Differenze tra le versioni di "Le religioni della Mesopotamia/I Babilonesi/L'Esagila"

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[[File:Pianta dell'Esagila 2.png|400px|thumb|[[File:É (cuneiforme).JPG|right|150px]][[File|thumb|Il segno cuneiforme che indica la "casa" in questo contesto la "casa del dio" quindi il "tempio". La sua resa in sumerico è ''É'' (e-<sub>2</sub>), in accadico:Marduk and''bītu'', petcon la variante assira in ''bētu''.jpg|right|150px]]<br> Sopra la pianta del tempio babilonese dell'Esagila: <br>1. Avancorte. <br>2. Le quattro porte, quella posta a Nord, in alto, apriva sull'Etemenanki (la ''ziqqurat'' di Babilonia) e veniva probabilmente utilizzata per la processione dell'Akitū, la festa religiosa del Capodanno babilonese.<br> 3. Cella del dio Marduk (indicata come ''Etuša'', "Casa dell'abitazione", o anche ''Eumuša'', "Casa del comando").<br> 4. Cella del dio Ea.]]
 
[[File:Marduk and pet.jpg|right|300px|thumb|Sotto:Marduk, dio poliade di Babilonia, in una immagine proveniente da un sigillo cilindrico in lapislazzuli risalente al IX secolo a.C., e dedicato al dio dal re babilonese Marduk-zâkir-šumi (regno: c. 854-819 a.C.). Secondo l'iscrizione che accompagna il manufatto, esso doveva comporsi in oro ed essere appeso alla statua del dio posta nel tempio di Marduk, l'Esagila, a Babilonia. Fu rinvenuto nei resti di una casa di un artigiano di monili del periodo partico. Marduk è qui accompagnato dal serpente-drago con corna Mušhuššu (lett. "Serpente terribile"). Con la mano sinistra regge il listello e la corda, strumenti della giustizia. Il suo corpo e adornato da simboli astrali. <br>
Il nome Marduk è attestato già in antiche fonti sumeriche (ad esempio nella ''Lista degli dèi'' rinvenuta ad Abu Salabikh) nella forma di '''<sup>d</sup>''' amar.UD (o AMAR.UTU) nel probabile significato di "Giovane toro del dio Sole" o "Giovane discendente del dio Sole", il segno AMAR può indicare infatti ambedue i significati, mentre UD/UTU sta a significare il Sole). Ma il nome con cui viene più frequentemente indicato tale dio in lingua accadica, e quindi assira e babilonese, è Bēl (''bēlu''; resa del sumerico: ''en''), col significato di "Signore". Con il poema teogonico e cosmogonico dell'<nowiki></nowiki>''Enûma Eliš'', risalente al XII secolo a.C., egli assurge a guida dell'intero Universo. Nella pietà religiosa babilonese egli possiede un ruolo preminente e fondamentale. {{quote|O Marduk guerriero, la cui ira è (come) il diluvio,<br> ma il cui perdono è quello di un padre misericordioso.<br> Parlare senz'essere ascoltato mi ha privato del sonno,<br> gridare senz'avere risposta mi ha tormentato:<br> mi ha fatto svanire le forze del cuore,<br> mi ha incurvato come se fossi un vecchio.<br> O Marduk, grande signore, dio misericordioso,<br> gli uomini, per quanti essi sono,<br>chi li può comprendere nella loro realtà?<br>(Anche) tra i nonn negligenti, chi non si è (mai) reso colpevole? Chi è colui che comprende le vie di un dio?<br> Che io possa badare a non commettere colpe!<br> Che io possa incessantemente cercare le sedi della vita!<br> L'umanità è destinata dagli dèi ad operare nella maledizione,<br> a sostenere la mano divina (che pesa) sull'uomo.|''Preghiera penitenziale a Marduk, a mano alzata (šu-íl-lá)'', 1-16. Testo cuneiforme: King, ''BMS'', n.41; Ebeling, ''LKA'' n.61. Trascrizione e traduzione Ebeling ''AGH'' 72-75 e ''SAHG'' 298-300. Traduzione in italiano di Luigi Cagni}}]]
 
L'Esagila (é-sag-gil-la; lett. "casa", ''é'', nel significato di 'casa' del dio, quindi di 'tempio'; "la cui testa", ''sag'', 'testa', qui inteso come 'pinnacolo'; "è posta in alto", ''il-la'', 'elevata') è il nome sumerico del tempio del dio Marduk, poliade della città di Babilonia (in accadico ''Bābilāni'', da ''Bāb-ili''; che rende il sumerico KA.DIN.GIR.RA, col significato di "Porta del Dio"<ref>Perché da lì gli dèi scendevano sulla terra (cfr. Mircea Eliade, ''Il mito dell'eterno ritorno'', Roma, Borla, 1999, p. 23.</ref>, la città amorrea fondata nel XIX secolo a.C.), e re degli dèi nella religione babilonese.
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