Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Gruppo 63"

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(prima stesura)
 
==Giorgio Manganelli==
{{vedi pedia|Giorgio Manganelli}}
Giorgio Manganelli nacque a Milano il 15 novembre 1922 e morì a Roma il 28 maggio 1990. Studioso di letteratura inglese e in seguito giornalista per varie testate (''l'Espresso'', ''Corriere della Sera'', ''Stampa''), si avvicinò alla neoavanguardia e a al Gruppo 63 per la sua insofferenza verso il realismo e la serietà degli ambienti intellettuali. Nei saggi raccolti nel volume ''La letteratura come menzogna'' (1967) espose il suo punto di vista sulla letteratura, intesa come contraddizione permanente, artificio e alternativa alla realtà. Nelle sue opere narrative a parlare è una voce che si sottrae continuamente, mentre proliferano le finzioni e il rigore razionale si mescola con eccessi barocchi. I generi tradizionali vengono sconvolti, mentre viene fatto ricorso al plurilinguismo, erede dell'esperienza di [[../Carlo Emiglio Gadda|Gadda]]. Rispetto allo scrittore lombardo, Manganelli risponde però a un freddo gioco intellettualistico, che punta allo ''humor'' nero e si sofferma sulle implicazioni psicanalitiche. Tra i suoi romanzi si ricordano ''Hilarotragoedia'' (1964), ''Nuovo commento'' (1969), ''Agli dèi ulteriori'' (1972), ''A e B'' (1975), ''Sconcluzione'' (1976), ''Pinocchio: un libro parallelo'' (1977), ''Centuria'' (1979), ''Amore'' (1981), ''Dall'inferno'' (1985).<ref>Giulio Ferroni, ''Profilo storico della letteratura italiana'', Torino, Einaudi, 1992, pp. 1129.</ref><ref>Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetto, Giuseppe Zaccaria, ''Moduli di storia della letteratura'', ''La narrativa del Novecento'', Torino, Paravia, 2002, pp. 262-263.</ref>
 
==Alberto Arbasino==