Differenze tra le versioni di "Identità e letteratura nell'ebraismo del XX secolo/Un nuovo inizio: la letteratura israeliana"

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La poesia ebraica in ebraico deriva molta della sua potenza dal condurre un dialogo con le proprie fonti. La letteratura ebraica nel corso del tempo, col suo materiale linguistico, è stata la veste che ha ricoperto la nuova produzione; le fonti bibliche e, in parte, le [[w:letteratura rabbinica|fonti rabbiniche]] sono servite ai poeti ebrei medievali nelle loro innovazioni metriche, ricercando sia un'ispirazione religiosa sia il linguaggio appropriato per versi occasionali. Tale è stata la natura di una lingua non usata in normale conversazione, ma permeata da antiche ascendenze letterarie.<ref name="Dia"/>
 
E ciò vale anche per la poesia israeliana, che usa una lingua ora parlata. L'[[w:lingua ebraica|ebraico]] solo recentemente (relativamente alla sua storia) è risorto come vernacolo, e l'eco principale delle cadenze ebraiche deve originarsi dalla sua tradizione, una tradizione di storia ebraica e di liturgia ebraica. La poetica israeliana è scritta sullo sfondo di guerre recenti, dell'Olocausto europeo, di una stato di assedio continuo, di una situazione apparentemente molto cambiata che getta ombre di lato e all'indietro in somiglianze sconcertanti.<ref>Per gli stralci e le valutazioni critiche, cfr. [http://vagheggiando.blogspot.co.uk/2006/06/ebraica.html ''Hebraica''], su ''Vagheggiando''.</ref> Il poeta israeliano, commentando il presente, si focalizza sul proprio passato. '''[[w:Yehuda Amichai|Yehuda Amichai]]''' (1924-2000), nato a [[w:Würzburg|Würzburg]] e all'anagrafe Ludwig Pfeuffer, fa riferimento a se stesso e alla propria storia, pertanto anche alla storia degli ebrei — poiché è l'Israele in evoluzione che Amichai ha sperimentato dal 1936, all'ombra dell'Europa che lasciò con la sua famiglia. Questa svolta personale riflette anche i contorni itineranti della vita ebraica, della vecchia diaspora o, per dargli un nome religioso con connotazioni negative, dell'esilio. Emigrato per creare una storia nuova nell'Israele emergente, autodeterminante.<ref name="Amichai">Vasta è la produzione poetica, in varie lingue, di Yehuda Amichai e le opere critiche che ci si riferiscono. Per una bibliografia esauriente, che include le traduzioni, cfr. Essi Lapon-Kandeslshein, ''To Commemorate the 70th Birthday of Yehuda Amichai: A Bibliography of His Work in Translation'', Institute of the Translation of Hebrew Literature, 1994. Tra gli autori consultati, si vedano Nili Scharf Gold: Yehuda Amichai: The Making of Israel's National Poet, Brandeis University Press, 2008; [[:en:w:Yehudit Tzvik|Yehudit Tzvik]]:''Yehuda Amichai: A Selection of critical essays on his writing,'' Hakibbutz Hameuchad, 1988; [http://www.forward.com/articles/14134/ Joshua Cohen; "The Poet Who Invented Himself", ''ForwadsForwards.com'' 04/09/2008]; [http://www.poetryfoundation.org/bio/yehuda-amichai Biografia su ''Poetry Foundation'']; [http://www.uvm.edu/%7Esgutman/Amichai.htm "Yehuda Amichai's Poetry"], introduzione alla poesia di Amichai, in audio. In italiano sono state pubblicate le seguenti opere: ''La novella d'Israele'', Spirali [raccolta di novelle di: Aharon Appelfeld, Amalia Kahana-Carmon, Amos Oz, Abraham B. Yehoshua, D. Shahar, Ruth Almog, Yaakov Shabtai, Yitzhak Orpaz-Auerbach, Yitzhak Ben Ner, Yossl Birstein], 1987 ; ''Ogni uomo nasce poeta'', Di Renzo Editore, 2000; ''Poesie'', Crocetti, 2001.</ref>
 
Amichai delinea la tensione di questa situazione mediante un contrappunto costante. La sua abilità particolare, sia in poesia che in prosa, è l'accostamente inatteso di immagini disparate da sfere contrastanti. Le sue poesie di solito non si sviluppano dialetticamente o linearmente: consistono di allusioni e riquadri che indicano lo stato d'animo. La sua è un'anima divisa, attratta a volte da due poli opposti, come egli stesso dipinge tale movimento, in alto e verso il basso, al cielo dimora tradizionale di Dio, in terra verso preoccupazioni mondane. "Mi chiamano",<ref>La traduzione italiana è estemporanea, e certamente non rende l'inflessione e bellezza dell'originale.</ref> da una raccolta recente:
''Amen'' è una raccolta di poesie tradotte in inglese, curata dal poeta britannico [[w:Ted Highes|Ted Hughes]] con la collaborazione dell'autore, ed è subito successiva alla guerra del 1973: si apre con "'''Sette lamenti per i caduti'''", ed una versione stralciata si può leggere qui appresso. La forza della poesia è nella sua abilità di riprodurre l'impronta diretta di un'esperienza privata (ma condivisa) e trasmetterla in un linguaggio semplice e fattivo, elevato da immagini paradossali. Il punto della poesia usualmente è l'ironia della vita vissuta, il sogno dorato contrastato dalla conclusione deludente e necessaria. "Potatoes (patate)" sono "mashed (schiacciate)" dal bambino in un "purè dorato" (Lamento nr. 2) — forte romanticismo in questi sogni infantili. Ma poi arriva la morte. La storia, pubblica e personale, forma il materiale di Amichai e ciò significa per lui il ricordo delle guerre. La funzione del poeta è di sigillare la memoria, sebbene chi la registra possa essere, con lo scorrere del tempo, più anonimo della materia registrata. Come avverte il titolo originale ebraico, forse "dietro tutto questo si nasconde una grande felicità". Ma solo forse...<ref name="Amen">{{en}}[http://www.enotes.com/topics/amen Analisi poetica della raccolta di poesie ''Amen''].</ref>
 
{{q|'''1'''<br/>Mr Beringer, il di cui figlio<br/>cadde al Canale scavato da stranieri<br/>ché le navi potessero attraversare il deserto,<br/>attraversòattraversa il mio percorsosentiero alla Porta di Giaffa.<br/><br/>È diventato molto magro, ha perso<br/>il peso di suo figlio.<br/>Ecco perché fluttua così lieve nei vicoli<br/>e mi si impiglia nel cuore come piccoli ramoscelli<br/>che si allontanano alla deriva.<br/>
 
È diventato molto magro, ha perso<br/>il peso di suo figlio.<br/>Ecco perché fluttua così lieve nei vicoli<br/>e mi si impiglia nel cuore come piccoli ramoscelli<br/>che si allontanano alla deriva.<br/>
<br/>[...] <ref>Mentre la traduzione dall'ebraico all'inglese è una di quelle ufficiali, pubblicata nel 1986 (rev. 96), quella in italiano è purtroppo, con le debite scuse, estemporanea eseguita da [[Utente:Monozigote|Monozigote]].</ref>|''Amen'', "Seven Laments for the Fallen" <ref>Amichai usa spesso i giochi di parola: usando parole ebraiche di suono simile, dà significati contorti sottili (e a volte non così sottili). "Seven Laments (Sette Lamenti)" è stato tradotto (e pubblicato) in inglese da Stephen Mitchell e Chana Bloch, quest'ultima che ha trascorso lunghi periodi con Amichai in Israele, elaborando le traduzioni inglesi. Tutta la raccolta ''Amen'' in inglese fu a suo tempo (1977) curata dal poeta [[w:Ted Hughes|Ted Hughes]], ''[[w:Poeta Laureato|Poet Laureate]]'' in Inghilterra dal 1984 fino alla sua morte nel 1998 — cfr. [http://wonderingminstrels.blogspot.co.uk/2002/10/seven-laments-for-war-dead-yehuda.html Traduzione ufficiale in inglese dei "Sette Lamenti"], dalla raccolta ''Amen'' - cfr. ''Selected Poetry of Yehuda Amichai'', raccolta curata e tradotta da Chana Bloch & Stephen Mitchell, Harper & Row, 1986; ediz. riveduta ed espansa, University of California Press, 1996.</ref>|
 
'''2'''<br/>Da bambino schiacciava le sue patate<br/>in una poltiglia dorata.<br/>E poi muori.<br/>
 
Un bambino in vita deve essere pulito<br/>quando torna a casa dal giocare.<br/>Ma per un uomo morto<br/>terra e sabbia sono acqua limpida, in cui<br/>il suo corpo viene bagnato e purificato<br/>per sempre.<br/>
 
'''3'''<br/>La Tomba del Milite Ignoto<br/>al di là. Dalla parte del nemico. Un buon punto di riferimento<br/>per artiglieri del futuro.<br/>
 
O il monumento di guerra a Londra<br/>all'angolo di Hyde Park, decorato<br/>come una torta magnifica: un altro soldato ancora<br/>che alza testa e fucile,<br/>un altro cannone, un'altra aquila, un altro<br/>angelo di pietra.<br/>
 
E la panna montata di un'immesa bandiera di marmo<br/>versata sul tutto<br/>con mano esperta.<br/>
 
Ma le ciliegie troppo candite, troppo rosse<br/>erano già inghiottite<br/>dal ghiottone di cuori. Amen.<br/>
 
'''4'''<br/>Mi sono imbattuto in un vecchio testo di zoologia,<br/>Brehm, Volume II, Uccelli:<br/>in dolci frasi, un resoconto della vita di storno<br/>rondine e tordo. Pieno d'errori in antiquato<br/>carattere gotico, ma anche pieno d'amore. "I nostri amici<br/>piumati." "Migrati via da noi verso climi più caldi."<br/>Nido, uovo maculato, piumaggio soffice, usignolo,<br/>cicogna. "I messaggeri della primavera". Il pettirosso,<br/>dal petto rosso.<br/>
 
Anno di pubblicazione: 1913, Germania,<br/>alla vigilia della guerra che doveva essere<br/>la vigilia di tutte le mie guerre.<br/>Il mio buon amico che è morto tra le mie braccia, nel<br/>suo sangue,<br/>sulle sabbie di Ashdod. Giugno, 1948.<br/>
 
O amico mio,<br/>dal petto rosso.<br/>
 
<br/>[...] <ref>Mentre qui la traduzione dall'ebraico all'inglese è una di quelle ufficiali, pubblicata nel 1986 (rev. 96), quella in italiano è purtroppo, con le debite scuse, estemporanea: eseguita da [[Utente:Monozigote|Monozigote]].</ref>|''Amen'', "Seven Laments for the Fallen" <ref>Amichai usa spesso i giochi di parola: usando parole ebraiche di suono simile, dà significati contorti sottili (e a volte non così sottili). "Seven Laments (Sette Lamenti)" è stato tradotto (e pubblicato) in inglese da Stephen Mitchell e Chana Bloch, quest'ultima che ha trascorso lunghi periodi con Amichai in Israele, elaborando le traduzioni inglesi. Tutta la raccolta ''Amen'' in inglese fu a suo tempo (1977) curata dal poeta [[w:Ted Hughes|Ted Hughes]], ''[[w:Poeta Laureato|Poet Laureate]]'' in Inghilterra dal 1984 fino alla sua morte nel 1998 — cfr. [http://wonderingminstrels.blogspot.co.uk/2002/10/seven-laments-for-war-dead-yehuda.html Traduzione ufficiale in inglese dei "Sette Lamenti"], dalla raccolta ''Amen'' - cfr. ''Selected Poetry of Yehuda Amichai'', raccolta curata e tradotta da Chana Bloch & Stephen Mitchell, Harper & Row, 1986; ediz. riveduta ed espansa, University of California Press, 1996.</ref>|
'''1'''<br/>
''Mr. Beringer, whose son<br/>
''friends." "Migrate from us to warmer climes."<br/>
''Nest, speckled egg, soft plumage, nightingale,<br/>
''stork. "The harbirngersharbingers of spring." The robin,<br/>
''red-breasted.''<br/>
 
''"Behind all this, some great happiness is hiding."''|lingua=en}}
 
Come si localizza l'esperienza? Il simboloSi può tentarlotentare col simbolo. Una bandiera sta al posta di una nazione. Ma, dice il poeta, "una bandiera perde il contatto con la realtà e vola via" (Lamento nr. 7). Le cose cambiano funzione. La sabbia con cui gioca il bambino ora riempie i sacchi di trincera per la difesa. Gli amori sono misurati coi giorni di guerra. E anche i simboli veramente grandi hanno significato solo come simboli, non come le cose che devono rappresentare. Gerusalemme, centro focale di storia e sentimento, viene ricordata solo come un luogo dove "ci ricordiamo di aver dimenticato qualcosa, ma non quello che abbiamo dimenticato".<ref name="Amichai"/> Queste poesie parlano del dolore di esistere ed il "nostro" (del poeta) tentativo di lenirlo. Quindi "la gente si usa a vicenda/Come un risanamento del proprio dolore... si tengono stretti e non si lasciano." Nella sua autobiografia spirituale, ''''Travels of a Latter-Day [[w:Benjamín de Tudela|Benjamin of Tudela]] (Viaggi di [[w:Beniamino di Tudela|Beniamino di Tudela]] degli ultimi giorni)'',<ref>''Travels of a Latter-Day [[w:Benjamín de Tudela|Benjamin of Tudela]]''. Tradotte da Ruth Nevo, Webster Review, 1977.</ref> Amichai descrive il suo possesso passivo della terra, non la propria coltivazione attiva della terra stessa:
:''Non baciai la terra<br/>
:''Quando mi portarono, bambino, in questo paese.<br/>
 
[[File:Amos Oz by Kubik.JPG|Amos Oz, 2005|thumb|150px|Amos Oz]]
Le storie di '''[[w:Amos Oz|Amos Oz]]''' (n. 1939) si librano al vacillante confine del naturale e del surreale. I suoi primi racconti e romanzi, ambientati principalmente in un kibbutz o a Gerusalemme, sono stati pubblicati sin dal 1962. Ma il romanzo ''Toccare l'acqua, toccare vento'' del 1973<ref>Poiché la maggior parte delle opere di Oz sono apparse in traduzione italiana, riporto qui i titoli italiani, ma con la data della pubblicazione originale in lingua ebraica.</ref> tentava di spezzare i confini del momento presente. Tuttavia, esaminando più attentamente la sua produzione, anche le opere naturalistiche si rivelano non essere una rappresentazione lineare della realtà quotidiana. ''Altrove forse'' (1966) non è soltanto una storia di vita nel kibbutz. L'accusa di distorsione che gli viene fatto non è quindi giusta. Dopo tutto, non è proprio pertinente accusare qualcuno di non trasmettere le cose come stanno normalmente, se non è quello che l'autore intendeva in primo luogo. L'epilogo bizzaro del romanzo lo comprova.<ref name="Oz">Vincitore di numerosi premi letterari, anche in Italia, Oz è al centro di un'ampia bibliografia in svariate lingue. CrCfr. ''int. al''', ''The Amos Oz Reader'', curato da Robert Alter, Nitza Ben Dov ''et al.'', Wadsworth Publishing Co., 2009; Avraham Balaban, ''Between God and Beast: An Examination of Amos Oz's Prose'', Pennsylvania State University Press, 1989; [http://www.theparisreview.org/interviews/1366/the-art-of-fiction-no-148-amos-oz "The Art of Fiction: Amos Oz"], in ''The Paris Review'' nr. 148; Risa Domb, ''Identity and Modern Israeli Literature'', Vallentine Mitchell & Co Ltd, 2005, ''s.v.'' "Amos Oz". Si vedano anche [http://www.feltrinellieditore.it/autori/autore/oz-amos/ Opere e video di Amos Oz in italiano] e [http://www.youtube.com/playlist?list=PLiwmNsU8mJRSXrE-_AwyiuYv1p1hL8xmV/ Playlist di video tradotti in italiano].</ref>
 
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