Differenze tra le versioni di "Le religioni della Mesopotamia/Sumer e Accad/I Sumeri/Gli Inferi"

I dati archeologici ci dicono della grande attenzione dei Sumeri rivolta ai loro estinti. Le tombe sono curate e i corpi sono circondati da doni, la loro posizione è come "dormiente" o raggomitolata come un "embrione": aspetti che ci indicano la credenza in una esistenza dopo la morte. Tale esistenza infera è in un luogo, a volte individuato sotto l'<nowiki></nowiki>(''abzu'', l'oceano di acqua dolce, il regno di Enki, su cui si poggia la terra) circondato da sette mura, dove regna sovrana la dea Ereškigal, coadiuvata da altri sette dèi (gli Anunna) e aiutata da un esercito demòni incorrutibili. Chiunque entri negli Inferi non può più uscirne.
 
L'esistenza negli Inferi è piuttosto penosa e determinata non dal fatto che si siano commessi o meno dei "peccati" (nozione, quella di "peccato", sconosciuta ai Sumeri<ref>in tal senso cfr. Giovanni Pettinato, ''Mitologia sumerica'', pos. 1339 vers. mobi.</ref>) quanto piuttosto dal modo in cui si è morti, dalle offerte che i vivi concedono loro, o dal numero dei figli generati in vita: più figli sono stati generati durante la propria vita e più la vita nell'Ade sumerico è "positiva". La peggiore condizione è riservata a coloro che sono morti in un incendio perdendo in questo modo il proprio corpo, essi non risiedono nemmeno negli Inferi.
 
{{q|Allora essi si abbracciarono e baciarono l'un l'altro,<br> essi conversarono sospirando:<br>"Hai visto gli ordinamenti degli Inferi?"<br>
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