Differenze tra le versioni di "Biografie cristologiche/Canoni e pratiche"

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Le alternative a "Scritture ebraiche" o "Bibbia ebraica" sono ancor meno utili. "Primo Testamento" non riesce ad eliminare il supersessionismo o il confessionalismo, poiché "primo" implica un "secondo" e forse un "terzo" o "quarto". I cristiani inoltre potrebbero pensare che l'equivalente "Secondo Testamento" sia umiliante. Se l'"Antico" di "Antico Testamento" connota qualcosa di sorpassato, allora il "Secondo" di "Secondo Testamento" ha connotazioni ancor peggiori: secondo posto, seconda mano, seconda classificazione/qualità. Inoltre, il termine "Primo Testamento" o "Prima Alleanza" — la parola greca ''diatheke'' (διαθήκη), col significato di "Testamento" usato in "Nuovo Testamento", è il termine usato anche per "alleanza/patto" — appare nella [[w:Lettera agli Ebrei|Lettera agli Ebrei]] in modo negativo. [https://www.biblegateway.com/passage/?search=Ebrei+8%3A13&version=CEI;LND Ebrei 8:13] riporta: "Dicendo però «alleanza nuova», Dio ha dichiarato antiquata la prima; ora, ciò che diventa antico e invecchia, è prossimo a sparire." "Prima Alleanza" può anche essere tradotto "Primo Testamento". Sebbene la Lettera agli Ebrei stia parlando dell'alleanza fatta tra Dio e Israele al Sinai e non esplicitamente del canone della sinagoga, la frase degrada il termine "Primo Testamento".<ref name="Jill2"/>
 
Alcuni biblisti scelgono l'etichetta "Scritture ebraiche", forse con la speranza che aumenti il riconoscimento da parte degli studenti cristiani che il testo non sia soltanto l'Antico Testamento della chiesa. Sfortunatamente, "Scritture ebraiche" trasmette il messaggio che il materiale non sia di nessun valore per la chiesa. In alcuni casi, "Scritture ebraiche" rinforza l'idea che il testo ''equivalga'' ad Ebraismo. E neanche l'equivalente linguistico "Scritture cristiane" designa appropriatamente il Nuovo Testamento: chiamare il Nuovo TestamenteTestamento col termine "Scritture cristiane" implica che l'Antico Testamento non faccia parte del canone cristiano.<ref name="Jill2"/>
 
Cercando un termine comune che non offenda nessuno, gli studiosi ben intenzionati cancellano quindi non solo l'uso distinto del canone da parte dell'Ebraismo, ma anche la tradizione cattolica, oppure relega il Cristianesimo ad una condizione di seconda classe, oppure confonde molte persone.<ref name="Canone"/> Il problema dell'espressione "Antico Testamento" non si trova nell'etichetta, ma in una complesso di impostazioni culturali e di formazione cristiana. "Antico" non significa "cattivo". La "religione dei tempi antichi" è ancora e tuttora "buona" per molti. I bambini cristiani non crescono pensando che "Antico Testamento" significhi Testamento "meno buono" o "non buono". Non è la terminologia che deve cambiare: è l'istruzione cristiana. Invece di usare il termine protestante "Bibbia ebraica" falsamente neutrale e linguisticamente impreciso, i cristiani dovrebbero semplicemente continuare ad usare il titolo "Antico Testamento", che è il titolo riscontrato nelle Bibbie di famiglia e di chiesa. E gli ebrei dovrebbero continuare ad usare "Tanakh".<ref>Peter R. Ackroyd & Christopher F. Evans (curr.), ''The Cambridge History of the Bible'', Vol. 1, Cambridge University Press, 1970, ''ss.vv.''</ref><ref name="Jill2"/>
 
I titoli diversi di "Tanakh" e "Antico Testamento" evitano che il canone di un gruppo sia subordinato o sussunto al canone dell'altro; hanno inoltre il beneficio aggiunto di indicare che sia la sinagoga e sia la chiesa hanno la propria rispettiva storia, enunciata nel suo proprio ordine. La narrazione biblica della chiesa inizia con [[w:Libro di Genesi|Genesi]] e la Parte I (tralasciando le opere deuterocanoniche, che sono spesso stampate alla fine del Nuovo Testamento) finisce con il [[W:Malachia (profeta)|profeta Malachia]]. Tale conclusione ha certamente un senso: primo, segue l'ordine delle prime traduzione greche, create prima del completamento del materiale negli "Scritti" (''Ketuvim''). Inoltre Malachiapredice l'arrivo del [[w:Elia|profeta Elia]] "prima che venga il giorno grande e spaventevole del Signore" ([https://www.biblegateway.com/passage/?search=malachi%204%3A5&version=LND 4:5]). Elia fu il profeta del IX secolo [[w:e.v.|p.e.v.]] che ascese al cielo in un carro di fuoco (cfr. [https://www.biblegateway.com/passage/?search=2+Re+2%3A11-12&version=CEI;LND 2 Re 2:11-12]), e in cielo attende il suo ruolo futuro di annunziatore dell'era messianica. Malachia afferma che Elia "farà ritornare il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri" ([https://www.biblegateway.com/passage/?search=malachi+4%3A6&version=LND 4:6]) nel preparare la strada all'era messianica.
 
Il primo documento del Nuovo Testamento, il Vangelo di Matteo, funziona quasi come una ''precis'' della storia di Israele. Aprendosi con la genealogia di "Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo" ([https://www.biblegateway.com/passage/?search=matteo+1%3A1&version=CEI;LND Mt 1:1]), i primi due capitoli offrono sette citazioni dai Profeti che Gesù si dice abbia realizzato. Il più famoso di questi appare in [https://www.biblegateway.com/passage/?search=Matteo+1%3A22-23&version=CEI;LND Matteo 1:22-23]: "Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.»"<ref>Com'è che poi non l'hanno chiamato più Emmanuele? Cfr. Hans Huebner, ‘New Testament Interpretation of the Old Testament,’ in Magne Saebo cur., ''Hebrew Bible/Old Testament I.1'', Vandenhoeck & Ruprecht, 1996.</ref> Anche per Giuseppe, marito di Maria, vengono dati nessi col passato di Israele. A differenza del Vangelo di Luca, che identifica Giuseppe quale figlio di Heli ([https://www.biblegateway.com/passage/?search=Lc+3%3A23&version=CEI;LND Lc 3:23]), [https://www.biblegateway.com/passage/?search=Matteo+1%3A16&version=CEI;LND Matteo 1:16] riporta Giacobbe come padre di Giuseppe e quindi connette il padre putativo di Gesù col [[w:Giuseppe (patriarca)|precedente Giuseppe]], figlio di Giacobbe. Quando il Giuseppe del I secolo riceve sogni profetici e porta la famiglia in Egitto per proteggerla, vengono confermate le connessioni col [[w:Giuseppe (patriarca)|primo Giuseppe]]. Matteo pertanto offre un modello per cui la storia di Gesù si rifà sulle storie dell'Antico Testamento.<ref>Hans Huebner, ‘New Testament Interpretation of the Old Testament,’ in Magne Saebo cur., ''Hebrew Bible/Old Testament I.1'', Vandenhoeck & Ruprecht, 1996, ''s.v.'' "Joseph".</ref>
 
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