Differenze tra le versioni di "Identità e letteratura nell'ebraismo del XX secolo/Letteratura ebraica tra patria ed esilio"

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Lo stile di Burla non è consono al suo tempo e alla sua origine. La prosa in ebraico era diventata sperimentale agli inizi del secolo, adattando lezioni di psicologia a nuove forme di narrazione e linguaggio. Il personaggio non doveva ora essere osservato solo dall'esterno, ma sentito dall'interno ed espresso con una mancanza di certezza nella consapevolezza di ondate psichiche (flusso di coscienza). Le nozioni del bene e del male diventavano confuse nell'insicurezza e nell'aleatorio riconoscimento di motivi commisti. L'opera di Burla nella forma appartiene ad un'era precedente. Anche nei temi, il suo materiale era in gran parte inusuale per il lettore ebreo — l'ero di lingua araba o ladina senza raffinatezza intellettuali, l'ebreo osservante in ambiente islamico, i presupposti sociali dell'Oriente (per esempio, in merito alla condizione della donna).<ref name="Burla"/>
 
Il racconto di Burla tipicamente si tuffa subito nell'azione e nel tema centrale, per esempio il desiderio sessuale davanti alle limitazioni della società. Anche quando il desiderio sembra essere stato esaudito, una qualche rottura delle norme sociali (anche se minore) si prende la sua vendetta. Il primo racconto di Burla, intitolato "Luna" (scritto nel 1914, ma pubblicato solo dopo la guerra), lo dimostra: qui, il fratello di un defunto proprietario di immobili arriva a Gerusalemme per controllare le proprietà. Uno degli affittuari, una ragazza nubile, attrae le attenzioni dell'uomo, più anziano e sposato. Costui, Obadiah, argomenta che la monogamia non è una pratica tipicamente ebraica, ma piuttosto una superata usanza aschenazita, ad imitazione europea. Egli, uno sefardita (lusitano, nel suo caso), può benissimo ignorare la convenzione e prendersi una nuova moglie.<ref>''Aschenaziti'' e ''sefarditi'' sono, nel primo caso, i discendenti delle comunità ebraiche medievali della valle del Reno: ''Ashkenaz'' era infatti il nome, in ebraico medievale, della regione franco-tedesca del Reno e ''Aschenazita'' significa appunto abitante delle rive del Reno. Nel IX secolo la migrazione di numerosi ebrei dall'Italia Meridionale dà origine a una parte consistente delle numerose comunità Renane. Nel secondo caso, sono gli ebrei abitanti la penisola iberica. Nel ''Tanakh'', l'insieme dei libri che compongono la bibbia ebraica, nel libro di Ovadia, si trova il termine ''Sepharad'' per indicare una non meglio identificata città vicino-orientale. Tale luogo è tuttora dibattuto, ma "Sefaràd" fu identificata da ebrei successivi come la penisola iberica e ancora significa "Spagna" o "spagnolo" in ebraico moderno. Cfr. Yosef Kaplan, ''An Alternative Path to Modernity: The Sephardi Diaspora in Western Europe'', Brill Publishers, 2000.</ref> Obadiah si aspetta quindi che tale situazionisituazione gli provochi un "ringiovinamento". Il suo motivo è chiaro: la sua vita è diventata stantia, ma si sente sempre alquanto libidinoso, e desidera ardentemente di soddisfare le sue voglie in maniera legittima. Ma qual'è la motivazione di Luna? A ventiquattro anni, pensa già che la vita l'abbia sorpassata, e si sente "come una che veda il proprio amico succhiare qualcosa di amaro nel palato, mentre la sua bocca rimane vuota. La sua anima è vuota, vuota ma esigente." Luna è senza padre, e sua madre è povera e non può darle una dote. Quindi l'inevitabile matrimonio avviene, e subito segue il disastro: si scopre che Obadiah non è così ricco come reputato e, ancor peggio, è avaro e sconsiderato. Fino a quel momento Luna non era stata appagata dalla vita, ma ora si sente desolata perché non ha più nessuna prospettiva di miglioramento. Ha un padre invece di un marito, un padre tra l'altro alquanto spiacevole. Anche Obadiah è deluso, scontento dell'arroganza ed irritazione di lei. Devono quindi separarsi, specialmente perché la prima moglie appare all'improvviso. Sebbene sia incinta quando progettano la separazione, Luna si sente vittoriosa e fiduciosa del futuro.<ref name="Burla"/>
 
[[File:Yehuda Burla with his family.jpg|thumb|Yehuda Burla con la famiglia, 1949]]
Questa trama illustra alcune delle preoccupazioni dell'autore. Il contesto sociale è orientale, ma in tale termine genrico esistono divisioni: Obadiah è da molto tempo un palestinese di origine lusitana, e Luna è appena arrivata da Istanbul (di lingua ladina e di condizione sociale superiore). Nonostante quella che sembra una base propizia per un matrimonio che dovrebbe essere vantaggioso per entrambi, i germi del conflitto sono già manifesti dall'inizio: le aspettative di ciascuno sono tanto diverse quanto le rispettive età — uno cerca rispetto e lealtà, l'altra romanticismo ed emozioni. Le abitudini dell'uomo sono ormai radicate, la vita della donna si può dire sia appena iniziata — quindi, con la differenza di prospettive emergono perturbazioni e disastro. La trama potrebbe essere riassunta come due aspettative disattese: entrambe sono basate su un bisogno psicologico reale e corrente. Tuttavia tale bisogno bandisce considerazioni più essenziali, a lungo termine, sia sociali che comunitarie. Il più ampio contesto allora mitiga l'azione svolta dall'individuo nella propria ricerca di un'appagamento immediato. Tale è la natura del racconto di Burla, basato su dettagli di (1) carattere inerente; (2) insoddisfazione; (3) ricerca; (4) soluzione; (5) retribuzione; e (5) crisi. Naturalmente non tutti gli ingredienti appaiono in tutte le storie. Le trame sono tanto differenti quanto la loro ambientazione. Tuttavia lo sviluppo è sempre di tale tipo: il racconto di Burla implica un personaggio in azione. Lo cronologia è spesso di grande scala (una vita di molti lustri, per esempio), l'ambientazione è mobile (Siria, Iraq, Anatolia, Palestina — campagna, città, ecc.), l'eroe è di varie tonalità — malvagio, come in ''Ishto Asnuah'' (''La sua odiata moglie'', 1925); avventuroso, come in ''Aliloth Aqavyah''; semplice, come in ''Beliy Kokhav'' (''Senza una stella'', 1927); sofisticato, come in ''Naftuley Adam''; ma sempre percepito in questa maniera narrativa. L'opera si sviluppa in queste varie fasi, sebbene la risoluzione possa differire. Tale risoluzione emerge dal conflitto tra il personaggio e la forza di resistenza nell'ambito contestuale della trama.<ref name="Burla"/>
 
Il personaggio è basilare per le storie narrate da Burla, il personaggio percepito, descritto, invocato, presentato. Gli eroi dei romanzi sono variazioni l'uno dell'altro, mutando in apparenze, temperamento e talento. Ma questi delineamenti esteriori possono essere intercambiabili — la motivazione dei caratteri è comunque simile. Sono persone (di solito uomini, sebbene le donne figurino prominenti nelle storie di Burla, ma come vittime) con grandi appetiti sessuali e un'ambizione ossessiva che si dimostra insaziabile. L'autore a volte si camuffa, usando un secondo narratore, o raccontando una storia dentro la storia. Tuttavia questi espedienti sono insignificanti nella caratterizzazione che possiede un'unica tonalità, trasferita direttamente dall'autore. E dove il narratore è onnisciente, viene comunque presentato il punto di vista dell'eroe. Tale punto di vista trova difficile riflettere su se stesso: il lettore è colpito dalla mancanza di analisi da parte dell'eroe, che non dimostra introspezione o incertezze personali. Secondo la foggia orientale, accetta i termini del proprio destino (''kismet''), sebbene sia chiaro al lettore che gli eventi sono stati manipolati da agenzia umana. Si nota inoltre che il personaggio non si sviluppa oltre al ''datum'' assunto all'inizio. Anche quando le cose finiscono male, ma rimane del tempo per provocare un cambiamento, non viene permessa rettifica dal senso religioso di accettazione. Sebbene la maggioranza dei personaggi sia ebrea, il contesto islamico è pervasivo, e modella gli eventi e le fortune dell'individuo e della trama. Dai suoi primi scritti fino agli ultimi negli anni '60, gli eroi di Burla sono controllati da forze esterne — Dio, religione e ''mores'' sociali. Per quanto forte sia l'impulso individuale di ribellarsi, l'uomo viene domato dalla società e alla fine, spesso tragicamente dopo aver tentato di fuggire, si sottomette. Questo è ciò che succede in ''Baal Beamaw'' (''Un uomo consistente'', 1962), dove Gideon, l'eroe individualista, vuole sganciarsi dalla vita impostagli come becchino (la sua ambizione sarebbe di fare il pastore); vorrebbe inoltre sposare una donna mussulmana. Tuttavia l'opposizione di entrambe le famiglie genera il disastro.<ref name="Burla"/>
 
Il racconto di Burla è una storia morale di vecchio stile con una trama dinamica ed un unico eroe. Di questo tipo di contastorie Burla è l'esempio supremo. Nonostante tutto il suo esotismo, egli non costituisce un anacronismo nella vita letteraria ebraica moderna, ma vi ha dato un contributo inestimabile. Da una scena variata e ricca, qui si è fornita solo una selezione limitata, sebbene la caratterizzazione letteraria individuale possa offrire un senso della gamma di letteratura ebraica palestinese nella fase pre-israeliana. Sebbene non ci sia molta geografia, c'è parecchia storia: raramente potrebbe così tanto accadere in una nazione così piccola in così poco tempo. La varietà della provenienza, la violenza e diversità degli eventi, la rosa di talenti, l'estensione dell'ambizione rivoluzionaria hanno tutti lasciato la loro impronta di una letteratura vitale, in prosa e poesia.<ref name="Domb">Risa Domb, ''Identity and Modern Israeli Literature'', Vallentine Mitchell & Co., 2005, Introd.</ref>
 
==Galleria della lingua ebraica==
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