Differenze tra le versioni di "Storia della letteratura italiana/Umanesimo civile"

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==I classici e la filologia==
[[File:Gianfrancesco Poggio Bracciolini - Imagines philologorum.jpg|thumb|Poggio Bracciolini rinvenne il ''De rerum natura'' di Lucrezio e la ''Institutio oratoria'' di Quintiliano]]
Con l'affermarsi dell'Umanesimo si diffonde una nuova visione antropocentrica, che propone una visione ottimistica dell'uomo, capace di dominare la realtà e plasmare il proprio destino (''homo faber fortunae suae'') ricorrendo all'intelligenza e alla sua libera scelta. Questo però non comporta un rifiuto della religione cristiana, che nel Medioevo aveva sostenuto una visione ascetica dell'uomo; al contrario, si mira alla purezza originaria del messaggio cristiano, che secondo gli intellettuali dell'epoca era stato inaridito nei secoli precedenti.<ref>Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetti, Giuseppe Zaccaria, ''Moduli di letteratura'', vol. 1 ''Dalle origini all'età della Controriforma'', Paravia, Torino, 2001, p. 54.</ref> Da ciò nasce un sentimento di edonismo (cioè di ricerca del piacere senza sensi di colpa), a cui si unisce la tendenza a tornare alla natura per goderla in se stessa (''naturalismo'').
 
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