Differenze tra le versioni di "Teoria delle aperture negli scacchi"

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::– [[w:it:Irving Chernev|Irving Chernev]], chess writer
 
L'apertura di una partita di scacchi è una battaglia tra due eserciti equalmente dotati. Non vi è nessun metodo che assicurerà ad un giocatore un vantaggio decisivo indipendentemente da cosacome risponde l'avversario. Se ciòcosì esistessefosse, nessuno giocherebbesi a scacchidivertirebbe. VincereLa vittoria in una partita disi scacchiottiene dipendesfruttando dallegli errori e le mosse inaccuratenon dell'avversarioaccurate altrui. LaAlla domanda "Cos'è una mossa inaccurata?" puòsi trovarepuò rispostarispondere solo nelle proveallenandosi e negliimparando dai propri errori.
 
PrendeteGuardate lail posizione iniziale visualizzatadiagramma a destrafianco. ToccaInizia alil Bianco. Perché la maggior parte dei giocatori seriprofessionisti inizia muovendo ilun pedone centrale o il cavallo didal Relato del re? Semplicemente perché èil risultato di milioni di partite di scacchi ha dato a queste mosse una migliore reputazione delle altre. Quindi si può dire che il Bianco 'conosce il segreto' - eccetto per il fatto chema, dopo un certo numero di partite con le quali si è iniziato con la stessa mossa d'apertura, il Nero inizia a intuire che certe risposte sono migliori di altre. Quindi il Bianco inizia a sapere cosa aspettarsi dal Nero...
 
MandateMandando avanti questo processo perdi qualche secolo e finiretetenendo cona abbastanzamente "teoriache dellela maggior parte degli schemi accetta solo poche mosse possibili che danno gli stessi vantaggi (o altre che non sono così vantaggiose ma possono semplicemente distrarre l'avversario), si sono sviluppate talmente tante aperture" da riempire diverseinteri enciclopedielibri. La domandasfida èsta chinel riusciràmemorizzarne a ricordarne lail maggior partenumero possibile!
Per questo motivo il [[w:Grande Maestro Internazionale|Grande Maestro Internazionale]] [[w:Bobby Fischer|Bobby Fischer]] propose nel 1996 gli [[w:scacchi960|scacchi960]] dove la disposizione iniziale delle otto figure di ciascun giocatore è determinata dal caso anziché essere quella universalmente adottata.
Fischer, come universalmente noto, fu uno dei campioni più forti ed innovativi nella storia degli scacchi. A queste caratteristiche univa una personalità vulcanica ed una scarsa propensione allo studio delle aperture. Nonostante una serie di profonde innovazioni introdotte nella strategia del gioco, americano riteneva che la memorizzazione di un ampio numero di varianti imposta dalla vastità della teoria contemporanea andasse a tutto discapito della creatività e del talento, così si risolse a perfezionare e proporre al mondo scacchistico questa innovazione del millenario gioco.
 
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