Differenze tra le versioni di "Guida maimonidea/Critica del linguaggio"

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La Torah non impone la volontà arbitraria di Dio sull'uomo, mettendolo alla prova dell'obbedienza. Tale concetto della religione è estraneo all'idea della saggezza e alla posizione religiosa basilare di Maimonide. Piuttosto, la Torah mira a portare l'uomo al completamento del suo potenziale umano affinché si perfezioni. Tale perfezione, come già scritto, include lo sviluppo completo delle sue capacità come creatura cosciente. La Torah in questo senso è naturale, integrando la natura mediante la creazione di condizioni sociali e personali che favoriscano l'abilità dell'uomo a realizzare il suo fine naturale. L'uomo richiede una società organizzata ed una base fisica stabile per potersi sviluppare al suo massimo. Il primo scopo della Torah è quindi di migliorare il corpo, creando una società giusta e stabile in cui la pesona possa prosperare come essere umano completo. Le leggi relative all'ordine sociale — che affrontano materie come gli illeciti, i prestiti, le cauzioni, le aggressioni, e le eredità — si trovano tra i comandamenti intesi a perfezionare le relazioni interpersonali. Ci sono inoltre comandamenti intesi a sviluppare solidi tratti caratteriali, con ciò assicurando ulteriormente un solido ordine sociale e giuste relazioni tra la gente. Questo gruppo include comandamenti che proibiscono odio, invidia, e vendetta da una parte e, dall'altra, quelli che richiedono compartecipazione e carità e promuovono la pietà. La legge che proibisce la macellazione di un animale insieme alla sua prole nello stesso giorno, è intesa a prevenire lo sviluppo di crudeltà, come lo è anche l'obbligo di scacciar via una madre uccello prima di prenderle gli uccellini di nido. Le proibizioni delle relazioni sessuali improprie sono intese a promuovere il controllo del desiderio. Parenti stretti non devono avere rapporti sessuali tra loro perché sono regolarmente vicini l'uno all'altra. Le limitazioni della sessualità promuovono lo scopo della legge, che è quello di favorire un buon carattere. Di conseguenza, la saggezza di Dio è rivelata nel sistema dei comandamenti, proprio come lo è nella natura. Come scrive Maimonide: "Meravigliatevi molto della saggezza dei Suoi comandamenti, che Egli sia lodato, proprio come dovete meravigliarvi della saggezza palese nelle cose che Egli ha creato. È detto: ''Egli è la Roccia; perfetta è l'opera Sua; tutte le Sue vie sono giustizia'' (Deut. 32:4). Dice che proprio come le cose che Egli ha fatto sono sommamente perfette, così sono i Suoi comandamenti sommamente giusti" (III:49, p. 605).<ref name="Comanda"/>
 
L'altro scopo dei comandamenti è il miglioramento dell'anima ed il mezzo per farlo è il miglioramento sociale e fisico. Questo livello della Torah la differenzia dalla legislazione politica ordinaria e la trasforma in legge divina, una legge che conduce l'uomo alla sua più alta perfezione come creatura capace di distinguere il vero dal falso. I comandamenti in questione sono intesi a soppiantare credenze erronee sulla natura del mondo e liberare l'uomo dal dominio dell'immaginazione. L'idolatria acquisisce forza perché gli uomini mancano della conoscenza di distinguere tra il possibile e l'impossibile, e pertanto la Torah proibisce non solo le azioni associate direttamente all'idolatria ma anche tutta l'attività per cui non esiste una base razionale. Ma fa più di negare credenze incorrette; instilla nel fedele anche certe credenze necessarie<ref name="Credenze">Cfr. la definizione di ''credenze vere'' e ''credenze necessarie'' [[Guida maimonidea/Guida dei Perplessi#La struttura|nel precedente capitolo]].</ref> ed utili in relazione a provvidenza e pentimento, facendolo tramite l'obbligo di digiunare e invocare Dio in momenti di difficoltà. I comandamenti di osservare lo Shabbat e ricordarsi dell'Esodo dall'Egitto, fortificano la fede nella creazione, ed i comandamenti di amare Dio e affermare la Sua unità sono legati alla conoscenza di Dio e della realtà. Si può quindi affermare che tutti i comandamenti della Torah sono dedicati allo scopo di migliorare anima e corpo, portando con ciò la persona alla sua più alta perfezione.<ref name="Comanda"/>
 
Qualsiasi sforzo di assegnare uno scopo razionale ai comandamenti crea il serio problema posto dal gruppo di comandamenti citati nella letteratura rabbinica col termine [[w:Chuqqim|''ẖuqqim'']] (lett. "statuti", ma spesso usati a denotare un tipo di legge discussa in seguito). Questi comandamenti, come la proibizione di intrecciare lino e lana, la proibizione di mangiare carne e latte insieme, o le leggi della purezza ed impurità, appaiono completamente inspiegabili. La loro esistenza parrebbe rinforzare la posizione che si focalizza sulla volontà divina, ponendo l'importanza religiosa dei comandamenti nella sottomissione alla parola di Dio senza fare nessun tentativo di spiegarla. Secondo questa visione delle cose, l'importanza degli ''ẖuqqim'' sta nella loro mancanza di un qualsiasi fondamento logico comprensibile, e non hanno nessuna relazione con l'adempimento di un qualsiasi fine umano. Maimonide, come si è visto, rifiutò tale tipo di interpretazione della Torah e affermò che ogni comandamento aveva una ragione anche se non sappiamo quale. Tentando di assegnare un significato e una spiegazione agli ''ẖuqqim'', egli intraprese una delle iniziative più originali e audaci della storia del pensiero ebraico.<ref name="Comanda"/><ref name="Halbert4">Moshe Halbertal, ''Maimonides, cit.'', 2014, pp. 341-353 & ''passim''.</ref>
 
===Esercizi spirituali===
Come si è visto, molti comandamenti sono intesi a soppiantare l'idolatria, inculcare le credenze necessarie, e promuovere l'accettazione delle credenze vere.<ref name="Credenze"/> Il filosofo, quale parte della comunità, adempie tutti quei comandamenti che riguardano il miglioramento della società e la trasmissione delle virtù. Il mantenimento di un solido ordine sociale è una responsabilità che si assume insieme a tutti gli altri membri della comunità. La maggior parte dei comandamenti associati al miglioramento dell'anima non lo riguardano direttamente, particolarmente quelli volti a negare l'idolatria e a sostenere le credenze necessarie. Deve adempierle perché fa parte del pubblico. Porterà i dovuti sacrifici se trasgredisce inavvertitamente, andrà Gerusalemme durante i festival di pellegrinaggio e porterà le relative offerte, e digiunerà e supplicherà in momenti di tribolazione, sebbene queste azioni siano poco adatte al concetto di divinità che ha interiorizzato. La Torah, come la natura, è concepita per soddisfare la maggioranza; non soddisfa ogni individuo e potrebbe persino essere dannosa ad alcuni. Nessuno, nemmeno il filosofo, è esente per tale motivo dalla fedeltà assoluta alla ''halakhah'', ma l'osservanza della ''halakhah'' ha per il filosofo una dimensione aggiuntiva. Come membro della comunità dell'Alleanza, il filosofo è obbligato, come tutti gli altri, ad osservare ogni dettaglio della ''halakhah''; come filosofo, il suo adempimento dei comandamenti ha un significato speciale che assume un ruolo centrale nel suo percorso spirituale. Maimonide discute questa dimensione aggiuntiva in uno dei capitoli più provocatori della ''Guida'', alla fine della sua trattazione delle ragioni dei comandamenti.<ref name="Filosofo">Alfred Ivry, "Islamic and Greek Influences on Maimonides` Philosophy", ''Maimonides and Philosophy'', S. Pines &Y. Yovel (curatori), Kluwer Academic Publishers, 1986, pp. 139-156; Moshe Halbertal, ''Maimonides, cit.'', 2014, pp. 349-353; Rémi Brague, “Leo Strauss et Maimonide”, ''Maimonides and Philosophy'', cur. da Shlomo Pines & Yirmiyahu Yovel, pp. 246-68; [http://books.google.co.uk/books?id=hWRm3Kckl4kC&source=gbs_navlinks_s Marvin Fox, ''Interpreting Maimonides: Studies in Methodology, Metaphysics, and Moral Philosophy''], University of Chicago, 1994, ''passim'' & ''ss.vv.''; Lenn Evan Goodman, ''Rambam: Readings in the Philosophy of Moses Maimonides'', trad. con introd. e commentario, Viking, 1976, rist. 1986.</ref>
{{WIP|Monozigote}}
 
[[File:Avicenna-miniatur.jpg|thumb|150px|left|Ibn Sīnā (Avicenna)]]
{{...}}
[[File:AverroesColor.jpg|thumb|right|150px|Averroè, dipinto part. di Andrea di Bonaiuto (XIV sec.)]]
La coscienza umana è dominata da ansietà e desideri, conseguenza della nostra esistenza stessa come esseri fisici. Anche quando non siamo impegnati attivamente a guadagnarci da vivere, far crescere la prole, o andare dal medico, siamo costantemente inseguiti da una consapevolezza di dover preservare la nostra vita, e tale consapevolezza controlla il mondo interiore della persona. Anche chi è arrivato a conoscere Dio ed il mondo, prova tale stato di consapevolezza. Una persona di questo tipo ha affinato la propria immagine di Dio, ripulendola di tutti gli antropomorfismi, e ha anche letto gli scritti di [[w:Avicenna]]|Avicenna e imparato da questi che l'esistenza di Dio è necessaria, in contrapposizione alla natura meramente contingente dell'esistenza del mondo. Può dimostrare conclusivamente, seguendo [[w:Averroè|Averroè]], che Dio è il motore immobile, la causa prima nella catena di causalità che controlla l'intero unverso. Tutta questa conoscenza, comunque, non produce necessariamente un cambiamento interno della sua consapevolezza. Le aspirazioni e le difficoltà della vita quotidiana possono continuare a dominare il suo conscio come quello di qualsiasi altra persona e a preoccuparlo anche quando si concentra su materie elevate. Il ruolo dei comandamenti nella vita del filosofo è quello di muovere la sua vita interiore da uno stato di conoscenza ad uno stato di attaccamento appassionato.<ref name="Filosofo"/>
 
Amore e desiderio riflettono uno stato di impegno costante con l'oggetto della conoscenza. Uno che ama e desidera qualcosa differisce da uno che semplicemente la conosce in quanto la sua consapevolezza è colmata e preoccupata dall'oggetto della conoscenza. L'amore intenso sradica una persona dal mondo, concentrando la sua consapevolezza sul solo oggetto esclusivo della propria bramosia. L'elemento erotico, familiare a chiunque abbia provato l'amore, non sorge immediatamente rispetto ad una conoscenza astratta ed elevata come la conoscenza di Dio. Lo spostamento della conoscenza da conoscenza a desiderio richiede una formazione interiore ed un esercizio spirituale. La prima fase di questa formazione richiede esercizi per sgombrare il proprio conscio da questioni mondane, cioè, un lento processo di liberazione dalla soggiogazione del proprio mondo interiore a preoccupazioni per la conservazione della vita. L'osservanza dei comandamenti gioca un ruolo centrale in questo esercizio interiore:
==Note==
{{q|Sappi che tutte le pratiche cultuali, come la lettura della ''Torah'', la preghiera, e la pratica degli altri ''comandamenti'', hanno solo lo scopo di istruirti a concentrarti sui Suoi comandamenti piuttosto che sugli affari di questo mondo... Da qui in poi inizierò a guidarti in merito alla forma di questa istruzione cosicché tu possa raggiungere questa grande meta. La prima cosa che la tua anima deve mantenere salda, mentre ''reciti'' le preghiere dello ''shema'', è che devi svuotare la mente da tutto e pregare così. Non ti devi accontentare di ''essere concentrato'' mentre ''reciti il primo versetto dello shema'' e dici ''la prima benedizione''. Quando hai effettuato ciò correttamente e l'hai praticato continuamente per anni, fai in modo che la tua anima, ogni volta che leggi o ascolti la ''Torah'', sia costantemente diretta — con tutto te stesso e tutto il tuo pensiero — verso la riflessione su ciò che stai ascoltando o leggendo.|III:51, p. 622}}
 
==Note==
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