Pensiero castanedico/Fondamenta del Pensiero castanediano: differenze tra le versioni

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Incrementarle richiede certa disciplina, ma soprattutto "forza", energia, quello che don Juan gli descrive come "potere personale".
 
Ecco che con la corretta applicazione dell'"arte dell'agguato" (che però non spiega), egli afferma che possiamo diventare dei "''cacciatori di potere''". Andare a "caccia" di "potere", significherebbe quindi "accumulare" energia tramite certe tecniche di "controllo comportamentale", ma anche dei rituali che non escludono, come gia accennato, il consumo di allucinogeni, ma piupiù spesso trattasi invece del contatto diretto con certe "forze" (spiriti, che lui chiama: "alleati", di potere appunto) naturali che ci circondano.
 
Un potere personale sufficiente, porterebbe così alla consapevolezza di tutte queste tre attenzioni, e quindi alla padronanza dell'"intento": il controllo cosciente e volitivo della propria "forza di volontà" (che Castaneda asserisce descrivere dagli sciamani veggenti come fibre luminose di energia partenti dalla base dell'ombellico).
perché la loro ''unione'' al ''fondersi'' i propri rispettivi Punti di Unione, permetterebbe loro di poter ''viaggiare'' attraverso le '''"Emanazioni della Grande Aquila"''': ossia, di "volare" in questo quasi-infinito macro-universo. Dice l'autore poi che, al terminare il viaggio, i loro due "Punti di Unione" rispettivi si discongiungerebbero nuovamente, per tornare ad essere due esseri distinti.
 
L'autore che più si addentra in dettagli e spiegazioni qui risulta essere sempre Domingo; quindi riportiamo dal suo libro quanto ci accingiamo a definire in merito. Castaneda, infatti, ci dice in proposito poco o nulla, e altri autori si concentrano invece piupiù sull'aspetto 'etico' di questo cammino (per cui rimandiamo al relativo capitolo).
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*quello ''volitivo collettivo''.
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Per ognuno di essi descrive anche le pratiche opportune (vedere sezione esercizi) affinché possano, col tempo e colla pratica costante, arrivare a 'fondersi'. '''L'unico che non rientra nell'unione sarebbe quello mentale: questi, dice, colla pratica è destinato a scomparire''' per lasciare posto alla ''conoscenza naturale e silenziosa''. Dice testualmente che: "'''La perdita di 'questo corpo' è il guadagno di quello 'luminoso'''', giacché '''sarà quest'ultimo che 'vedrá' e penserá quando il primo sarà scomparso''', facendo percepire la 'Visione Totale' di tutte le Realtá", invece di una singola e limitata, quale lo éè appunto la nostra di questo mondo.
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====i Dialoghi Interni e i Punti di Unione====
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Un "Dialogo Interno", questo lo diceva anche "Castaneda", éè mantenuto 'fermo' dalla fissazione del proprio "Punto d'Unione" e quindi risulta strettamente vincolato ad esso. Domingo a riguardo rivela esattamente quindi la loro stessa natura al dirci che:
 
 
 
 
Quindi, tornando alla questione, '''credo''' forse '''che solo un nahual di quattro punte possa''' allora chissà '''arrivare a sperimentare completamente tutti i dialoghi interni di cui ci parla''', quindi in definitiva solo poche persone visto che questi corrisponderebbero solo a una minoranza esigua; e non contemplo neanche quelli di cinque, visto che di questi ci dice solo ne esista ''un solo esemplare'' per ogni Grande "Aquila", fatta eccezione per la nostra che avrebbe avuto col proprio un 'piccolo' problema.. ''(ved. capit. Cosmovisione)''. Ciò nonostante, questa éè solo una mia opinione (mia di chi inizia questo wikilibro) buttata qui come spunto di riflessione, visto che sul libro di Domingo la questione éè lasciata per il momento in sospeso.
 
 
'''Possiamo dire''' comunque '''che fra Castaneda, Domingo e altri autori come Enrique Rojas Paramo, ci siano delle differenze nel modo in cui considerarle.''' Se ci rifacciamo ai testi classici di Castaneda, per esempio, lui ci dice che Don Juan il suo maestro lo avrebbe fatto passare continuamente fra la prima e la "seconda attenzione" (utilizzando all'inizio anche droghe) per via del suo apprendistato e del fatto che '''alcune cose (soprattutto l'"arte dell'Agguato") gliele avrebbe potute insegnare e trasmettere solamente nella "seconda attenzione"''', e mai e poi mai nella prima; tuttavia '''a questo riguardo, Enrique Rojas Paramo risponde''' per esempio '''invece proprio il contrario''' (nel suo libro: ''Nerea''). Suggerendoci che '''forse tale considerazione dipenda quindi solo dai specifici lignaggi''' che avrebbero differenti regole per l'insegnamento, ma anche chissá dalle singole persone apprendiste che cambiano, avendo ognuna un proprio e diverso parametro.
 
Dal canto suo Domingo, cita nel suo libro ''il nahual di cinque punte'' che '''le differenti attenzioni riguardano i differenti e specifici 'singoli corpi'''' in cui l'uovo energetico risulterebbe essere composto, ed essendo questo diverso per ognuno (ci sono 'varie categorie' come gia detto, di ''coscienze sferiformi''), '''mai e poi mai sarebbero''' quindi '''tutte raggiungibili da chiunque.''' Semplicemente perché, secondo quanto ci dice, '''c'éè semplicemente chi ''energeticamente'' non potrá mai arrivare a farlo.''' Le uniche comunque sperimentabili sempre da chiunque sarebbero solo le prime due, dato che l'unità semplice di base per ogni coscienza sferica sarebbero due scompartimenti energetici, mai solo uno. E questo vale, ci dice, anche per i "Nahual di Tre punte", dove addirittura in quel caso il loro 'terzo scompartimento' risulterebbe alla fine trovarsi diviso anch'esso pur sempre, se pur 'impercettibilmente', in due .. .
 
'''Tutti gli autori concordano''' comunque su una cosa, questo sì: che, chiunque e comunque sia che entri nel cammino della 'conoscenza' (energetica), abbia '''come''' scopo ultimo e '''obbiettivo di fondo l'unificazione di tutte le sue differenti 'attenzioni possibili' ''' che il suo uovo luminico le permetta sperimentare, questo '''per ritrovare la 'Totalita di Se Stesso' ''' e il cammino per '''"Recuperare la Totalita di Se Stessi"''' è proprio il "Cammino del Guerriero (Tolteca)".
 
 
'''Normalmente''' però, poi '''uno''' <!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#L.27.22Oblio.22:_Recuperare_la_TOTALITA.27_di_Se_Stessi--> dimenticherebbe tutto: ossia, '''non si ricorderebbe praticamente piupiù niente al momento di 'rientrare' nel suo stato 'normale' di coscienza''' quando si sveglia, o detto con altre parole... quando il movimento de'''l "Punto di Unione"''' ritorna alla posizione 'abituale', '''non riuscirebbe a mantenere il registro dei ricordi vissuti al toccare altri punti e posizioni'''. Da qui, la necessitá di avere una sorta di guida e tecnica che ci permetta di recuperarli.
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=====Terza e Quarta=====
 
Come accennavamo: '''la terza attenzione, la quarta e la quinta non sarebbero''' invece '''sperimentabili da chiunque.''' Presumiamo per quanto ci rivela appunto sempre Domingo (visto che solo lui ce n'è parla al momento, gli altri autori no), che allora la "Terza Attenzione" sia raggiungibile solo quando tutti gli altri 'corpi' conformanti l'uovo luminoso arrivino a 'fusionarsi' tra di loro completamente, assieme ai loro corrispettivi Punti di Unione: anzi, è proprio l'unione di questi ultimi che porterebbe all'espansione della ''percezione''. Può risultare infatti ovvio e plausibile che sia così: visto che il "Punto di Unione" éè appunto il principale responsabile di farci percepire, cos'altro mai potrebbe accrescentare la percezione se non, appunto, l'Unione di più Punti di Unione?
 
Difatti, in un certo senso risulta inesatto dire che bisogna 'fusionare' questi corpi, giacché questi sono appunto ciò di cui éè composto l'"uovo luminoso"; quello che bisogna arrivare a 'fusionare' e ad accomodare, semmai, è per l'appunto la posizione dei loro corrispettivi Punti di Unione, nulla di più. (Uso i verbi al "condizionale" perché il libro di questo autore è strutturato in maniera tale da cercare di far "arrivare per deduzione" logica ad una sintesi di questo pensiero, più che esserne un'"analisi". Ossia: non espone i concetti chiari e in sequenza lineale).
 
Solo allora '''si raggiungerá per definizione la "Totalitá di se stessi", e si arriverá quindi a sperimentare la "Terza Attenzione".'''
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