Differenze tra le versioni di "Identità e letteratura nell'ebraismo del XX secolo/Un nuovo inizio: la letteratura israeliana"

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Questa difficoltà è sopra illustrata da una poesia che si distingue per la sua brevità, semplicità di linguaggio e universalità del tema. Se, anche nell'ambito di tali confini, il margine di differenza è così vasto, ci si può immaginare il divario quando la poesia usa un linguaggio più denso, e allude ad una situazione più localizzata o ad una connotazione storica più complessa. Amichai è un poeta relativamente facile da tradurre, specie in italiano che nella costruzione si avvicina maggiormante all'ebraico, ma anche quando compone versi in un linguaggio apparentemente (ma solo superficialmente) vicino ad un vernacolo gergale, è senza dubbio trasformato in traduzione. A giudicare dalla sua bibliografia integrale, Amichai è tradotto e pubblicato prima di tutto in lingua inglese, poi seguono il francese e lo spagnolo; in italiano le pubblicazioni sono relativamente scarse, ma troviamo traduzioni anche in [[w:lingua nepalese|lingua nepalese]]. L'inglese ha comunque la tendenza ad esprimersi a basso regime, serratamente, ma le sottili sfumature di enfasi, tono, cadenza, originalità devono apparire, altrimenti si perde il senso dell'originale ebraico. Secondo [[w:Walter benjamin|Walter Benjamin]], la lingua d'arrivo deve essere in qualche modo modificata nel corso di una traduzione ben riuscita, e cambiata del tutto in una traduzione storica. La lingua usata da Amichai sembra facile in traduzione, ma l'impressione è ingannevole.<ref name="Amichai"/><ref name="Ital">Per una visione critica e bibliografica generale in italiano, cfr. [http://testi-italiani.it/yehuda_amichai#Poetry "Yehuda Amichai"], in ''Testi Italiani''.</ref>
 
''Amen'' è una raccolta di poesie tradotte in inglese, curata dal poeta britannico [[w:Ted Highes|Ted Hughes]] con la collaborazione dell'autore, ed è subito successiva alla guerra del 1973: si apre con "'''Sette lamenti per i caduti'''", ed una versione stralciata si può leggere qui appresso. La forza della poesia è nella sua abilità di riprodurre l'impronta diretta di un'esperienza privata (ma condivisa) e trasmetterla in un linguaggio semplice e fattivo, elevato da immagini paradossali. Il punto della poesia usualmente è l'ironia della vita vissuta, il sogno dorato contrastato dalla conclusione deludente e necessaria. "Potatoes (patate)" sono "mashed (schiacciate)" dal bambino in ununa "purèpoltiglia doratodorata" (Lamento nr. 2) — forte romanticismo in questi sogni infantili. Ma poi arriva la morte. La storia, pubblica e personale, forma il materiale di Amichai e ciò significa per lui il ricordo delle guerre. La funzione del poeta è di sigillare la memoria, sebbene chi la registra possa essere, con lo scorrere del tempo, più anonimo della materia registrata. Come avverte il titolo originale ebraico, forse "dietro tutto questo si nasconde una grande felicità". Ma solo forse...<ref name="Amen">{{en}}[http://www.enotes.com/topics/amen Analisi poetica della raccolta di poesie ''Amen''].</ref>
 
{{q|'''1'''<br/>Mr Beringer, il di cui figlio<br/>cadde al Canale scavato da stranieri<br/>ché le navi potessero attraversare il deserto,<br/>attraversa il mio sentiero alla Porta di Giaffa.<br/>
È questo il dolore? Penso di sì.<br/>"Che tu possa trovare consolazione nella costruzione<br/>della patria". Ma per quanto tempo<br/>puoi continuare a costruire la patria<br/>e a non rimanere indietro nella terribile<br/>corsa trilaterale<br/>tra consolazione e costruzione e morte?<br/>
 
Sì tutto ciò è dolore. Ma lascia<br/>che un po' d'amore arda sempre<br/>come una piccola lampada nella stanza di un bimbo che dorme<br/>che gli dia una briciola di sicurezza e amore tranquillo<br/>sebbene non sappia cosa sia la luce<br/>o da dove venga.<br/>
 
'''7'''<br/>Giornata della Memoria per i caduti: vai ad appendere<br/>la sofferenza di tutte le tue perdite—<br/>inclusa una donna che ti ha lasciato—<br/>alla sofferenza di averle perse; vai a mischiare<br/>una sofferenza all'altra, come la storia,<br/>che nel suo modo parsimonioso<br/>ammucchia dolore e festa e sacrificio<br/>in un solo giorno per facile riferimento.<br/>
La bocca del flautista rimarrà serrata per molti giorni.<br/>Un soldato morto nuota tra le testoline,<br/>con le bracciate dei morti,<br/>con l'antico errore che i morti fanno<br/>circa il luogo dell'acqua viva.<br/>
 
Una bandierebandiera perde contatto con la realtà e vola via<br/>unaUna vetrina di negozio ornata di bei vestiti per donne<br/>in blu e bianco. E tutto<br/>in tre lingue: ebraico, arabo e morte.<br/>
 
Una grande bestia reale tenta di morire per tutta la notte<br/>sotto il gelsomino,<br/>con sguardo fisso sul mondo.<br/>Un uomo il cui figlio è morto in guerra<br/>incede per strada<br/>come una donna con un feto morto nel ventre.<br/>"Dietro tutto questo, si nasconde una grande felicità".<ref>Mentre qui la traduzione dall'ebraico all'inglese è una di quelle ufficiali, pubblicata nel 1986 (rev. 96), quella in italiano è purtroppo, con le debite scuse alla Musa, estemporanea: eseguita da [[Utente:Monozigote|Monozigote]].</ref>|''Amen'', "Seven Laments for the Fallen" <ref>Amichai usa spesso i giochi di parola: usando parole ebraiche di suono simile, dà significati contorti sottili (e a volte non così sottili). "Seven Laments (Sette Lamenti)" è stato tradotto (e pubblicato) in inglese da Stephen Mitchell e Chana Bloch, quest'ultima che ha trascorso lunghi periodi con Amichai in Israele, elaborando le traduzioni inglesi. Tutta la raccolta ''Amen'' in inglese fu a suo tempo (1977) curata dal poeta [[w:Ted Hughes|Ted Hughes]], ''[[w:Poeta Laureato|Poet Laureate]]'' in Inghilterra dal 1984 fino alla sua morte nel 1998 — cfr. [http://wonderingminstrels.blogspot.co.uk/2002/10/seven-laments-for-war-dead-yehuda.html Traduzione ufficiale in inglese dei "Sette Lamenti"], dalla raccolta ''Amen'' - cfr. ''Selected Poetry of Yehuda Amichai'', raccolta curata e tradotta da Chana Bloch & Stephen Mitchell, Harper & Row, 1986; ediz. riveduta ed espansa, University of California Press, 1996.</ref>|
'''1'''<br/>
''Mr. Beringer, whose son<br/>
''"Behind all this, some great happiness is hiding."''|lingua=en}}
 
Come si localizza l'esperienza? Si può tentare col simbolo. Una bandiera sta al postaposto di una nazione. Ma, dice il poeta, "una bandiera perde il contatto con la realtà e vola via" (Lamento nr. 7). Le cose cambiano funzione. La sabbia con cui gioca il bambino ora riempie i sacchi di trinceratrincea per la difesa. Gli amori sono misurati coi giorni di guerra. E anche i simboli veramente grandi hanno significato solo come simboli, non come le cose che devono rappresentare. Gerusalemme, centro focale di storia e sentimento, viene ricordata solo come un luogo dove "ci ricordiamo di aver dimenticato qualcosa, ma non quello che abbiamo dimenticato".<ref name="Amichai"/> Queste poesie parlano del dolore di esistere ed il "nostro" (del poeta) tentativo di lenirlo. Quindi "la gente si usa a vicenda/Come un risanamento del proprio dolore... si tengono stretti e non si lasciano." Nella sua autobiografia spirituale, ''''Travels of a Latter-Day [[w:Benjamín de Tudela|Benjamin of Tudela]] (Viaggi di [[w:Beniamino di Tudela|Beniamino di Tudela]] degli ultimi giorni)'',<ref>''Travels of a Latter-Day [[w:Benjamín de Tudela|Benjamin of Tudela]]''. Tradotte da Ruth Nevo, Webster Review, 1977.</ref> Amichai descrive il suo possesso passivo della terra, non la propria coltivazione attiva della terra stessa:
:''Non baciai la terra<br/>
:''Quando mi portarono, bambino, in questo paese.<br/>
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