Differenze tra le versioni di "Identità e letteratura nell'ebraismo del XX secolo/Un nuovo inizio: la letteratura israeliana"

nessun oggetto della modifica
 
La nuova letteratura periodica rifletteva questa tendenza sia nei programmi che nei contenuti. Internamente esistevano dei disaccordi politici e letterari che avevano una percezione comune di tale letteratura come "israeliana" (sebbene in essere e funzionante prima dell'indipendenza), piuttosto che soltanto "ebraica". Anche i nomi delle riviste implicavano questa visione — si vede per esempio ''Alef'', cioè la prima lettera dell'[[w:alfabeto ebraico|alfabeto ebraico]], che annunciava un nuovo inizio. La prima edizione della rivista uscì a Tel Aviv nel 1949, uscendo poi ad intervalli irregolari, e serviva da arena alle interpretazioni più radicali di "israelianismo" quale entità separata dal mondo ebraico in generale. La loro ideologia veniva conosciuta popolarmente come "[[w:Canaan|cananismo]]", ad indicare un suo risalire alla tradizione preisraelita della [[w:Terra di Israele|Terra]], ed il suo focalizzarsi sulla terra piuttosto che su un particolare gruppo etnico. Era quindi un'ideologia non ebraica, ad eccezione del senso incidentale che erano gli ebrei a venire in Palestina, e a leggere e scrivere questa letteratura. Anche il ''Yalqut Hareim'' ("Lo Zaino dei Compagni") fu una rivista "pre-indipendenza" emesso intermittentemente tra il 1942 e il 1946. La seguivano e serviva da punto d'incontro per la cosiddetta generazione [[w:Palmach|Palmach]],<ref>Il ''Palmach'' (in [[w:lingua ebraica|ebraico]] פלמ"ח, abbreviazione di פלוגות מחץ ''Plugot Maḥaṣ'' [pluˈgɔːt ma’χaːts] "compagnie d'attacco"), era la forza di combattimento regolare degli [[w:Yishuv|Yishuv]] (insediamenti ebraici) nella [[w:Mandato britannico della Palestina|Palestina britannica]], prima della fondazione dello stato di [[w:Israele|Israele]]. Sezione paramilitare della [[w:Haganah|Haganah]], il Palmach fu costituito il 15 (o il 19) maggio del 1941 col fine di curare l'addestramento dei giovani. Forza inizialmente dalla ridotta consistenza, l'anno appena prima della [[w:Guerra arabo-israeliana del 1948|guerra del 1948]] essa arrivò a contare tre (secondo altre fonti cinque) [[w:brigata|brigate]], oltre a reparti di supporto aerei, navali e di ''intelligence'', per un totale di circa 2.000 uomini. Il Palmach contribuì in modo significativo alla cultura e all<nowiki>'</nowiki>''ethos'' d'Israele, al di là del suo indubbio contributo militare. I suoi membri formarono per molti anni la spina dorsale dell'Alto Comando delle [[w:Forze di Difesa Israeliane|Forze di Difesa Israeliane]] per diventare in seguito importanti uomini politici e di cultura. Cfr. ''The Palmach—Its Warriors and Operation'', di Uri Brener, ediz. speciale per la Conferenza Nazionale Palmach, 1978.</ref> un gruppo pionieristico aggressivamente nazionalista ma di sinistra, collettivista, consapevolmente antifascista. Sotto il patrocinio di [[w:Moshe Shamir|Moshe Shamir]], sosteneva dottrine estratte dal Realismo Socialista. Non avremo, insisteva, al posto della vecchia "una letteratura ingenua, dolciastra, banale, amena, ma una che sia realistica e rivoluzionaria, una letteratura senza pietà." (''Yalqut Hareim'', nr. 3, 1946). Tale letteratura doveva essere non rivoluzionaria nello stile e nella tecnica, ma rivoluzionaria nel senso che era connessa al processo politico e sociale. Una terza rivista, ''Liqrath'', di vita piuttosto breve (1952-1953), fu più esclusivamente letteraria, evitando associazioni restrittive o sopecificamente politiche. Ma anche qui, il titolo (che significa "Avanti") implica novità e potenziale invece che tradizione. Si riteneva — sotto la guida principalmente di poeti come N. Zach, M. Dor, Y. Amichai e A. Sivan — aperta a possibilità di sviluppo alla luce di necessità contemporanee. I contributori erano particolarmente giovani, di solito studenti, meno consapevolmente israeliani in senso politico, che coltivavano uno stile poetico apolitico, dove in genere predominava l'immagine.<ref name="IsraLitt"/>
 
L'ideologia letteraria sovietica è percettibile indirettamente in ''Yalqut''. Una dichiarazione di Shamir esorta ad un'esposizione totale dello scrittore al pubblico e a condividere i temi, mettendo da parte ''privacy'' e tenebre: "Non c'è altra vita al mondo che la nostra vita quotidiana, né una vita piacevole o non troppo piacevole, né dolori buoni o non troppo buoni, né belle parole, o parole non belle, istinti gradevoli o istinti sgradevoli, soggetti simpatici o antipatici. Non esiste luogo per nascondersi, né angolo oscuro nella vita dell'uomo che non richieda espressione "(''Yalqut Hareim'', nr. 3, 1946). Lo scrittore non è un individuo che soffre privatamente, ma una proprietà pubblica, e ha una responsabilità verso la propria generazione. Questa è la dottrina sovietica della responsabilità dello scrittore verso il pubblico, sebbene nell'Unione Sovietica il pubblico naturalmente sia rappresentato del Partito, cosicché lo scrittore deve articolare anche la linea del Partito. Lo scrittore deve inoltre esprimere una visione, cioè essere ottimista, aver fede, essere positivo, non sottomettersi alla negatività o alla disperazione. La funzione dello scrittore è di proclamare la dottrina rivoluzionaria, sionista. Il sionismo, afferma un'altra dichiarazione, rappresenta "una visione di redenzione... fede nella fratellanza delle nazioni e degli uomini" (''Yalqut Hareim'', nr. 4). Quale dovrebbe essere quindi il contenuto della letteratura ebraica contemporanea? Accettazione di una dottrina pionierista, senza di cui la letteratura ebraica è decadente: "Campi e strade sono l'imperativo della letteratura ebraica, e ancor di più, l'uomo nuovo ebreo, la sua risoluzione di vita." (''ibid.'')<ref name="IsraLitt"/>
 
[[File:S Yizhar.jpg|thumb|150px|S. Yizhar, 1951]]
''Alef'' è meno rivoluzionario sul modello sovietico, ma accetta meno la linea prevalente. Critica il [[w:Mapam|Mapam]] (partito sionista della sinistra) e implicitamente il ''Yalqut'', per aver accettato ciecamente la politica sovietica: "L'attaccamento di quel partito a Israele è misterioso. Perché non gli dovrebbe piacere il [[w:Unione generale dei lavoratori ebrei|Bund]], lavorare per un socialista ebreo altrove?" (''Alef'', gennaio 1950). Tra i partecipanti ad ''Alef'' figurano i poeti A. Kenan e A. Amir, che instono sul diritto di coloro che vivono nella Terra a darle la forma che preferiscono e a scegliere una qualsiasi direzione appropriata; il romanziere B. Tammuz, che pubblicò lì i suoi primi racconti; e l'ideologo principale del movimento, il poeta Y. Ratosh, che diede inizio ad una poetica ebraica di tipo orientale (sebbene egli stesso provenisse dall'Europa dell'Est. Insistettero su "Ebraismo" piuttosto che "Giudaismo" e parlarono di "un nuovo prin cipio" nell'articolo "Iniziamo da Alef" (''Alef'' 1, 1949). Il destino della nazione doveva essere determinato dai suoi abitanti "senza riguardo a religione, comunità o origine, ed in riconoscimento del carattere del popolo che vive in Israele distinto dalla popolazione ebraica in generale". Ed in un altro articolo: "il centro dei giovani ebrei (come si facevano chiamare) vede lo Stato di Israele non come Terra Santa ma come popolo separato, come nazione sovrana, parte della più grande terra ebraica del rinascimento ebraico nel suo complesso — un rinascimento nazionale, secolare, non religioso e non confessionale." È perché la politica pubblica non è di questo colore, ma è invece esclusivista, settaria, zelante nella sua unica lealtà agli ebrei, che ''Alef'' lancia questo attacco. Assume che la natura dello stato ebraico sarà facilmente e prontamente accettata come dominante da tutti i residenti della regione. Anche le lealtà letterarie della rivista sono caratteristicamente ''sabra'', originarie della Terra, criticando gli associamenti extraterritoriali. In particolare promuove il romanziere '''S. Yizhar''' (pseudonimo di Yizhar Smilansky, 1916–2006), e gradisce i suoi attacchi fantasiosi contro i comportamenti ebraici.<ref>[http://ram1.huji.ac.il/ALEPH/ENG/NNL/NNL/NNL/FIND-ACC/2854026 Opere di S. Yizhar] presso la [[w:Biblioteca nazionale di Israele|Biblioteca nazionale di Israele]]; Elisha Porat, "[http://www.literatura.co.il/website/index.asp?id=2168 From the Edge of the North to the ''Edge of the Negev'']", saggio sulle fonti delle opere di S. Yizhar, al sito ''Literatura'' (in ebr.); Joseph Galron-Goldschläger (cur.), "[http://library.osu.edu/projects/hebrew-lexicon/00113.php S. Yizhar]", in ''Modern Hebrew Literature: a Bio-Bibliographical Lexicon'' (in ebr.); "[http://www.ithl.org.il/author_info.asp?id=288 S. Yizhar]", bibliografia all'Institute for Translation of Hebrew Literature; "[http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=754687 'It is a filthy war, this']" [[w:Haaretz|Haaretz]], necrologio scritto da Yitzhak Laor, 25/08/2006; [http://www.guardian.co.uk/israel/Story/0,,1856931,00.html "Yizhar Smilansky"] su ''[[w:The Guardian|Guardian]]'', necrologio scritto da Lawrence Joffe, 24/08/2006; [http://www.zeek.net/704fiction/ Stralcio in ingl. del romanzo autobiografico ''Preliminaries'']; [http://www.ibiseditions.com/home/forthcoming4.html ''Khirbet Khizeh'', trad. ingl.]</ref>
 
==Galleria di autori israeliani==
<gallery>
S Yizhar.jpg|S. Yizhar, 1951
Amos Oz by Kubik.JPG|Amos Oz, 2005
Aharon Appelfeld al Festival della Mente 2009.png|Aharon Appelfeld al Festival della Mente, 2009
9 270

contributi