Differenze tra le versioni di "Storia di Roma/La crisi della Repubblica"

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Al malcontento sociale che si formò dopo le conquiste, cercarono di porre rimedo i '''Gracchi''', discendenti da Scipione l'Africano. Entrambi volevano ridistribuire le ricchezze ottenute con le vittorie in modo equo, restaurare l'esercito indebolito dall'impoverimento dei contadini-soldati.
Nel 133.a.C. un tribuno della plebe, [[w:Tiberio Sempronio Gracco (tribuno della plebe 133 a.C.)|Tiberio Sempronio Gracco]], propose di applicare una vecchia legge che prevedeva che un proprietario non dovesse possedere più di 500 iugeri di agro pubblico, in tal modo le parti in eccesso sarebbesarebbero state distribuite ai contadini ponendo fine al problema. I comizi accolsero la proposta, ma nel 132 a.C. Tiberio ripresentò la propria candidatura come tribuno, gli oppositori approfittarono di questo errore per accusarlo di aspirata tirannia e nei tumulti che seguirono Tiberio fu ucciso. Infatti la rielezione di un tribuno per due anni non era prevista per legge.
 
Dieci anni dopo, venne eletto tribuno suo fratello [[w:Caio Sempronio Gracco|Caio Sempronio Gracco]], che presentò un programma più esteso.
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