Laboratorio di chimica in casa/L'elettronegatività: differenze tra le versioni

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Un'ultimoNel datocapitolo importantissimo da tenere a mente è che <u>atomi di elementi diversi attraggono i propri elettroni con forze diverse</u>. All'inizioprecedente abbiamo paragonato il legame chimico ad un tiro alla fune, ed infatti gli atomi tendono ad attirare verso di sé gli elettroni. Ma come spesso accade anche nel tiro alla fune, ci sono atomi che esercitano un'attrazione maggiore di altri sugli elettroni di legame.<br />
Tale forza di attrazione si chiama '''elettronegatività''' ed è uno dei valori generalmente riportati sulle tavole periodiche:<ref>Esistono tanti modi per misurare questa forza e perciò nella storia sono state stilate diverse liste di valori di elettronegatività degli elementi. Quella comunemente usata è quella di [[w:Linus Pauling|Linus Pauling]], tabulata nella tavola periodica sopra riportata. Essa è un valore adimensionale (cioè un numero, senza unità di misura) che esprime la forza con cui un nucleo tende ad attrarre un elettrone cedutogli dall'esterno.</ref>sotto
riportata. Essa è un valore adimensionale (cioè un numero, senza unità di misura) che esprime la forza con cui un nucleo tende ad attrarre un elettrone cedutogli dall'esterno.</ref>
 
[[File:Electronegative.jpg|center|800px]]
[[File:Stati di ossidazione Lewis.png|center|900px]]
 
Per questo motivo sulla tavola periodica sono riportati i numeri di ossidazione più comuni che l'elemento può avere: essoessi indicaindicano quanti atomi di un determinato elemento possono combinarsi con esso sottraendogli o cedendogli un dato numero di elettroni a seconda della quantità e di altre condizioni in cui i due reagiscono, ed è un aiuto per prevedere il comportamento chimico dell'elemento durante una reazione.
 
[[File:Stati di ossidazione.png|center|800px]]
 
Va in fine fatto notare che, quando più elementi con elettronegatività diverse si uniscono, essi creano una molecola con forti sbilanciamenti di carica. Un esempio sono i '''sali ternari''', cioè composti formati da due elementi molto elettronegativi legati fra loro e collegati anche ad un terzo elemento poco elettronegativo.
Va in fine fatto notare che, quando più elementi con elettronegatività diverse si uniscono, essi creano una molecola con forti sbilanciamenti di carica. Un esempio sono i composti ternari (formati da tre elementi diversi), come quello dell' [[DCD#Antimonio|antimonio]] (Sb) visto nel capitolo precedente,<ref>[[File:Legame dativo 2.png|600px]]</ref> composti da due elementi molto elettronegativi uniti insieme e da un terzo meno elettronegativo degli altri. In questo caso si genera una molecola composta da due parti: una molto "unita" creata dagli elementi molto elettronegativi, ed un'"appendice" costituita dall'atomo (o dagli atomi) meno elettronegativo. In questo modo si ottengono due [[DCD#Ione|ioni]]:<ref>Cioè particelle cariche elettricamente, descritte nel [[Laboratorio di chimica in casa/La struttura degli atomi|capitolo 2]], ultime righe.</ref> la parte carica negativamente viene chiamata '''anione''' mentre quella positiva '''catione'''.<ref>In realtà anche l'atomo al centro dell'anione (l'antimonio nell'esempio) è carico positivamente (gli vengono sottratti 5 elettroni dagli atomi di fluoro), e quindi è un catione, ma in questo caso lui e gli atomi che lo circondano formano un complesso stabile che risucchia gli elettroni del terzo elemento meno elettronegativo, creando una entità molecolare a sé stante quasi indivisibile, che non viene più considerata formata da due parti diverse.</ref>
In questo caso si genera una molecola composta da due parti: una molto "unita" creata dagli elementi molto elettronegativi, ed un'"appendice" costituita dall'atomo (o dagli atomi) meno elettronegativi.
 
[[File:Composto ternario.png|center|600px]]
 
Va in fine fatto notare che, quando più elementi con elettronegatività diverse si uniscono, essi creano una molecola con forti sbilanciamenti di carica. Un esempio sono i composti ternari (formati da tre elementi diversi), come quello dell' [[DCD#Antimonio|antimonio]] (Sb) visto nel capitolo precedente,<ref>[[File:Legame dativo 2.png|600px]]</ref> composti da due elementi molto elettronegativi uniti insieme e da un terzo meno elettronegativo degli altri. In questo caso si genera una molecola composta da due parti: una molto "unita" creata dagli elementi molto elettronegativi, ed un'"appendice" costituita dall'atomo (o dagli atomi) meno elettronegativo. In questo modo si ottengono due [[DCD#Ione|ioni]]:<ref>Cioè particelle cariche elettricamente, descritte nel [[Laboratorio di chimica in casa/La struttura degli atomi|capitolo 2]], ultime righe.</ref> la parte carica negativamente viene chiamata '''anione''' mentre quella positiva '''catione'''.<ref>In realtà anche l'atomo al centro dell'anione (l'antimoniolo zolfo nell'esempio) è carico positivamente (gli vengono sottratti 56 elettroni dagli atomi di fluoroossigeno), e quindi è un catione, ma in questo caso lui e gli atomi che lo circondano formano un complesso stabileunico che risucchia gli elettroni del terzo elemento meno elettronegativo, creando una un'entità molecolare a sé stante quasi indivisibile, che non viene più considerata formata da due parti diversecariche diversamente.</ref><br />
Uno dei fenomeni più importanti per comprendere questa caratteristica è la [[DCD#Solvatazione|solvatazione]]: quando un composto chimico i cui componenti hanno elettronegatività molto diverse viene sciolto in acqua, spesso si divide nei suoi ioni costituenti a seguito dell'impatto con le molecole del solvente. Questa trasformazione chimica è chiamata dissociazione ionica.
 
==Note==