, 2010, pp. 217-223; si vedano inoltre i saggi di W. Rogerson, Moshe Idel, William McKane e Edward Breuer, in Magne Saebo (cur.) ''Hebrew Bible/Old Testament'' Vol. II, Vandenhoeck & Ruprecht, 2008, pp. 837-850, 943-952, 953-970, 1006-1023.</ref>
 
Naturalmente c'è una differenza tra la chiesa che stende una mano agli ebrei e il reciprocare degli ebrei con un riconoscimento dei ruoli cristiani dell'Alleanza. Gli ebrei fanno già parte della tradizione biblica della chiesa, e l'alleanza divina che la Bibbia descrive tra Dio ed Israele è quindi una componente necessaria della teologia cristiana, che sia superata o meno. Ma il Nuovo Testamento non fa parte della tradizione ebraica. Tuttavia, sia la chiesa che la sinagoga (e anche la moschea) affermano di essere figli di Abramo, ed entrambi sostengono una visione futura basata sull'idea che il Dio di israele è il Dio del mondo.<ref name="Contact"/>
 
Sebbene il passato ed il futuro mantengano delle comunanze, oggi la chiesa e la sinagoga hanno canoni differenti, vocabolari differenti, comprensioni differenti e pratiche differenti. Possiamo allora fare un'analogia "ferroviaria": sinagoga e chiesa potrebbero essere rappresentate come vagoni che viaggiano su rotaie parallele. In distanza, i vagoni sembrano uguali: hanno ruote segnate "Genesi" e "Isaia"; hanno carrozze ristorante; hanno controllori. Osservandoli più attentamente, le differenze cominciano a risaltare. La sinagoga inoltre ha ruote demarcate Talmud e Midrash, e la chiesa ruote demarcate Vangeli e Lettere. La carrozza ristorante della sinagoga ha brodo di matzo, mentre la specialità della chiesa è il prosciutto. I controllori della sinagoga includono Rashi e Maimonide; la chiesa ha Agostino e Tommaso d'Aquino. Ed i conduttori guidano su rotaie parallele, ma separate. Sono consapevoli, insieme ai passeggeri, che se un vagone deraglia, quasi sicuramente anche gli altri deraglieranno. Ma questa è solo la visione immediata. Se seguiamo quelle rotaie parallele verso l'orizzonte, ci accorgeremo che si incontrano. Gli scettici la chiamano illusione ottica; i teologi la chiamano visione divina. Nel lontano passato esisteva solo un binario, quello di Gesù e di Hillel, di Giacomo e di Akiva, poiché tutti i passeggeri erano ebrei. Se si sedevano in file separate, erano tuttavia sullo stesso binario. Non c'era distinzione tra "cristiano" ed "ebreo"; c'erano solo ebrei. Se quindi guardiamo l'altro orizzonte, vediamo che anche lì le rotaie si incontrano. Sebbene differenti, chiesa e sinagoga hanno gli stessi fini, la stessa destinazione, che si chiami ''[[w:Escatologia ebraica|olam habah]]'', [[w:Regno dei Cieli|regno dei cieli]], o [[w:Messia|era messianica]]. I rispettivi vagoni si fermano alla stessa stazione e hanno lo stesso capostazione che li riceve.<ref name="Contact"/>
 
==Note==
<references/>
 
{{Avanzamento|75100%|19 giugno 2015}}
[[Categoria:Biografie cristologiche|Canoni e pratiche]]
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